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A Breganzona la gente ha dovuto aspettare i pompieri per mettersi in salvo. La legge prevede esattamente il contrario (Ti-Press)
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06.08.2019 - 06:00
di Daniel Ritzer

'La prevenzione antincendio è in affanno'

Secondo i tecnici antifuoco i recenti fatti di cronaca dimostrano che è necessaria una maggior sorveglianza sulle misure di protezione

La prevenzione contro gli incendi in Ticino presenta molte criticità. A sostenerlo è l’Associazione dei tecnici riconosciuti antincendio (Atra) che nei giorni scorsi, dopo i vari episodi avvenuti di recente in diversi punti del Cantone, ha deciso di prendere posizione per sensibilizzare l’opinione pubblica e le autorità sui rischi legati alle carenze nelle misure di protezione e nei controlli, in particolare negli edifici plurifamiliari. «Ci sono due problemi principali – afferma l’ingegnere Daniel Conti, membro del comitato dell’Atra -: il primo riguarda una mancanza d’informazione. Molto spesso i committenti non sono a conoscenza delle norme in vigore. Il secondo si verifica quando i proprietari d’immobili vengono informati dei costi necessari per rendere gli edifici idonei. Vi è una certa resistenza ad affrontare le spese richieste per gli adeguamenti». Queste, secondo Conti, sarebbero le ragioni che spiegano perché oggi ci si ritrova con molte abitazioni inadeguate, soprattutto quelle più datate.

Dal punto di vista architettonico l’Atra denuncia in particolare la criticità relativa alle vie di fuga, che negli edifici risultano frequentemente compromesse dai fumi. Ciò impedisce un loro utilizzo sicuro e costringe molti inquilini a dover attendere l’arrivo dei soccorsi all’interno degli appartamenti prima dell’evacuazione. «Com’è successo negli incendi a Breganzona – osserva l’ingegnere –. Il fuoco è partito dalle cantine e il vano scala è stato subito compromesso; obbligando la gente ad aspettare i pompieri per poter uscire. La legge prevede esattamente il contrario». Cosa si dovrebbe o potrebbe fare per evitare tali situazioni? «Posando correttamente delle porte tagliafuoco negli accessi ai vani scala, si aumenterebbe notevolmente la sicurezza e la possibilità di fuga delle persone». La raccomandazione dell’Atra per i cittadini (non solo per i proprietari) è quella d’informarsi sullo stato della propria abitazione: una perizia può mettere in evidenza quali sono i punti critici e definire come risolverli.

In Ticino 660 incendi all’anno

Ogni anno si registrano in Svizzera mediamente 13’500 principi d’incendio. Di questi ben 660 solo in Ticino. A livello federale le prescrizioni antincendio si applicano sia alle nuove costruzione che a quelle già esistenti. Secondo l’Atra i fatti di cronaca mettono in evidenza come, in particolare negli edifici più vecchi, non ci sia una sorveglianza attiva sul mantenimento delle misure di prevenzione e protezione antincendio necessarie. D’altronde nella Svizzera italiana, così come in altri pochi cantoni, non esiste un’assicurazione cantonale contro gli incendi. La verifica del rispetto di queste normative in Ticino è di competenza dei Comuni. Spetta infatti ai Municipi concedere l’abitabilità degli edifici alla presenza di un collaudo antincendio. «In Ticino il Cantone ha delegato il compito della sorveglianza dell’applicazione delle misure di prevenzione e protezione antincendio ai Comuni – riprende Conti – i quali rilasciano l’abitabilità per i nuovi edifici, demandando a loro volta ai privati il compito di mantenere le misure di prevenzione presenti». Qual è in tutto questo il compito dei tecnici riconosciuti? «I tecnici riconosciuti della Polizia del Fuoco (architetti ed ingegneri che hanno assolto una formazione specifica) affiancano i progettisti ed i committenti, su mandato degli stessi, nell’elaborazione dei progetti di costruzione e risanamento delle costruzioni, fornendo delle consulenze tecniche, allestendo perizie e collaudi ed assicurando il rispetto delle prescrizioni antincendio».

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