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Andrea Gheri, presidente dal 1° gennaio 2021 (Ti-Press)
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Ticino
16.10.2020 - 17:300
Aggiornamento : 18:31

Andrea Gehri alla testa della Camera di commercio

Durante la 103ma assemblea è stata sottolineata la volontà di evitare un altro lockdown generalizzato, giudicato fatale per molte imprese

C'era circa 200 soci, invece degli usuali 500, all'annuale assemblea della Camera di commercio del Cantone Ticino che è giunta alla 103ma edizione. La manifestazione si è svolta osservando scrupolosamente tutte le norme sanitarie vigenti: tracciamento dei partecipanti, misurazione della febbre, attestazione di buona salute di tutti i partecipanti, obbligo di mascherina durante tutto l’evento, ampi spazi a disposizione e distanze sociali assicurate
Malgrado il delicato momento sanitario, è stato deciso di tenere l’Assemblea in presenza per due motivi: il cambio della presidenza della Cc-Ti, da Glauco Martinetti ad Andrea Gheri, e la volontà di dare un segnale forte che, malgrado le molteplici difficoltà, vi è la necessità e la determinazione di continuare a lavorare, senza sottovalutare il Coronavirus ma convivendoci.
Elemento centrale dell’Assemblea è stato appunto il passaggio di consegne fra Glauco Martinetti, che lascia la presidenza dopo cinque anni, e Andrea Gehri, nominato all’unanimità dall’Assemblea dei soci. Glauco Martinetti terminerà il suo mandato il 31 dicembre 2020 per assumere la carica di direttore dell’Ente ospedaliero cantonale (Eoc) dal 1° gennaio 2021.

Da tale data Andrea Gehri assumerà ufficialmente la Presidenza della Cc-Ti. Nel suo intervento, Glauco Martinetti ha sottolineato l’importanza del ruolo della Cc-Ti quale associazione-mantello dell’economia ticinese: sia per quanto riguarda i contatti con la politica, caratterizzati da spirito di collaborazione, critico su temi quando necessario ma mai inutilmente offensivo, sia per i rapporti con le associazioni di categoria, fortemente supportate dalla Cc-Ti.
Sulla situazione attuale, Glauco Martinetti ha evidenziato come sia necessario “evitare di obbligare le aziende a indebitarsi eccessivamente per poter sopravvivere, perché a lungo termine questo risulterebbe fatale per tutto il substrato finanziario cantonale”. Andrea Gehri ha dal canto suo illustrato il suo percorso professionale iniziato con l’apprendistato, raggiungendo quest’anno i 50 anni di attività della propria omonima azienda.
Ha posto l’accento sui valori di indipendenza ed equilibrio della Cc-Ti. Gheri ha pure sottolineato l’importanza di mantenere condizioni favorevoli per le aziende che, soprattutto in momenti come questi, devono poter operare senza eccessivi ostacoli. Riferendosi a talune graduatorie che pongono il Ticino in una posizione sfavorevole, ha poi rilevato che questo non è riconducibile all’economia, ma più a lacune di tipo infrastrutturale (fiscalità, formazione, collegamenti) che fanno parte delle condizioni del nostro territorio.

Dopo l’intervento del Consigliere di Stato e Direttore del Dfe Christian Vitta, il direttore Luca Albertoni ha sottolineato come sia importante la rete nazionale e internazionale di contatti della Cc-Ti. Questa permette infatti la creazione di contatti e l’introduzione di strumenti che vanno a diretto beneficio delle aziende ticinesi. La collaborazione con le altre Camere svizzere ha portato ad esempio all’elaborazione di modelli di contratti che regolano anche gli aspetti più complessi del telelavoro, a un lavoro comune con il Digital Innovation Hub di Lucerna, che permette alle imprese ticinesi di accedere a una rete internazionale di fondi e allo sviluppo delle competenze digitali. “Aiuti concreti e immediati, importanti in questo contesto difficile”, ha ricordato.

Evitare un altro lockdown generalizzato

Luca Albertoni ha menzionato una lettera inviata negli scorsi giorni al Consiglio di Stato ticinese, nella quale si rifiuta ogni ipotesi di lockdown generalizzato e si invita l’autorità a ripensare il sistema delle quarantene, che pone attualmente seri problemi di proporzionalità, con effetti gravi per l’economia e quindi per tutto il territorio.
Infine, Valentin Vogt, presidente dell’Unione svizzera degli imprenditori, ha ribadito l’importanza dell’appartenenza della Cc-Ti all’associazione nazionale per far valere al meglio gli interessi delle aziende ticinesi. Ricordiamo che la Cc-Ti è membro anche di economiesuisse e dell’Unione svizzera delle arti e mestieri (Usam).

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