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22.11.2020 - 18:47

Plr, Speziali: ‘Incredulo ed emozionato, ora al lavoro’

Le prime parole del neopresidente liberale radicale tra bisogno di unità, il dibattito parlamentare sul Covid di domani e le sfide dei prossimi vent'anni

«Sono molto emozionato e ancora incredulo». Le 16:15 di una domenica iniziata quasi otto ore prima, lo sguardo stanco, provato, ma felice. E non potrebbe essere altrimenti. Alessandro Speziali è presidente del Plr da venti minuti. L'annuncio della presidente dell'Ufficio elettorale, la giudice del Tribunale d'appello Francesca Verda Chiocchetti, pochi minuti prima ha da poco fine a un'odissea durata molto più del dovuto a causa di una panne tecnica durante il primo turno: 375 voti contro i 306 raccolti da Emilio Martinenghi.

‘Unire è una necessità’

«È stata una corsa bellissima, durante la quale mi sono convinto che questo progetto di rilancio ha senso, oggi c'è stato il battesimo del fuoco per le nostre idee e non vedo l'ora di iniziare a lavorare» dice Speziali a ‘laRegione’. Nel suo discorso, in mattinata e davanti alla stampa ammessa e alle telecamere che hanno trasmesso in streaming il congresso liberale radicale, ha pronunciato più volte il verbo ‘unire’. Con un primo turno che ha visto il partito spaccarsi in tre - 259 voti lui, 239 Martinenghi e 234 Natalia Ferrara, eliminata quindi per un soffio - ‘unire’ diventa ancora più importante? «Per me diventa una necessità anche perché abbiamo sempre detto che la ricchezza del partito sono le varie sensibilità, le varie differenze che devono trovare una sintesi: seguendo questa strada ci si profila bene», risponde Speziali. Che aggiunge: «Ovvio, quando cominciano a mancare queste differenze comincia a mancare anche il dibattito».

Quindi, prosegue, «un motivo in più per essere il presidente di tutte e tutti i liberali radicali è la necessità di portare al comitato cantonale, alle riunioni, nel Paese intero il dibattito e la discussione tra di noi. Per poi arrivare a chiarire, definitivamente, quelle che sono le nostre proposte per definire le priorità del Ticino per i prossimi vent'anni». ‘Unire’, quindi, «per alimentare la nostra proposta e i nostri temi».

Sul Covid: ‘Il benessere non è solo la salute pubblica’

Domani Speziali entrerà per la prima volta in Gran Consiglio (al Mercato coperto di Mendrisio) da presidente, con all'ordine del giorno il tema, purtroppo, portante degli ultimi mesi: la pandemia di coronavirus. Con che atteggiamento affronterà il tema? Quali sono le sue priorità per questa seconda fase? «Prima di tutto bisogna proteggere i più vulnerabili - risponde il neopresidente liberale radicale -, ma questo non vuol dire fermare la società anzi: abbiamo visto che l'economia deve poter continuare a girare, la cultura deve continuare a vivere, lo sport bisogna continuare a praticarlo. Ovviamente con le misure di sicurezza, ovviamente ognuno ha la propria responsabilità. E anche i più vulnerabili devono fare uno sforzo particolare». Detto ciò, riprende Speziali, «con questa seconda ondata vediamo anche le cifre economiche all'orizzonte, e quando vediamo non solo le grandi aziende ma ristoranti, bar, chioschi, botteghe di paese che fanno veramente fatica, in questo momento non possiamo pensare di dare ancora una botta alla vitalità di questo paese».

Questo perché «il benessere non è solo la salute pubblica. Il benessere è anche la sicurezza di avere un posto di lavoro e la tranquillità, l'avere una vita normale, vedere i propri cari e i propri amici. Questa è la miglior ricetta per continuare a vivere in un Paese che supererà questa crisi, la supererà bene, con il vaccino in arrivo si comincia a vedere una piccola luce in fondo al tunnel». Insomma, il Plr di Speziali «vuole portare il prima possibile normalità nel Paese, cercando di rilanciare l'economia. Ovviamente è complicato, se non impossibile aiutare tutti. Va anche detto, l'economia stessa lo dice, non è giusto salvare chi aveva grossissimi problemi con la propria attività ancora prima del coronavirus, ci vogliono degli aiuti ragionati perché dobbiamo pensare anche alle prossime generazioni che non arrivano tra un secolo, ma tra pochi anni. Scavare una voragine sotto i loro piedi non è una soluzione né per oggi né tantomeno per domani».

