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09.12.2020 - 11:120
Aggiornamento : 12:08

'Vaccino anti-Covid per tutti non prima di aprile'

Per l'inizio della campagna di vaccinazione si attende l'omologazione del vaccino da parte di Swissmedic e la decisione sulla strategia federale

a cura de laRegione

Il medico cantonale Giorgio Merlani, presentando gli ultimi dati sui contagi da coronavirus, ha richiamato l'attenzione sui dati attuali, sottolineando ancora la necessità di farsi testare al primo sintomi ed esprimendo la preoccupazione per la crescita del tasso di positività, più alto rispetto alla media svizzera.

Il farmacista cantonale Giovan Maria Zanini si è espresso sulle scorte di materiale: «per quanto riguarda i materiali per i medicamenti, il mercato risponde bene alle sollecitazioni. Siamo un po' sul chi vive sui guanti, diventati molto cari, e i disinfettanti perchè la fornitura è leggermente minore del necessario. Ci sono buone scorte nel settore sanitario, sia a livello stazionario sia a livello ambulatoriale, il fatto che il mercato funziona permette di sostituire i prodotti utilizzati. Oltre alle scorte nelle strutture, il Cantone ha una scorta che può fornire a livello sussidiario, attualmente utilizzate solo in modo puntuale a differenza della prima ondata. Le riserve sono centralizzate da ottobre in un deposito unico, prima erano suddivise in dieci depositi diversi e questo sul piano della logistica comportava delle difficoltà. Ci sono anche riserve della Confederazione calcolate per 40 giorni, quindi dal punto di vista della dotazione di materiale da protezione non si provvedono problemi sul breve e medio termine»  

Riguardo la vaccinazione contro l'influenza stagionale, Zanini ha dichiarato che il numero di persone a rischio che avevano riportato la necessità di vaccinarsi era molto elevato e sussisteva il rischio di non avere i vaccini per tutte per queste persone. In accordo col medico cantonale si è deciso di non vaccinare persone non a rischio fino al 30 novembre. A fine novembre è arrivata una fornitura straordinaria di vaccini da parte della Confederazione, che ha permesso di coprire le riservazioni presso le strutture sanitaria e le farmacie. Come Cantone è stato chiesto di prelevare delle dosi sul mercato per assegnarle direttamente secondo dei criteri di priorità sanitaria e non di mercato. Sono state reperite 3740 dosi, distribuite venerdi della settimana scorsa, a 64 studi medici, 33 farmacie e una struttura sanitaria. Restano una quarantina di dosi da usare per necessità. Dall' 1 di dicembre è stato abrogato il divieto di vaccinare le persone non a rischio, per cui in questi giorni è data la possibilità in farmacie e studi medici di vaccinarsi per tutti. Nel 2020 in Svizzera sono arrivate il 65% di dosi in più rispetto al 2019, verosimilmente in Ticino potrebbe essere anche superiore in quanto è l'unico cantone per il quale sono stati identificati problemi di approvvigionamento sul mercato, probabilmente i ticinesi quest'anno si sono vaccinati un po' più del 65% in più. 

C'è la necessità di aumentare in generale il tasso di vaccinazioni antinfluenzali, la speranza è che nei prossimi anni si ripeta un tasso di questo genere. 

Vaccino anti-Covid non prima di aprile

Riguardo il vaccino anti-Covid, Zanini ha dichiarato che per fine estate 2021 il fatto di essere vaccinati o meno non cambia la situazione, perchè nella migliore delle ipotesi potrà essere data l'accesso a tutti quelli che lo richiedono non prima dei mesi di aprile, maggio e giugno, perchè in quel periodo, se tutto va bene, la Svizzera riceverà un numero di dosi di vaccino sufficientemente elevato per aprire la vaccinazione alla popolazione generale. Quello che si potrà fare prima sarà intervenire su gruppi particolari di persone ma non sarà questo a permettere a tutti di allentare le misure di prevenzione, come la non aggregazione, il distanziamento sociale e fisico, l'igiene e l'uso delle mascherine, misure che dovremo continuare a osservare per i prossimi mesi fino alla fine dell'estate indipendentemente dal vaccino. 

