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Con Jacques Chirac (Keystone)
16.12.2020 - 23:28
Aggiornamento: 17.12.2020 - 00:13

Luciano Giudici: ‘Cotti, politico serio e per nulla fazioso’

Il già consigliere nazionale locarnese del Plr aveva conosciuto lo scomparso sui banchi delle scuole elementari. ‘Quelle partite a calcio in cortile’

Pur appartenendo a due aree politiche ben distinte, «eravamo legati da una grande amicizia», racconta Luciano Giudici, avvocato ed ex procuratore pubblico, già parlamentare del Plr, locarnese come lo scomparso Flavio Cotti. Una grande amicizia «nata sui banchi delle elementari e consolidatasi nel cortile del dottor Manfredo Respini, dove giocavamo a calcio». Rammenta Giudici: «Flavio aveva un anno meno di me. Abbiamo cominciato a far politica insieme in consiglio comunale a Locarno. Io poi sono andato a fare il magistrato. Ci siamo ritrovati nell’arena politica a Berna ed ero là quando è stato eletto in Consiglio federale. Allora al Nazionale c’era, per puro caso, una maggioranza di locarnesi: io, Massimo Pini, Sergio Salvioni e i due cugini Cotti, Flavio e Gianfranco». Continua Giudici: «Ricordo Flavio Cotti come un gran lavoratore, un politico serio, per nulla fazioso, che cercava il consenso anche fuori del proprio partito. Aggiungo che aveva fatto il liceo nella Svizzera tedesca e parlava un perfetto Hochdeutsch. Negli ultimi anni passava una volta al mese nel mio studio legale e per una mezz’oretta discutevamo dell’attualità politica, in maniera anche critica».

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