abolire-spese-procedurali-per-vittime-di-violenza-di-genere
Ti-Press
ULTIME NOTIZIE Cantone
Luganese
22 min

Campione d’Italia, le roulette possono continuare a girare

I commissari giudiziali del Tribunale di Como approvano il piano integrativo della casa da gioco a un anno dalla richiesta di concordato
Luganese
50 min

Sagra della costina a Madonna d’Arla con lo sci club

La manifestazione alla sua 49esima edizione nel castagneto del Pian Piret in programma il 14, 15 e 16 luglio
Luganese
1 ora

Lugano, perdita d’acqua in via Maraini: disagi alla circolazione

Sulla strada si circola su una sola corsia e a senso alternato. La polizia invita a usare l’accesso autostradale di Lugano Nord
Mendrisiotto
1 ora

Mendrisio, tiro sportivo promosso da Pro Militia

Il 16 luglio al Centro sportivo di Penate è in programma il tradizionale evento
Luganese
1 ora

Concerto di Fabri Fibra, Lugano chiude il lungolago

Chiuso alla circolazione veicolare il quai mercoledì sera, da Piazza Castello alla rotonda del Lac
Mendrisiotto
2 ore

Mendrisio, divieto di usare acqua per scopi non domestici

La misura intimata a tutti i quartieri della Città a causa ‘del perdurare di scarsità di precipitazioni e dei forti consumi’
Bellinzonese
2 ore

Feste campestri a Campo Blenio

Tradizionale appuntamento organizzato dallo Sci club Greina, quest’anno in programma sabato 9 e domenica 10 luglio
Luganese
3 ore

A tu per tu con Ceo e allenatore dell’Fc Lugano a Tesserete

Conferenza pubblica giovedì al centro balneare moderata dal giornalista sportivo Giancarlo Dionisio
Gallery
Luganese
3 ore

Conferenza sull’Ucraina: Lugano non blindata, ma semivuota

Senza aperitivi, ma con disagi tutto sommato contenuti. E sopra le teste il ronzio degli elicotteri, che fa da... colonna sonora alla due-giorni
Luganese
3 ore

Svizzera e Ucraina firmano un’intesa per la protezione del clima

La convenzione ‘permette di mobilitare fondi in aggiunta alla cooperazione internazionale’, afferma il Datec
Speciale ucraina
LIVE

‘La Russia sta attaccando i valori di tutti i Paesi democratici’

Il presidente ucraino Zelensky è intervenuto all’inaugurazione dell’Ukraine recovery conference di Lugano. Segui il live del laRegione
Bellinzonese
3 ore

Musica da camera, tutto pronto per il Montebello Festival

Scatta domani a Bellinzona la 16esima edizione della rassegna internazionale
laR
 
09.03.2021 - 09:01
Aggiornamento: 12:41

'Abolire spese procedurali per vittime di violenza di genere'

Mozione al Consiglio federale la deputata al Nazionale dei Verdi Greta Gysin: 'Meno del 20% fa una denuncia, togliamo almeno questo scoglio economico'

“Bisogna abolire le spese procedurali per le vittime di violenza di genere”. A chiederlo è la consigliera nazionale dei Verdi Greta Gysin, con una mozione inoltrata al Consiglio federale proprio ieri, giornata internazionale dei diritti della donna. La richiesta è che l’Esecutivo presenti un disegno di atto legislativo “per garantire alle vittime di violenza sessuale, violenza domestica o più in generale violenza di genere (incluso lo stalking) la presa a carico da parte dello Stato delle spese procedurali indipendentemente dalla condizione economica della presunta vittima”. 

«Il Codice penale già punisce questi comportamenti lesivi della persona - spiega Gysin alla ‘Regione’ -, ma il grande problema sono gli scogli da superare per arrivare a una denuncia. Sono troppo grandi, infatti secondo i dati dell’Ufficio federale di statistica solo il 18,2% delle donne che hanno subito violenza trova il coraggio di denunciare l’accaduto». Per la consigliera nazionale verde «l’ostacolo più grande è culturale, perché c’è paura di esporsi socialmente anche con la famiglia e gli amici, a volte c’è un legame di dipendenza psicologica verso la persona che esercita violenza. Ma spesso questa dipendenza è anche finanziaria». E se per superare gli ostacoli culturali «purtroppo ci vuole molto tempo», lo scoglio delle spese procedurali «è un atto di veloce e facile soluzione» afferma Gysin.

Che aggiunge: «Quando si fa una denuncia bisogna prendersi carico delle spese, nel caso in cui la violenza venga confermata davanti a un giudice avviene il risarcimento. Ma è comunque un ostacolo non da poco, perché sono somme ingenti e possono spaventare non solo chi non può permettersele». Togliere questo ostacolo per la deputata al Nazionale dei Verdi «rappresenterebbe un segnale forte di uno Stato che incoraggia le vittime di violenza a esporsi, a far valere i propri diritti senza preoccupazioni di ordine finanziario. Non è la soluzione per tutto, perché serve molto altro. Ma sarebbe un passo importante». Verso anche quel cambiamento culturale auspicato quanto doveroso? «Certo - risponde Gysin -. Per ottenerlo servirebbe cominciare da subito, da scuola, in ottica di prevenzione e sensibilizzazione per insegnare a essere attente alle forme di violenza anche più subdole e a non banalizzare il problema».

Richieste anche da Ps e Più donne

Sempre ieri, ma a livello cantonale, sono stati depositati altri due atti parlamentari a tema. Con una mozione le deputate del Partito socialista - prima firmataria la copresidente Laura Riget - chiedono al Consiglio di Stato di istituire l’8 marzo giorno di libero per tutte le impiegate dell’Amministrazione pubblica. Questo, si legge, “servirebbe a compensare, in parte, lo scarto salariale che ancora esiste tra uomini e donne”. Uno scarto “che nel settore pubblico è peggiorato, passando dal 16,7% del 2016 al 18,1% del 2018. Non è più accettabile l’inspiegabile differenza salariale tra i sessi”. Sulla parità salariale fa sentire la sua voce anche Più donne, che con un’interpellanza firmata dalle deputate Tamara Merlo e Maura Mossi Nembrini, chiede al governo quale sia la situazione a sei mesi dall’entrata in vigore dell’emendamento di Più donne alla Legge sull’innovazione economica che chiedeva di vincolare gli incentivi al rispetto della parità salariale.

Nel 2020 al Consultorio delle donne richiesti 324 colloqui

Dai dati del rapporto di attività 2020 pubblicati ieri dall’Associazione consultorio delle donne emerge che i colloqui effettuati lo scorso anno sono stati 324. Di questi 115 sono stati chiesti da persone coniugate, 14 da persone separate, 3 da nubili o celibi, 8 da conviventi, 12 da separati dopo una convivenza, 12 da divorziati o separati legalmente, 11 da persone in una relazione e 12 da separati dopo una relazione. A livello di cittadinanza, in 63 casi hanno coinvolto persone svizzere, in 40 casi cittadini dell’Unione europea e 18 persone provenienti fuori dall’Ue. Su questi 324 colloqui, in 80 casi il motivo riguardava una violenza subita: in 42 casi fisica, in 14 casi psicologica, in 4 casi sessuale, in 6 casi stalking, in 5 casi mobbing e in 9 casi di natura economica.

Seleziona il tag per leggere articoli con lo stesso tema:
consiglio federale giornata della donna greta gysin verdi violenza di genere
Potrebbe interessarti anche
© Regiopress, All rights reserved