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25.02.2021 - 19:440

Donne detenute, audizione il 9 marzo

La commissione incontrerà i vertici del Dipartimento istituzioni.Schnellmann: attendiamo indicazioni chiare sui tempi di realizzazione di un carcere femminile

La data dell'audizione è stata fissata. Martedì 9 marzo, giorno in cui la commissione parlamentare preposta alla sorveglianza delle condizioni detentive in Ticino incontrerà il direttore del Dipartimento istituzioni Norman Gobbi e la responsabile della Divisione giustizia Frida Andreotti. «Ci aspettiamo dal Dipartimento delle indicazioni chiare e attendibili sui tempi di realizzazione di un carcere femminile, di una struttura per le donne condannate a una pena detentiva da espiare», afferma il deputato liberale radicale Fabio Schnellmann, presidente della commissione. La quale ancora di recente si è detta, nero su bianco, "preoccupata per la situazione relativa alla popolazione carcerarie femminile".  Oggi, ricorda Schnellmann, «le donne che sono in esecuzione di pena vengono collocate alla Farera, cioè in un carcere giudiziario che in quanto tale contempla un regime più restrittivo di quello vigente in una struttura detentiva destinata a chi è in esecuzione della pena». Ciò che, come aveva spiegato il direttore delle carceri ticinesi Stefano Laffranchini, da noi interpellato, «può incidere sulla dignità della detenzione e ostacolare il percorso di risocializzazione".

II Carcere penale della Stampa, attiguo alla Farera, disponeva di una sezione riservata alle donne in esecuzione di pena. È stata chiusa nel 2006. Per una questione di numeri, nel senso che non c'erano praticamente più donne detenute. «Nel corso degli ultimi anni - riprende Schnellmann  - vi è stato però un incremento dei casi. Ebbene, come commissione riteniamo che il collocamento alla Farera non vada più bene, pur riconoscendo gli sforzi della Direzione e del personale delle strutture carcerarie cantonali per agevolare nel limite del possibile la detenzione al carcere giudiziario delle donne in espiazione di pena, per esempio concedendo qualche ora d'aria in più e permettendo loro di seguire una formazione». Insomma, aggiunge il coordinatore della commissione granconsiliare, «noi auspichiamo la realizzazione in Ticino di una struttura specifica per le detenute in esecuzione di pena, in modo anche da evitare il trasferimento di queste persone, in caso di pene di lunga durata, in carceri d'Oltralpe, nel canton Vaud o nel canton Berna, con conseguenze pesanti per le rispettive famiglia, per i legami affettivi». Occorre dunque «trovare, finalmente, una soluzione adeguata, una soluzione in tempi ragionevoli», sottolinea Schnellmann: «Si era parlato di ristrutturare l'ex carcere aperto di Torricella-Taverne. Personalmente ho qualche dubbio che sia una strada percorribile. Vedrei meglio una soluzione sul Piano della Stampa, magari nell'ambito della ventilata ristrutturazione del Carcere penale. Vedremo. L'importante è ricevere dal Dipartimento delle indicazioni, ripeto attendibili, sui tempi».        

 

 

 

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