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03.02.2020 - 16:56

Esodo dei giovani ticinesi, 'il CdS intende fare qualcosa?'

Dai Verdi raffica di domande e proposte dopo il servizio della 'Regione'. Ad esempio, incentivare i settori professionali in base alle formazioni acquisite

Esodo delle giovani e dei giovani ticinesi: come contrastarlo? È la domanda di fondo che i granconsiglieri verdi Cristina Gardenghi, Andrea Stephani, Claudia Crivelli-Barella, Marco Noi, Nicola Schönenberger e Samantha Bourgoin pongono al Consiglio di Stato partendo dall'ampio approfondimento pubblicato il 30 gennaio dalla 'Regione'. Il fenomeno – annotano i Verdi – interessa in particolar modo i giovani tra i 20 e i 39 anni che in misura di quasi 800 all’anno lasciano il Ticino per recarsi in altri cantoni o all’estero. Negli ultimi 20 anni, in totale quasi 8 mila giovani hanno lasciato il nostro Cantone. Le ragioni di tali spostamenti sono probabilmente da ricollegare alla ricerca di posti di lavoro qualificati o più confacenti ai loro profili professionali e salari adeguati, “che il Ticino purtroppo spesso non offre”. Spesso ad andarsene sono giovani con una formazione elevata, che nella maggior parte dei casi hanno già un trascorso oltralpe dovuto ai loro studi. Ma non mancano i casi di apprendisti formati in Ticino che decidono di partire per questioni di opportunità professionali e salariali.

E le professioni legate all'ambiente

Da qui una raffica di domande e proposte volte a capire quale sia il parere del Consiglio di Stato ed eventuali sue ricette per invertire la tendenza. Una possibile ragione dell’esodo giovanile – ipotizzano i Verdi – potrebbe essere l’incompatibilità delle professioni acquisite con l’offerta del mercato del lavoro ticinese. Da qui l'invito a potenziare/incentivare alcuni settori economici piuttosto che altri sulla base della formazione acquisita dai giovani. E ancora: “Visto il contesto di crisi climatico-ambientale che stiamo vivendo e l’interesse sempre maggiore che i giovani nutrono nella sostenibilità, anche in ambito formativo/professionale, incentivare maggiormente lo sviluppo di attività economiche/di ricerca legate alla sostenibilità e allo sviluppo di soluzioni per far fronte al problema del cambiamento climatico, magari promovendo lo sviluppo di un centro di competenze ad hoc”. Quanto al lungo termine, trovare strategie per convogliare i giovani ticinesi verso professioni in settori indispensabili al benessere della società (sanitario, di cura, scolastico...) che richiederanno sempre più personale.

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