Il Plr dei prossimi vent'anni

Durante la sua campagna elettorale Speziali più volte ha detto che il suo obiettivo era portare il Plr nelle sfide dei prossimi vent'anni, nel nuovo secolo, renderlo pronto alle nuove sfide. Ora che è presidente, questo percorso andrà iniziato. E il primo passo di questa ambiziosa sfida, comunque, «lo stiamo già facendo con i gruppi di lavoro decisi assieme al progetto di rilancio del partito dopo le federali dello scorso anno, che si stanno occupando dei vari temi. Io faccio parte di quelli su scuola ed economia, e stiamo cercando di capire le esigenze della scuola e dell'economia del domani». Ciò su cui bisogna accelerare è «il bisogno di capire cosa significa guardare a domani. Ad esempio: digitalizzazione e intelligenza artificiale sono argomenti importanti, dobbiamo capire quali sono le opportunità e quali sono i rischi. Abbiamo un'economia sempre più competitiva, e non si tratta solo di dire che occorre una scuola dell'obbligo forte. Bisogna dire che deve essere forte e che sa attrezzare gli allievi per le esigenze di domani». O ancora, «la questione ambientale: come affrontarla rimanendo un motore economico che funziona, che crea ricchezza e che la ridistribuisce. Bisogna spingere l'acceleratore su questo modo di ragionare».

Martinenghi: ‘Il partito ha le carte in regola per essere protagonista’

Appena proclamato presidente, Speziali ha reso l'onore delle armi agli altri due candidati: Emilio Martinenghi e Natalia Ferrara. Il primo, ringraziando tutti nel suo discorso di saluto finale, si dice «sicuro che il nostro partito avrà le carte per giocare un ruolo da protagonista nel nostro cantone, ringrazio tutti coloro che si sono spesi per la mia candidatura. Si è creato un movimento di simpatia inatteso, soprattutto per me che sono entrato in politica in modo improvviso. Ce l'ho messa tutta per competere».

Ferrara: ‘Non rinnego niente. Sono fiera, felice e integra’

Natalia Ferrara, raggiunta dalla ‘Regione’ pochi istanti dopo l'amaro verdetto che per cinque schede non l'ha vista accedere al secondo turno, dichiara: «Porto via con me la stima di tantissime persone che credono in un partito più profilato, più popolare e quindi più vicino a quel quotidiano che permette di capire se si avrà ancora un lavoro e se si avrà ancora una pensione». E al termine di una campagna dura e molto profilata, alla domanda se guardando indietro avrebbe cambiato qualcosa risponde ferma: «Io non guardo indietro, guardo al domani. Penso che mi sveglierò fiera, felice e soprattutto integra. Non ho concesso né svenduto niente».

Caprara: ‘Essere liberali radicali è ancora di forte attualità’

Applausi, video di colleghi di partito, anche dalla Berna federale, e di molti amici hanno accompagnato l'uscita di scena di Bixio Caprara. Nel suo discorso di commiato ha ribadito perché per lui essere liberali radicali è ancora di forte attualità: «Vogliamo un cittadino che goda di libertà e autonomia, consapevole di avere dei diritti ma anche dei doveri che devono essere bilanciati a favore dell'interesse generale e collettivo». E lo Stato deve delimitare «il proprio agire laddove necessario e indispensabile, e dal quale ci si attende le stesse caratteristiche pretese dal cittadino e dalle aziende. Grande responsabilità nel rispetto dei criteri di legalità, efficacia ed efficienza visto che i soldi dello Stato sono soldi dei cittadini e devono essere usati con cura e grande parsimonia». E con forte, fortissimo l'insegnamento di Johann Heinrich Pestalozzi - «agire con testa, cuore e mano» - l'appello a tutta la base: «Rimboccarsi le maniche e mettere i piedi nel fango».

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