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Katia Benedetti (Ti-Press)
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Ticino
04.12.2020 - 18:220
Aggiornamento : 22:28

Anche l'Ocst rilancia: si faccia una polizia unica

La presidente degli agenti affiliati alla Cristiano sociale: i tempi sono maturi, bisogna arrivare a una decisione

L'Ocst rilancia la proposta di istituire in TIcino un solo corpo di polizia, come ha fatto di recente un altro sindacato, la Vpod. «La pandemia e l’istituzione dello Stato maggiore cantonale di condotta questa primavera sono stati un ottimo banco di prova della polizia unica - ha osservato Katia Benedetti, presidente degli agenti affiliati all'Organizzazione cristiano sociale, nel corso dell'assemblea di questo pomeriggio, tenutasi in videoconferenza e in streaming causa Covid -. Oggettivamente abbiamo ora un dispendio di effettivi. Ottimizzare le forze sul campo - ha aggiunto Benedetti - deve essere uno dei prossimi obiettivi dello Stato. La polizia unica potrebbe essere un modello per far fronte alle reali esigenze odierne come pure a quelle future». A breve, ha sostenuto ancora la presidente del sindacato, «bisognerà procedere con uno studio che sia in grado di fornire una soluzione realistica della polizia unica, tenendo conto dell’attività delle polizie comunali e delle loro peculiarità». Benedetti non ha dubbi: «I tempi sono maturi, occorre arrivare a una decisione". 

Via Sicura, la legge va modificata

La presidente dell'Ocst-polizia si è poi soffermata su un altro, controverso, argomento: il giro di vite in materia di circolazione stradale introdotto anni fa dal programma federale 'Via Sicura'. «Dopo la sentenza dello scorso mese riguardante il collega della Cantonale, condannato per aver guidato a 102 chilometri orari sul limite di 50 mentre stava raggiungendo uno scooterista ferito, il nostro sindacato - ha indicato Benedetti - ritiene che la politica debba finalmente modificare la legge. Quest’ultima non permette infatti di svolgere al meglio il nostro sempre delicato lavoro e anzi, in alcune circostanze può anche portare a delle ingiuste penalizzazioni». Da qui l'auspicio che «il tema dei rischi ingiustificati legati alla funzione dell’agente di polizia venga finalmente tematizzato e corretto dal legislatore».

La risoluzione

Tema al centro anche di una risoluzione approvata dall'assemblea. "Il nostro sindacato - si afferma tra l'altro nel documento - non chiede una patente illimitata per quanto concerne eventuali libertà nello svolgimento della propria funzione, ma semplicemente di poter operare in condizioni eque e con serenità, in quanto è ormai evidente come l’attuale legislazione piuttosto che favorire lo svolgimento del lavoro agli agenti di polizia li penalizza". L'Ocst-funzionari di polizia sollecita pertanto l’Assemblea federale ad "attivarsi urgentemente affinché si concretizzino le necessarie modifiche legislative a salvaguardia dell’integrità personale di tutti gli agenti di polizia andando a correggere o a eliminare pericolose distorsioni di un sistema in cui chi lavora a tutela della collettività si ritrova sfavorito rispetto a chi quest’ultima la minaccia".

Galfetti: esautorati i giudici. Romano: siamo in attesa del rapporto del Consiglio federale

Sul dossier Via Sicura si sono espressi in maniera piuttosto critica anche l'avvocato Renzo Galfetti e il consigliere nazionale del Ppd Marco Romano, ospiti di un dibattito promosso dal sindacato e moderato dal giornalista Marco Bazzi. «Via Sicura ha esautorato i giudici, trasformandoli in distributori di sentenze. Ha tolto loro il potere di apprezzamento. E questo è molto grave», ha evidenziato Galfetti. Il Consiglio federale, ha rammentato a sua volta Romano, «sta allestendo un rapporto» sulle lacune normative di Via Sicura: il governo «dovrebbe presentare il rapporto nei primi mesi del prossimo anno».

In apertura di assemblea, diretta da Giorgio Fonio, sono interventi, con videomessaggi, il comandante della Polcantonale Matteo Cocchi e il presidente del Consiglio di Stato e direttore del Dipartimento istituzioni Norman Gobbi. «L'impegno della polizia non è mai venuto meno in questo difficile periodo segnato dalla pandemia», ha rilevato Cocchi. Polizia che «si è dimostrata efficiente nel dar seguito alle sollecitazioni giunte a livello cantonale e a quello federale». Il comandante ha inoltre posto l'accento sull'importanza della cooperazione tra forze dell'ordine: la Cantonale «collabora con le polizie comunali, che sono parte integrante del dispositivo di sistema sicurezza ticinese, e con FedPol, la polizia federale, nella lotta alla criminalità organizzata». Cocchi ha pure sottolineato l'importanza, nell'azione di contrasto alla piccola e grande delinquenza, dell'analisi dei fenomeni per avere «una visione complessiva e chiara» degli stessi. Gobbi, dal canto suo, ha fra l'altro ricordato che «l'inserimento del 118 nel 2020 e prossimamente quello del 144 nella Centrale operativa della Polizia cantonale, faranno della Cecal il punto di riferimento dei numeri d'urgenza».

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