Ticino
05.02.2019 - 23:280

Consiglio della magistratura, Ivan Pau-Lessi si autosospende

La recente sentenza di condanna dell'ex operatore sociale, i 'silenzi' del Dss, le parole del giudice. Il già alto funzionario: 'Svolsi correttamente il mio dovere e chiarirò'

Ivan Pau-Lessi si è autosospeso dal Consiglio della magistratura, di cui è uno dei membri non togati. Una decisione che il già funzionario del Dipartimento sanità e socialità ha preso – e comunicato oggi al Gran Consiglio, autorità di nomina dei componenti ‘laici’ dell’autorità che vigila sull’andamento della giustizia ticinese – dopo le parole pronunciate la scorsa settimana dal giudice Marco Villa nel leggere la sentenza con cui ha condannato per coazione sessuale un ex collaboratore del Dss. Nel 2005 una delle vittime, all’epoca stagista al Dipartimento, “aveva chiesto aiuto a un alto funzionario, il quale non ha preso provvedimenti affinché l’imputato non potesse più ripetere certi comportamenti”, ha affermato il presidente della Corte, porgendo “le scuse a nome dello Stato”. Parole che hanno subito innescato alcuni atti parlamentari, l'ultimo in ordine di tempo è un'interpellanza inoltrata ieri dalla Lega: sollecitano spiegazioni al Consiglio di Stato sul o sui motivi per cui la richiesta di aiuto/segnalazione dell’allora giovane donna al o ai diretti superiori dell’imputato non sia sfociata all’epoca in un esposto al Ministero pubblico, come imposto dalla legge. Il passo di Pau-Lessi non è un’ammissione di responsabilità. In pensione da fine 2015, in passato anche municipale di Giubiasco per il Ps, Pau-Lessi, nella lettera all’Ufficio presidenziale (Up) del parlamento con copia alla presidenza del Consiglio della magistratura, sostiene “di aver svolto correttamente” il proprio dovere e spiega perché si è autosospeso. Sperando di congedarsi “temporaneamente” dall’incarico.
Scrive Pau-Lessi: “Alla luce di quanto emerso settimana scorsa in relazione alla sentenza di condanna dell’operatore sociale e alle contestuali dichiarazioni rilasciate dal Giudice Villa a margine della motivazione orale della citata sentenza riguardo l’asserito ‘mancato intervento dello Stato’, pur contestando il fatto che mi siano allora state riportate informazioni di ‘atti di carattere sessuale’ compiuti dall’operatore in questione (allego per maggiore precisione su questo aspetto la mia lettera di ‘osservazioni’ trasmessa in data odierna al Consiglio di Stato) e, quindi, con la coscienza di chi ritiene di aver svolto correttamente il proprio dovere, ritengo opportuno nelle date circostanze comunicarvi la mia auto-sospensione dalla funzione di membro del Consiglio della magistratura, così da poter chiarire serenamente la mia posizione nel quadro dell’inchiesta amministrativa che il lodevole Consiglio di Stato ha deciso di avviare. Compio questo per me non facile passo anche allo scopo di consentire al Consiglio, di cui mi onoro di essere membro, di continuare a svolgere il proprio ruolo con l’autorevolezza e la tranquillità che questa importante funzione esige. Solo a conclusione dell’inchiesta e dopo le valutazioni sull’esito della medesima da parte del Consiglio di Stato e del vostro Ufficio, sarà possibile valutare I’eventuale continuazione del mandato”.

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