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16.07.2020 - 06:00

Scuola, il Ppd: 'Per i ragazzi con Dsa e Adhd si può fare di più'

Il governo risponde a Dadò e Fonio: allo studio un potenziamento della formazione. La replica: 'Gli insegnanti abbiano tutte le risorse disponibili'

Per aiutare gli allievi con disturbi specifici dell’apprendimento (Dsa) o disturbi dell’attenzione e di iperattività a scuola “una possibile pista di miglioramento sarebbe quella di definire nei diversi ordini scolastici dei docenti di riferimento per la tematica con l’obiettivo che le diverse sedi possano beneficiare di prime risorse al loro interno”. Lo scrive il Consiglio di Stato in risposta a un’interrogazione che i deputati del Ppd Giorgio Fonio e Fiorenzo Dadò hanno inoltrato in gennaio e con la quale chiedevano come si può agire per sostenere allievi e docenti in questi casi. Ma non solo. Dalla risposta si evince come sì, molto è stato fatto a livello di formazione e mezzi a sostegno. Ma che molto si può ancora fare.

Scrive ancora il governo, infatti, che a livello di formazione “in considerazione dell’importanza del ruolo dei docenti titolari in ambito di diagnosi sono già in corso degli approfondimenti circa la possibilità di un potenziamento dell’offerta di formazioni continue specifiche. In questo senso la Sezione della pedagogia speciale ha recentemente incontrato l’Associazione Dsa Adhd Ticino e si farà promotrice del tema verso il Dipartimento formazione e apprendimento (Dfa) della Supsi”. Dfa che, ricorda l’Esecutivo, “tratta la tematica sia durante la formazione di base dei docenti sia nell’ambito delle attività di formazione continua. Sono inoltre organizzate conferenze e interventi durante i collegi docenti per informare sul tema dei Dsa e sulla differenziazione pedagogica da applicare. Sarebbe auspicabile un aumento di questi eventi”.

Un tavolo di lavoro 'che metta insieme scuola e famiglie'

Una risposta che soddisfa almeno in parte Giorgio Fonio. O meglio, gli dà «conferma che le preoccupazioni dei genitori e dei docenti sono riprese dal Consiglio di Stato» dice alla ‘Regione’. «Adesso si tratta di capire come andare avanti per cercare di migliorare sia la fase di diagnosi, che come si dice è centrale, sia come potenziare la parte dell’insegnamento dando ai docenti tutte le risorse disponibili per poter seguire adeguatamente la classe. Perché bisogna evitare di chiedere maggiori oneri ai docenti senza dargli le risorse». E su questo il Ppd rimarrà vigile: «È un tema che non finisce con questa interrogazione - rileva il granconsigliere popolare democratico - perché è sollecitato dalle famiglie e dai docenti. Una delle possibili proposte può essere quella di creare un tavolo di lavoro che metta insieme mondo della scuola e famiglie, per lavorare tutti insieme allo scopo di potenziare il sostegno ai docenti e ai bambini e ragazzi con Dsa e Adhd».

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