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02.06.2020 - 15:00
Aggiornamento: 15:47

L'Italia riapre, la Svizzera aumenterà i controlli

La spesa rimarrà l'unico motivo per cui sarà vietato recarsi oltre confine. Gobbi: 'Apertura non concordata'

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Il presidente del Consiglio di Stato ticinese Norman Gobbi (Ti-Press)

L'Italia stanotte riapre i confini (anche) con la Svizzera. La Confederazione ha già annunciato da giorni (e ribadito oggi) che è troppo presto e manterrà quindi le misure attualmente in vigore. Nelle discussioni sul da farsi, così aveva promesso Berna, sarebbe stato coinvolto anche il Ticino.

«Si tratta di una decisione unilaterale da parte dell'Italia, non coordinata con i paesi vicini. Una decisione che brucia le tappe – ha ricordato il presidente del Consiglio di Stato Norman Gobbi –. Il viaggio oltre confine rimane sconsigliato, ma non vietati, a causa della la situazione epidemiologica» in alcune regioni. 

Situazione che in Ticino, per contro, Gobbi giudica «rosea. Ora dobbiamo valutare assieme a Berna – di cui sposiamo la decisione di non aprire ancora – come affrontare questa riapertura per evitare di buttare al vento i progressi fatti nel contenimento del coronavirus», ha aggiunto Gobbi. 

Per ora non sono tuttavia previste concretamente misure sanitarie da rispettare per chi, dopo essersi recato oltre confine, farà rientro su suolo elvetico. Potranno comunque essere introdotte anche nel corso dei prossimi giorni.

I controlli alla frontiera con l'Italia, per contro, «saranno rafforzati» ha però rilevato Gobbi citando quanto riferitogli dal direttore dall'Amministrazione federale delle dogane Christian Bock.

Cosa si potrà fare?

Come scrivevamo stamani, «sarà possibile andare in Italia per qualsiasi attività, tranne per il turismo degli acquisti, unico caso espressamente vietato dall'ordinanza federale per la lotta al coronavirus. Questo vale per tutti i paesi vicini e non è quindi una disparità di trattamento», ha rilevato Gobbi. Anche perché «tutti i paesi europei, tranne il Liechtenstein, sono attualmente considerati a rischio secondo l'ordinanza 2 Covid della Confederazione».$

Chi potrà entrare in Svizzera?

In Svizzera potranno continuare ad entrare unicamente i cittadini svizzeri o residenti, gli stranieri con permesso C, B o L, i pendolari transfrontalieri e chi ha ragioni urgenti e motivate (ad esempio un parente in gravi condizioni). Non potranno entrare i turisti, chi sta cercando un posto di lavoro o chi entra per motivi di studio. In quest'ultimo ambito sono previsti allentamenti dall'8 di giugno. 

Quando si aprirà con l'Italia?

«Il 6 luglio è il termine ultimo – ha rilevato Gobbi, ricordando come il termine è stato indicato dalla Confederazione come data in cui si aprirà completamente ai paesi dell'area Schengen –. Potrebbe però avvenire prima, previo coordinamento con Italia, Francia e Austria», ha commentato Gobbi, aggiungendo che una prima data potrebbe essere il 15 giugno, giorno in cui scatterà l'allentamento coordinato con Austria, Francia e Germania.

Occhio alle regole regionali

I residenti in Svizzera che da domani si recheranno in Italia dovranno tuttavia tener conto delle diverse misure in vigore a livello regionale: «In Italia, oltre al decreto nazionale, le regioni possono istituire regole particolari – ha ricordato Quattrini –. La Regione Lombardia, ad esempio, ha rinnovato l'obbligo di portare la mascherina, mentre non lo hanno fatto Veneto e Piemonte. Chi si recherà oltre confine dovrà quindi informarsi bene». Anche perché «le misure sanitarie sono più stringenti e le multe sono molto severe». In Svizzera le pene pecuniarie sono «nell'ordine dei 100 franchi, in Italia si va da 400 a 3'000 euro». Sarà inoltre opportuno «fare molta attenzione alle possibili quarantene – ha aggiunto Quattrini –. Questo perché se è vero che dal 3 di giugno non saranno più obbligatorie quelle di 14 giorni per chi entra su suolo italiano, la normativa di Roma prevede che, in caso di sintomi (tosse, raffreddore o temperatura sopra i 37,5 gradi) si sia tenuti ad annunciarsi e a rispettare un isolamento». Il rischio concreto potrebbe quindi essere quello di rimanere bloccati in Italia.

Perché solo il turismo degli acquisti è vietato?

Se l'Italia è ancora considerata una zona a rischio, perché allora viene vietato solo il turismo degli acquisti?, è stato chiesto. «Si è voluto destinare il maggior numero di forze al controllo di chi entra», ha riferito Gobbi, precisando comunque che la competenza della misura è federale.

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