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Ti-Press
24.09.2020 - 16:54
Aggiornamento: 22:10

Ex funzionario Dss, niente Commissione d'inchiesta

Il Gran Consiglio con 38 contrari e 37 favorevoli respinge la richiesta di Cpi. Serviva la maggioranza assoluta. Contrari Plr, Ps e maggioranza dei Verdi

Colpo di scena in Gran Consiglio. La proposta di istituzione di una Commissione parlamentare d'inchiesta sul caso dell'ex funzionario del Dss condannato per coazione sessuale, è stata respinta. Con 37 favorevoli, 38 contrari e 6 astenuti il plenum ha bocciato la richiesta avanzata con primi firmatari Fiorenzo Dadò e Boris Bignasca.

Era necessaria la maggioranza assoluta, ma l'opzione Cpi non ha ottenuto nemmeno quella semplice. Con un ribaltone che ha avuto luogo durante il dibattito parlamentare. Decisivo il Partito socialista: inizialmente a favore, durante il dibattito e dopo gli interventi del leghista Boris Bignasca e del popolare democratico Maurizio Agustoni molti esponenti hanno deciso di cambiare idea. Il deputato della Lega è stato accusato di aver parlato di "omertà" da parte dei funzionari che, all'epoca dei fatti, avrebbero ricevuto segnalazioni sull'operato dell'ex collaboratore del Dss e non avrebbero dato seguito alle stesse. Un comportamento che la stessa Cpi aveva il mandato di chiarire, ma le parole di Bignasca sono state interpretate come l'aver già deciso e trovato dei colpevoli. Anche il discorso di Agustoni ha provocato accese reazioni. Il capogruppo del Ppd ha letto dal pulpito degli stralci della lettera che il superiore dell'ex funzionario ha inviato al Consiglio di Stato, ricostruendo la vicenda. Ma, ha protestato la liberale radicale Natalia Ferrara, appunto "degli stralci, non completa, e non con le parti dove egli assicurava che nelle segnalazioni non gli fu riferito di abusi sessuali". 

Alla fine della discussione il voto, con a rimanere favorevoli solo Ppd, Lega, Udc, Mps e alcuni a titolo personale. Contrari Plr, Ps, e la maggioranza del gruppo dei Verdi.

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