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A Bellinzona circa 500 partecipanti (Ti-Press)
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Ticino
24.05.2019 - 18:060
Aggiornamento : 19:05

I giovani in piazza per salvare il pianeta, in Ticino e nel mondo

Secondo 'sciopero globale per il clima'. Guarda le immagini delle manifestazioni a Bellinzona e nelle principali città europee

"Le banche stanno rompendo i polmoni: basta investimenti nell'industria fossile!". Hanno urlato forte oggi i ragazzi dello sciopero per il clima a Bellinzona. Per la seconda volta in pochi mesi piazza Governo è stata occupata dai giovani – 500 secondo gli organizzatori  – che chiedono più sensibilità alle autorità cantonali, affinché temi come il miglioramento dell'ambiente e la lotta all'inquinamento siano posti in cima alle priorità della politica.

"Il cambiamento climatico è dettato principalmente dalle emissioni di CO2 immesse nell’atmosfera - affermano i membri del Coordinamento cantonale - e da questa certezza scientifica si potrebbe pensare che la Svizzera, in quanto territorio piccolo e nel cuore dell’Europa, non sia uno dei principali responsabili del surriscaldamento del pianeta. Qui casca l’asino. Siamo uno dei principali centri finanziari d’Europa: l’ammontare di capitale che viene amministrato in Svizzera raggiunge delle cifre esorbitanti. Le banche rappresentano in questa scena un ruolo non indifferente. Se consideriamo le banche quale asse portante della nostra economia, esse potenzialmente hanno la possibilità di convertire l’economia verso una produzione e un commercio più equo ed ecosostenibile".

Gli istituti finanziari, in effetti, sono stati il bersaglio principale della manifestazione odierna. Secondo i giovani "quanto fatto dalle banche elvetiche è antitetico a quanto auspicato. Non solo non promuovono un’economia più sostenibile, ma addirittura contribuiscono in maniera preponderante alla distruzione del clima. La piazza finanziaria elvetica è una delle protagoniste del riscaldamento climatico a livello globale attraverso i suoi investimenti diretti all’industria fossile".

 

Stando alle stime del Coordinamento cantonale dello sciopero, si calcola che con il contributo della piazza finanziaria la Svizzera produca 22 volte le emissioni che emetterebbe solamente con il consumo e la produzione sul territorio. "Le principali banche responsabili di questo scempio sono Credit Suisse e UBS - denunciano i ragazzi -, le quali nel periodo compreso tra il 2016 e 2018 hanno investito ben 83 miliardi nell’industria fossile, accelerando di fatto la distruzione del pianeta!". I giovani sostengono che "è giunta l'ora di invertire la tendenza. Non possiamo continuare ad accettare che si metta massimizzazione del profitto davanti al benessere sociale e ambientale! La lotta continuerà e non si arresterà fino a quanto non otterremo delle risposte alla questione climatica!"

 

A livello svizzero partecipazione in calo

Quasi una trentina di località in Svizzera hanno visto sfilare oggi numerose persone, soprattutto giovani, per lo sciopero mondiale del clima.

Quella odierna è stata la quinta manifestazione del genere che si tiene nella Confederazione dall'inizio dell'anno, la terza che cade di venerdì, dopo quelle del 18 di gennaio (22 mila partecipanti) e del 15 di marzo (50 mila partecipanti). Rispetto agli appuntamenti precedenti, si è notato un calo dei partecipanti. A Losanna, per esempio, stando a informazioni della polizia, 4500 persone si sono radunate per chiedere un'azione energica contro il cambiamento climatico, mentre in occasioni precedenti erano stati stimati fino a 10mila partecipanti. Circa 2500 persone hanno preso parte al corteo di protesta a Ginevra, la metà rispetto alla manifestazione del 15 marzo. Oltre a una certa stanchezza, la flessione potrebbe spiegarsi anche con la concomitanza degli esami liceali.

 

Il Vaticano: 'Rischiamo di finire per derubarli del loro futuro'

Sono tornati in piazza in milioni, in 120 Paesi del mondo e oltre 1'600 città, per gridare ancora che non rimane troppo tempo per abbassare la febbre del pianeta, undici anni è l'ultimatum degli scienziati. Ragazzi delle scuole e giovani universitari, riuniti nel movimento Fridays For Future (Fff) lanciato dalla sedicenne attivista svedese Greta Thunberg, dopo il primo sciopero globale per il clima del 15 marzo scorso, hanno ripetuto l'SOS per la Terra. E se qualche politico, nel nome di Greta, ha tentato di cavalcare l'onda ambientalista di questa generazione, il Vaticano ha lanciato un appello: "Negli ultimi mesi, i giovani sono diventati sempre più espliciti", visti gli "imponenti 'scioperi per l'ambiente' - ha scritto il cardinale Peter Turkson, Prefetto del dicastero per lo Sviluppo umano integrale - La loro frustrazione e rabbia verso la nostra generazione è palese. Rischiamo di finire per derubarli del loro futuro. Bisogna fare appello ai leader politici a essere molto più coraggiosi e ascoltare il grido drammatico che si leva dalla comunità scientifica e dal movimento dei giovani per il clima".

Il prossimo appuntamento per lo sciopero globale è per venerdì 20 settembre, quando si darà il via ad una settimana di azione per il clima, con l'appello agli adulti ad unirsi perchè "c'è bisogno di tutti".

 

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