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09.03.2020 - 07:12

Il treno batte quasi sempre l'auto, ecco quanto si risparmia

In Lussemburgo trasporti gratuiti. In Ticino tanti sceglierebbero la ferrovia, se i biglietti fossero meno cari. Chi guadagna e chi perde su auto e treno

Il Lussemburgo ha fatto il grande passo: da qualche giorno, trasporti pubblici gratuiti per tutti. È il primo Paese al mondo a scegliere questa via verde per combattere i cambiamenti climatici. Per il governo di Xavier Bettel (che guida una coalizione formata da liberali, socialisti ed ecologisti) la svolta ecologista è “un'importante misura sociale”, che consentirà al 40% delle famiglie, che già usano i mezzi pubblici, di risparmiare 100 euro l’anno. La domanda legittima è chi paga direttamente ma anche indirettamente. La risposta è lo Stato. In ballo ci sono 41 milioni di euro l’anno, gli introiti della vendita di biglietti (l’8% dei 500 milioni di euro spesi ogni anno per far funzionare il sistema dei trasporti pubblici). È un passo praticabile anche in Svizzera, dove l’elevato costo di treni e bus è periodicamente messo in questione? Quanti sarebbero pronti a lasciare l’auto in garage e salire su treno e bus, se costassero meno? Quanto meno? Tra auto e treno, chi esce davvero vincente oggi a livello di prezzi?

Siamo andati a verificare, scoprendo che il trasporto pubblico é sempre economicamente vantaggioso per pendolari e viaggiatori assidui che hanno un abbonamento: in Ticino, il risparmio può arrivare a migliaia di franchi l’anno.

Questo emerge da una analisi dettagliata, una sorta di testa a testa tra auto e treno, fatta dell’esperto Riccardo De Gottardi, che per 30 anni si è occupato di pianificazione del territorio e della mobilità al Dipartimento del territorio. «La realtà talvolta differisce dalla percezione del singolo, che tendenzialmente non conosce o sottostima il costo della propria autovettura e sistematicamente ignora l’ampio spettro delle tariffe dei trasporti pubblici», spiega De Gottardi.

Nella sua analisi De Gottardi distingue tra traffico a lunga percorrenza con destinazioni al nord delle Alpi e traffico regionale e differenzia anche tra costi variabili (che aumentano in funzione delle percorrenze effettuate) e costi fissi per l’auto (non dipendenti dall’uso del veicolo). «Il confronto di tariffe tra treno e automobile (pur considerando solo quelle variabili), mostra che il trasporto pubblico é sempre vantaggioso per chi si sposta giornalmente o comunque spesso ed ha un abbonamento», spiega l’esperto.

Per i pendolari del lavoro e della formazione in Ticino che hanno un abbonamento Arcobaleno in tasca, la ferrovia batte l’auto, facendo risparmiare fino a 4mila franchi l’anno. Molti comuni offrono poi delle facilitazioni ai propri residenti che ne riducono il costo di un altro 20-30%. Facciamo un esempio. Un pendolare che ogni giorno fa Bellinzona-Mendrisio in 2classe sborsa 1’890 franchi, contro i 5’584 in auto, calcolando solo i costi variabili come carburante, servizi e riparazioni, senza conteggiare i costi di un eventuale posteggio al lavoro. Sulla stessa tratta, per chi usa meno frequentemente i mezzi pubblici e fa capo alla carta giornaliera, la ferrovia batte le quattro ruote, se si ha l’abbonamento a metà prezzo: 16 franchi in treno, contro i 25 in auto.

«Per chi si sposta meno frequentemente in Ticino come verso mete d’oltralpe, l’arma vincente nel confronto dei costi è avere l’abbonamento a metà prezzo (185 franchi per adulti il primo anno e dal secondo 165 franchi, 120 per i giovani fino a 25 anni). In seconda classe permette un risparmio tra 30 e 130 franchi secondo le destinazioni fuori dal Ticino. Senza abbonamento, il biglietto a prezzo intero in 2classe é invece superiore all’auto». L’investimento per l’abbonamento a metà prezzo é conveniente «costa la metà o perfino un terzo della tassa annuale di circolazione o circa la metà del canone radiotelevisivo ed è presto ammortizzato».

