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08.02.2021 - 06:00
Aggiornamento : 10:35

Parcheggi 'digitali', ma non sempre è possibile

Carte di credito, applicazioni o sms? Reportage nelle città ticinesi: ecco dove si può pagare il posteggio senza contante e dove non ancora

di Simona Roberti-Maggiore
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Evitare l’uso di contanti. Pagare utilizzando carte di credito, applicazioni o sms. È quanto raccomandano le autorità in questi tempi di pandemia. Metodi di pagamento ormai largamente utilizzati, prediletti dai giovani e, sempre più, anche dai meno giovani. E il classico «non ho moneta!» si sente sempre meno. Non è però così all’ombra dei castelli, almeno per quel che concerne i parcheggi comunali. Ben 93 dei 110 parchimetri situati nei confini della grande Bellinzona sono sprovvisti di modalità di pagamento cashless, conferma la Polizia comunale. È così persino nelle zone più nevralgiche della città, come in Piazza Governo e lungo via Giovanni Jauch, a due passi da Palazzo delle Orsoline, Amministrazione cantonale, Tribunale penale federale e dalla sede della Polizia comunale stessa. Diciassette soltanto quelli che permettono di saldare l’importo tramite sms, attraverso il sistema ePark24. E, in mancanza di contanti, le multe non si fanno attendere. Tanto che persino lo scorso anno, nel corso del quale la mobilità è stata drasticamente ridotta dalla pandemia, la capitale ha fatto registrare 3'280 contravvenzioni per infrazioni di parcheggio. Per un ammontare complessivo di quasi 110'000 franchi.

Così nel resto del cantone 

Altra storia a Lugano, Locarno, Mendrisio, Chiasso e Biasca, dove si può pagare anche così, a portafoglio vuoto. Ad eccezione di Bellinzona, tutti i principali poli ticinesi hanno infatti introdotto il sistema Twint/Parkingpay/EasyPark, applicazioni facilmente accessibili dal proprio smartphone, su tutti i parchimetri. Unica esclusa l’area di parcheggio Bellavista del Monte Generoso perché, non essendoci rete, il mobile parking non è concretizzabile. La possibilità di pagamento a contanti rimane comunque presente ovunque, affiancando le nuove tecnologie. E non ci sono più scuse.

Bellinzona era stata la prima...

Eppure, nel lontano 2009 Bellinzona era stata la prima città ticinese a introdurre il pagamento digitale dei parcheggi. In questi 12 anni però, ben poco si è smosso. Interpellato dalla 'Regione’, Ivano Beltraminelli, comandante della PolCom di Bellinzona, ci ha spiegato perché. Molti parchimetri sono ancora a moneta «per lo sfruttamento degli apparecchi esistenti e anche per priorità di investimento». Beltraminelli rassicura però che l’idea di aggiornarsi c’è, anche se al momento non indica alcuna tempistica per un’eventuale implementazione: «Compatibilmente con la situazione finanziaria, si sta valutando la sostituzione di diversi apparecchi e l’attivazione più ampia possibile del sistema Parkingpay/Twint/EasyPark».

Infermiera all’Ospedale San Giovanni, Sandra è una delle tante persone che subisce questa 'arretratezza'. Recandosi al lavoro, parcheggia spesso al Carrale Pergola, che si trova nei pressi del nosocomio. «Qui il parchimetro, oltre a non essere abilitato al pagamento digitale, non prende nemmeno i cinque franchi», spiega. Ed è l’unico contante di cui disponeva la mattina del 16 ottobre 2019. «Ho preso una multa solo per questo, perché la volontà di pagare c’era. Il giorno dopo ho scritto una mail alla Polizia comunale, chiedendo di annullare la multa e suggerendo un rinnovo dei parchimetri, per rendere la vita più facile, oltre che ai dipendenti dell’ospedale, anche ai parenti dei pazienti, che spesso e volentieri parcheggiano lì». Risposta della polizia: «L’agente responsabile ha confermato la propria constatazione. Non possiamo quindi fare altro che mantenere il provvedimento in questione». Un anno e quattro mesi dopo, nulla è cambiato.

'Zone blu ormai introvabili, almeno ci sia la possibilità di essere in regola'

È capitato anche ad Andrea Censi, granconsigliere della Lega e presidente del Fronte automobilisti Ticino. «Un’esperienza sgradevole che ho provato sulla mia pelle la settimana scorsa. Ero sprovvisto di moneta e, essendo bar e ristoranti chiusi anche a Bellinzona, impossibilitato a trovare del cambio. Arrivo in ritardo all'appuntamento di lavoro o rischio la multa? Una scelta in qualunque caso spiacevole». E riguardo al divario tra la capitale e gli altri centri ticinesi: «È comprensibile che i piccoli comuni non siano ancora tutti aggiornati con questi sistemi, sia per questioni di costi che di opportunità. È però altrettanto vero che una città come Bellinzona, seconda per abitanti in Ticino, è decisamente in ritardo. Questo crea non pochi disagi al cittadino e automobilista. Un ulteriore aspetto «che ancor meno giustifica la mancata facilitazione nel pagamento dei posteggi è la politica portata avanti dai maggiori centri cittadini di eliminare tutte le zone blu in favore degli stalli a pagamento», aggiunge Censi. Una politica non condivisa dal Fronte automobilisti Ticino: «Non puoi togliermi alternative e offerta e non garantirmi quantomeno la possibilità di essere in regola».

 

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