Il team del dottor Paolo Maino con la paziente
Ticino
20.11.2018 - 10:530

Al Neurocentro una prima europea nella cura dei dolori cronici

Curata con successo una paziente affetta da gravissimi dolori neuropatici che l'avevano costretta sulla sedia a rotelle, ora la donna può camminare

Soltanto un ospedale americano, a New York, era fin qui riuscito ad eseguire un intervento come quello realizzato recentemente al Neurocentro della Svizzera Italiana per curare una paziente affetta da gravissimi dolori neuropatici che l’avevano costretta sulla sedia a rotelle. L’equipe del dottor Paolo Maino, viceprimario e responsabile del Centro di Terapia del Dolore Eoc, è riuscita a posizionare quattro elettrodi sui gangli dorsali delle radici spinali lombari e sacrali della paziente, in grado di inviare impulsi elettrici capaci di interferire con le vie di trasmissione del dolore e di modificarne l’impulso che giunge al cervello. L’intervento, particolarmente delicato per la novità di fissare gli elettrodi anche tra le vertebre sacrali, è stato realizzato con modalità simili a quelle descritte per il caso americano e si è concluso con successo. I dolori a riposo sono completamente scomparsi e la paziente può camminare per brevi distanze.

La paziente aveva già provato diverse terapie e approcci farmacologici per curare una neuropatia di origine autoimmune manifestatosi nel 2016 e che le provocava dolori alle piante dei piedi talmente forti da impedirle di camminare. Dopo avere esaminato tutte le possibilità offerte dalla medicina in Svizzera, la paziente – lei stessa dottoressa e professoressa presso l’Ospedale universitario di Ginevra – ha scoperto che presso il Centro di Terapia del Dolore Eoc era in corso uno studio scientifico per valutare l’efficacia di questa nuova tecnica di neuromodulazione per il controllo di dolori causati da neuropatie periferiche. La professoressa ha quindi deciso di partecipare allo studio e sottoporsi al test di neurostimolazione. Si tratta di una tecnica che consente di evitare il ricorso a farmaci molto potenti dagli effetti secondari rilevanti, usata per curare patologie estremamente dolorose che possono condurre un paziente a completa invalidità.

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