«Sono persuaso che la Svizzera non è in ritardo, sbarazziamo il campo per quanto riguarda i vaccini di Cina e Russia: quello che succede in quei Paesi non ci interessa granchè perchè quei vaccini per il momento per la Svizzera non sono previsti, a meno che un'azienda non li sottoponga a Swissmedic. Più importante è chiarire ciò che è successo in Inghilterra, che suscita perplessità e critiche nella comunità scientifica: in Inghilterra è stato dato un permesso alla Pfizer utilizzando una procedura d'urgenza che prevede di concedere l'autorizzazione a utilizzare il prodotto basandosi su dati parziali. In Svizzera, come nell'UE, questa procedura d'urgenza non esiste, da noi si applica l'omologazione accelerata che viene data basandosi su tutti i dati, ovvero su requisiti più alti rispetto all'Inghilterra che li ha abbassati.»

Perchè in Svizzera non esiste una procedura d'urgenza? «Quando il parlamento ha analizzato in autunno la legge Covid, ha escluso la possibilità di utilizzo d'urgenza senza omologazione, mantenendole per i medicamenti per curare chi è ammalato di Covid, ma per il vaccino pandemico, che si usa su gente sana, si è ritenuto di non prevedere un'omologazione di emergenza, perchè decidere sulla base di dati parziali comporta dei rischi teorici, ma realizzabili, di non aver visto qualcosa, rischi che vengon considerati troppo elevati rispetto alla situazione in cui ci troviamo. Anche a livello etico, il rapporto tra rischi e benefici va considerato: si fosse trattato di Ebola, che ha una mortalità molto elevata, la decisione sarebbe stata più difendibile, mentre nel caso del coronavirus il passo è stato giudicato un po' temerario. Le persone indecise, prima di decidere se fare una vaccinazione con vaccini nuovi, concepiti con tecniche nuove, possono avere le certezze che chiedono solo se l'autorità ha visto tutti i dati e tutti i documenti. Ecco perchè Svizzera e Ue impiegano più tempo a decidere. Attualmente ci sono in esame quattro vaccini in parallelo, per cui per un'agenzia tutto sommato piccola come Swissmedic è una sfida molto importante. Sono persuaso che comunque Swissmedic arriverà a decidere grossomodo negli stessi tempi della Ue. »

In Ticino vaccino solo dopo l'elaborazione della strategia federale

Per quanto riguarda il Ticino, la campagna di vaccinazione potrà partire quando almeno un vaccino sarà omologato da Swissmedic e l'Ufficio federale della sanità avrà stabilito la strategia, ovvero quale vaccino dare e a che gruppo della popolazione, dato che non tutti e quattro i vaccini attualmente allo studio sono uguali e potrebbero essere adatti ognuno ad un gruppo di persone diverse, ad esempio anziani o persone sofferenti di una data patologia, e così via. Finchè non c'è l'omologazione non può essere definita la strategia vaccinale, quindi non si potrà sapere quale sarà il gruppo che accederà per primo alla vaccinazione, potremo saperlo solo quando il prodotto sarà stato omologato. Ci si sta preparando per iniziare a vaccinare nei giorni immediatamente seguenti all'omologazione e alla decisione sulla strategia vaccinale. Sarà una campagna lunga perchè i vaccini arriveranno a tappe sul mercato svizzero e perchè le dosi da somministrare saranno due: le ipotesi su cui si lavorava a luglio-agosto erano di vaccinare il 65% della popolazione in un mese, per ridurre i danni per le persone più esposte al rischio di ammalarsi gravemente. Si pensa anche di costituire delle squadre mobili laddove la logistica per la distribuzione del vaccino richiede un appoggio esterno. 

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