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Ticino
17.09.2018 - 16:100
Aggiornamento 19:04

Licenziamento per il funzionario Dss indagato per reati sessuali

Il Consiglio di Stato ha prospettato la disdetta del contratto di impiego la settimana scorsa. Il legale: andremo davanti alla Commissione conciliativa

Per il governo va licenziato. Ha quindi prospettato al funzionario del Dipartimento sanità e socialità sotto inchiesta per reati sessuali – sospeso ai primi di giugno dalla stesso Esecutivo – la disdetta del rapporto di impiego con il Cantone. La decisione del Consiglio di Stato è di settimana scorsa. Difeso, per quel che riguarda il filone amministrativo, dall’avvocato Romina Biaggi-Albrici, l’uomo ha ora la facoltà di interpellare la Commissione conciliativa per il personale dello Stato, sottoponendole il proprio caso. Una strada che il legale del funzionario afferma di voler intraprendere. «Andremo sicuramente in conciliazione», dice l’avvocato Biaggi-Albrici, da noi interpellata. A quel punto, secondo la Lord, la Legge sull’ordinamento degli impiegati dello Stato e dei docenti, la Commissione conciliativa “è tenuta a indire, entro un termine di 15 giorni, un’udienza di conciliazione e a comunicare al più presto all’autorità di nomina”, cioè il Consiglio di Stato, “se le parti hanno raggiunto un accordo”. 
Sulla sessantina, esperto di politiche giovanili, il funzionario è imputato di coazione e violenza sessuale. I fatti sarebbe accaduti tra i dieci e i quindici anni fa quando le due presunte vittime erano minorenni (una era vicina alla maggiore età). Patrocinato sul fronte penale dall’avvocato Niccolò Giovanettina, il collaboratore del Dss contesta le accuse mossegli. Titolare del procedimento penale è la procuratrice pubblica Chiara Borelli. L’inchiesta è condotta nel massimo riserbo, considerata anche la particolare delicatezza del caso. 
Residente nel Sottoceneri, l’imputato è alle dipendenze del Cantone da diversi anni. Le indagini sono scattate in seguito alla segnalazione di una delle due vittime, assistite dall’avvocato Carlo Borradori. Agli inizi di giugno il governo ha appreso dell’apertura del procedimento da parte del Ministero pubblico. E nel giro di qualche giorno ha deciso la sospensione del funzionario. Provvedimento che l’uomo, tramite l’avvocato Biaggi-Albrici, ha impugnato davanti al Tribunale cantonale amministrativo. Al Tram la vertenza è ancora pendente. Nei giorni scorsi intanto il Consiglio di Stato ha prospettato al funzionario la disdetta del rapporto d’impiego.  

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