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Ticino
10.07.2019 - 12:270
Aggiornamento : 16:59

Ticino, sgravi fiscali per tutti

Previsto l'abbassamento del moltiplicatore cantonale dal 100 al 96%. Per le persone giuridiche pure la riduzione dell'aliquota dal 9 al 5,5% (a partire dal 2025)

Annunciate dopo l'approvazione della Riforma fiscale e il finanziamento dell'Avs da parte del popolo il 19 maggio, sono arrivate le misure che permetteranno, rileva durante la loro presentazione il direttore del Dfe Christian Vitta, "di permettere al Ticino di situarsi nella media nazionale per quanto concerne l'imposizione fiscale".

Le modifiche, approvate all'unanimità dal Consiglio di Stato con un messaggio governativo, prevedono modifiche all'imposizione sia delle persone giuridiche, sia delle persone fisiche. Per quanto concerne le prime, l'aliquota d'imposta oggi al 9% verrà ridotta in una prima fase (2020/2024) all'8% e a seguire, dal 2025, al 5,5%. L'obiettivo è "consolidare il substrato fiscale a beneficio del Cantone e dei Comuni", spiega Vitta. Riducendo, in questo modo, "il pericolo che le piccole e medie aziende, parte integrante del tessuto economico ticinese, siano indotte a trasferirsi in altri Cantoni fiscalmente più vantaggiosi".

Anche le persone fisiche saranno interessate dai cambiamenti proposti dal Consiglio di Stato. In una prima fase, sempre nel periodo transitorio 2020/2024, il coefficiente cantonale d'imposta scenderà dall'attuale 100% al 98%. Previa approvazione del Gran Consiglio, dal 2025 vi è la possibilità scenda al 96%. Qualora, ricorda il direttore del Dfe, "non sia ancora entrata in vigore una generale riforma della Legge tributaria".

L'impatto sui Comuni

Una riforma definita "equilibrata" dall'Esecutivo, perché per i Comuni – che subiranno comunque un impatto dal calo del gettito – "sono state previste misure mirate". A cominciare "dai 9 milioni annui che il Cantone riverserà nelle loro casse, seguendo il principio che chi più ci rimetterà, più guadagnerà da questo contributo" annota il direttore del Dipartimento istituzioni Norman Gobbi. Ma per i Comuni ci sarà anche una novità: "a partire dal 2025, avranno la possibilità di differenziare il moltiplicatore comunale tra persone fisiche e persone giuridiche". Fatto salvo, continua il direttore del Di, "di avere un differenziale massimo del 20 per cento e una soglia minima del 40 per cento". In breve: dal 2025, se un Comune deciderà di fissare al 60% il moltiplicatore delle persone fisiche, potrà fissare minimo al 40% quello per le persone giuridiche. Una misura, questa, che per Gobbi "rafforza l'autonomia in materia di politica fiscale".

Le compensazioni sociali

Ma non di sole aliquote si parla nel messaggio presentato oggi dal Consiglio di Stato. Sempre all'unanimità, il governo ha raggiunto un accordo politico che va appunto oltre la riforma e che prevede, nel periodo tra 2020 e 2024, nuove misure per circa 30 milioni che permetteranno di "rispondere alle esigenze nel settore della scuola e della socialità", prosegue Vitta. Misure che verranno proposte dopo l'estate, ma che saranno contenute in due messaggi: 17 milioni per la scuola dell'obbligo e 15 milioni per la socialità.

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