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08.02.2021 - 13:09
Aggiornamento: 18:45

Gobbi: 'Le restrizioni sempre meno supportate e sopportate'

Il presidente del Governo ai microfoni di Radio Ticino circa i possibili prolungamenti delle restrizioni, ed eventuali allentamenti per lo sci a carnevale

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(Ti-Press)

Intervistato oggi ai microfoni del "Marghe&Chiello Show" di Radio Ticino, il presidente del Consiglio di Stato Norman Gobbi ha espresso le perplessità circa le indiscrezioni del fine settimana su un prolungamento delle restrizioni in Svizzera ben oltre la scadenza del 28 febbraio. 

«La cosa meno bella della settimana è l'indiscrezione che per il Consiglio federale non prevederebbe delle riaperture o degli allentamenti già col primo di marzo ma li sposterebbero molto piu' in là: questo, lo dico, passando sopra le teste delle cittadine e dei cittadini ma anche dei governi cantonali che su questo aspetto non sono stati interpellati» ha dichiarato Gobbi.

Riguardo il paragone con la Lombardia, dove a seguito delle riaperture la vita sociale dei cittadini sembra essere in ripresa, Norman Gobbi ha osservato che «siamo disposti a sottostare a delle limitazioni, quello che manca è l'aspetto della socializzazione». Gobbi ha definito «ingiustificata» un'eventuale prosecuzione della stretta da parte della Confederazione, poiché, a suo dire, «i casi non stanno esplodendo nonostante le nuove varianti del virus siano più contagiose» Circa una eventuale consultazione dei cantoni sul prolungamento delle restrizioni, Gobbi definisce tale eventualità «la migliore delle ipotesi: nella peggiore delle ipotesi» spiega il presidente del Consiglio di Stato, «scriveremo ancora al Consiglio federale una presa di posizione per far capire dalla base come le misure per essere attuate e rispettate debbano essere supportate e sopportate dalla popolazione: da un lato il supporto comincia a mancare perché non si capisce più perché a fronte di una diminuzione costante di casi e ospedalizzazioni si debba essere ancora fortemente limitati nelle proprie libertà, e le misure cominciano a essere anche meno sopportate dalla popolazione perché in questo periodo in cui le giornate si allungano i cittadini hanno bisogno di maggiori libertà dopo che l'inverno ci ha chiusi in casa, e se non c'è il supporto e non c'è più la sopportazione diventa difficile fare rispettare queste regole»

Alla domanda se il Ticino non sia ultimamente "dimenticato" dalla Confederazione e sul fatto che oggi sembri tutto molto più "mite", e se in fondo non ci siamo abituati alla situazione , Gobbi sottolinea: «È vero che ci siamo abituati, ma non faccio "il Calimero", perché comunque non viene dimenticato tutto il Ticino, ma tutti i territori che hanno andamenti positivi e hanno la necessità di tornare a un certo livello di normalità, penso ai colleghi grigionesi che hanno anticipato la chiusure di bar e ristoranti in maniera totale per preparare bene il periodo delle feste natalizie restando poi scottati dalla Confederazione che non ha permesso loro di riaprire proprio nel periodo di Natale. C'è una volontà, e lo si percepisce soprattutto da parte di chi lavora al fronte, albergatori, ristoratori, esercenti, commercianti, di voler tornare a una normalità che però potrà essere data in maniera graduale, sappiamo che non ci possono essere allentamenti totali da zero a mille perché porterebbero a dei dérapage dal punto di vista della curva epidemiologica»

In chiusura, per quanto riguarda eventuali allentamenti, Gobbi dichiara che in prospettiva si può immaginare qualche allentamento in questo periodo particolare di Carnevale per le attività all'aperto, soprattutto per quanto riguarda le piste da sci: le vacanze in arrivo vedranno un maggior afflusso di gente nelle zone montane, delle quali c'è stata una riscoperta come in occasione della prima ondata, e che non hanno le stesse infrastrutture delle città e hanno bisogno di soluzioni puntuali.

L'intervista integrale a Norman Gobbi

 

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