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17.12.2020 - 11:36

'Subito misure commisurate alla gravità della situazione'

Lo chiedono i Verdi del Ticino in un comunicato, 'indignati' dall'atteggiamento del Consiglio di Stato definito 'superficiale' dato il momento di urgenza

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I coordinatori dei Verdi del Ticino Matteo Buzzi e Samantha Bourgoin (Archivio TI-Press)

Indignati. Così si dichiarano i Verdi del Ticino nei confronti del Consiglio di Stato, il cui atteggiamento nell'attuale situazione di necessità di fronte alla crisi sanitaria è giudicato "superficiale". "Avremmo bisogno di un governo deciso e forte e invece assistiamo alla messa in scena di un balletto di titubanza e servilismo nei confronti di una frangia dell’economia. Il Ticino è il peggiore tra i peggiori e il prezzo da pagare è in sofferenza e vite umane", dichiarano i Verdi senza giri di parole.

"Le risposte del Consiglio di Stato alla consultazione federale apparse oggi sulla stampa ticinese lasciano i Verdi del Ticino di stucco" prosegue il comunicato. "Richieste alla Confederazione assurde e scuse drammaticamente puerili. L’emergenza sanitaria sta portando il sistema sanitario sull’orlo del collasso e il numero di vittime è inaccettabile. I numeri e le statistiche parlano chiaro: siamo i peggiori in Svizzera e di molte altre realtà a livello modiale. Eppure si discute di controlli alle frontiere". 

E il tono resta ancora polemico nel prosieguo: "Il Canton Ticino, nonostante i molteplici appelli della comunità scientifica e ospedaliera, nonostante la richiesta di una struttura sanitaria di far lavorare il personale di cure intense sebbene malato (!), continua a voler scaricare la responsabilità delle decisioni sulla Confederazione così che sia lei poi a doversi accollare i costi degli aiuti alle famiglie in difficoltà. I calcoli finanziari vengono anteposti alla salute pubblica con un cinismo che fa accapponare la pelle.

Sembrerebbe che Consiglio di Stato in questa seconda ondata stia cercando goffamente di salvare l’economia ticinese. Eppure la profonda incertezza a cui questa è sottoposta non le giova sicuramente. Ristoratori e commercianti costretti a tenere aperti ma senza sicurezza alcuna. Una scelta di campo a favore della protezione della salute delle cittadine e dei cittadini non potrebbe che giovare anche alle casse dei piccoli imprenditori che oggi soffrono l’assenza di una strategia chiara".

I Verdi del Ticino hanno sollecitato il Consiglio di Stato con una lettera aperta lo scorso venerdì (11.12.2020) nella quale si chiedono e propongono misure più drastiche per finalmente ridurre i contagi, fermare i decessi e dare un sollievo al sistema sanitario. "Purtroppo" constatano i Verdi,  "il Consiglio di Stato non ne ha ancora dato seguito. Inoltre nella seduta di Gran Consiglio (lunedì 14.12.2020) hanno proposto una discussione plenaria che mettesse in discussione la scellerata strategia messa in atto dall’esecutivo. Vani i tentativi di far tornare il Consiglio di Stato alla ragione".

In conclusione, la richiesta di misure immediate: "I Verdi del Ticino chiedono urgentemente che il Consiglio di Stato smetta di minimizzare la situazione e si faccia carico della responsabilità a cui deve fare fronte: entro sabato devono essere prese decisioni forti per ulteriori limitazioni, in particolare la chiusura di bar e ristoranti come pure dei negozi che non vendono beni di prima necessità. In Romandia, specialmente  a Ginevra , queste misure hanno funzionato.  Come sottolineato dagli esperti ogni giorno che passa conta. Nonostante alcuni membri dell’esecutivo credono di non essere toccati dalla pericolosità del virus, ricordiamo che quest’organo è comunque incaricato di fare il bene di tutta la comunità che risiede nel nostro cantone, specialmente delle fasce più deboli e fragili della popolazione, in termini sociali, sanitari ed economici".

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