Tariffe zero per bus e treni poco ipotizzabile in Ticino 

Prezzi a parte, in Ticino la discussione sui trasporti pubblici scivola spesso verso la richiesta di tariffe zero, come ha fatto il Lussemburgo. Poco ipotizzabile secondo De Gottardi: «È sostenibile per eventi specifici o periodi ben definiti a titolo promozionale. Diventa una proposta ingannevole se induce a credere che l’ostacolo all’uso dei trasporti pubblici sia essenzialmente il costo invece che le prestazioni e vengano così sottratte risorse per migliorare le prestazioni, che sono talvolta il vero problema da risolvere attraverso un loro potenziamento Peggio ancora se la tariffa zero porta a negligere il fatto che comunque anche il trasporto pubblico costa e, se non lo paga l’utente, dovrà farlo inevitabilmente il contribuente, che già oggi nel traffico regionale ne assume circa i due terzi», conclude.

Traffico regionale, i pendolari risparmiano fino a 4mila franchi

Per i pendolari del lavoro e della formazione in Ticino con in tasca l’abbonamento annuale Arcobaleno, il confronto non lascia spazio a dubbi: il trasporto pubblico è nettamente più vantaggioso dell’auto, anche se si sceglie la 1classe. Il vantaggio aumenta in funzione della distanza percorsa: «Nell’esempio da Bellinzona, il risparmio in 2classe, si situa, secondo la destinazione, tra 1’500 e 4’400 franchi. In 1classe a partire da 3 zone, tra 500 e 3’200 franchi. Vanno aggiunti i risparmi del posteggio al lavoro (tra 500 e 1’000 franchi l’anno) e sconti fino al 30% per collaboratori di imprese che partecipano all’azione ‘abbonamento aziendale’», spiega De Gottardi. Chi usa meno frequentemente i mezzi pubblici, di regola fa capo alla carta giornaliera. «Ipotizzando di partire da Mendrisio con l’abbonamento a metà prezzo, spostarsi coi trasporti pubblici è vantaggioso. Più il viaggio è lungo più il vantaggio è rilevante e può perfino dimezzare il costo rispetto all’automobile. Se si sceglie la 1classe l’auto è vincente sulle brevi distanze, pareggia i conti sulle medie, mentre la ferrovia prevale solo per i tragitti lunghi», conclude.


Traffico nazionale, più lontano vai, più puoi risparmiare

 Per trasferte più lunghe da Lugano o Locarno a Lucerna, Zurigo, Berna e Losanna, la ferrovia batte sempre le 4 ruote se consideriamo i costi totali (fissi e variabili). Se invece l’automobile è comunque a disposizione come elemento indispensabile dell’economia domestica, e di conseguenza consideriamo nel confronto i soli costi variabili, allora il quadro è più differenziato. «L’abbonamento a metà prezzo è l’elemento decisivo: in seconda classe permette un risparmio tra 30 e 130 franchi per tutte le destinazioni. Anche scegliendo la prima classe è vincente sulle città più distanti. Il costo del biglietto a prezzo intero in 2classe é invece superiore all’auto. Chi sceglie la ferrovia ha inoltre altre possibilità di risparmio se usa treni specifici, generalmente al di fuori delle ore di punta e acquista i biglietti online, che possono arrivare a sconti fino al 70%,. Parecchi comuni offrono inoltre ai propri domiciliati carte giornaliere per le trasferte nazionali al prezzo di 35-45 franchi», precisa De Gottardi. 

Ecco quanto spendiamo per l’auto tra costi fissi e variabili

I costi dell’automobile si distinguono in fissi (non dipendenti dall’uso del veicolo) e variabili che aumentano in funzione delle percorrenze effettuate. Tra i primi: ammortamento, interessi sul capitale investito, imposta di circolazione, assicurazione responsabilità civile, assicurazione casco, parcheggi… I costi variabili comprendono invece svalutazione delveicolo, carburante, pneumatici, servizi e riparazioni. «Se prendiamo alcuni modelli con un prezzo di catalogo tra i 25’000 e i 45’000 franchi (con trazione a benzina, ibrida o diesel) e una percorrenza annuale di 15’000 km i costi totali si situano tra 60 e 80 centesimi, quelli variabili tra i 25 e i 35 cts/km. Per la nostra analisi usiamo (come proposto dal TCS per il 2020) un veicolo medio dal prezzo di acquisto di 35’000 franchi, un costo totale di 71 cts/km, di cui 27 cts/km variabili», spiega De Gottardi. Vale anche la pena chiedersi quanto costa la seconda automobile in famiglia. «Rinunciandovi, facilmente il risparmio si potrebbe situare tra i 7'000 e i 10'000 franchi all’anno».

 

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