Ticino

‘Il lockdown scolastico sta presentando il conto’

Il Plr chiede di non chiudere le scuole ma di aiutare gli allievi in difficoltà

‘Il lockdown scolastico sta presentando il conto’
(Ti-Press)
24 gennaio 2021
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“Il buco formativo provocato dall'insegnamento a distanza della scorsa primavera è una realtà“, si legge nel comunicato del Plr ticinese che lancia un appello: “Non chiudiamo le scuole. Non possiamo permetterci che la qualità della formazione delle nostre ragazze e dei nostri ragazzi dipenda dalla possibilità di essere aiutati dai propri familiari o da quella di accedere a offerte di supporto a pagamento”.

Il Plr chiede anche che “i servizi di sostegno didattico ai ragazzi siano rapidamente potenziati, con un'offerta d'appoggio concreto nelle singole materie e di un aiuto allo studio”. Questo per evitare che “il buco formativo d'inizio 2020 si estenda irreparabilmente, riducendo l'uguaglianza di opportunità che è il cuore della nostra scuola pubblica”.

Non si tratta soltanto di una questione formativa. “La vita sociale e comunitaria dei giovani è stata azzoppata, acuendo in molti casi problemi psicologici latenti e confinandoli fra mura domestiche che non sempre e non per tutti sono un porto sicuro”, ha ricordato il presidente del Plr ticinese Alessandro Speziali. 

 

 

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