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24.08.2018 - 08:560
Aggiornamento : 12:53

Truffa del falso agente, 16 i casi di ieri

Oltre a quella del falso nipote, la Polizia cantonale segnala l'ultima strategia utilizzata per sottrarre denaro (dai 50 ai 90mila franchi) a persone anziane

La Polizia cantonale comunica che in questi giorni sono giunte diverse segnalazioni che indicano un aumento di truffe, dal falso nipote alla 'nuova' strategia del falso poliziotto. Per questo motivo le forze dell'ordine sensibilizzano nuovamente la popolazione sui pericoli di questo genere. Una prevenzione rivolta in particolare a familiari e curatori di anziani, le persone che hanno subito gli ultimi tentativi di raggiro, in particolare nel sottoceneri. 

Nel comunicato diffuso, la Polizia spiega che, nel compimento della truffa, di principio la vittima viene contattata telefonicamente da una persona che, dopo averle carpito abilmente informazioni riguardanti la sua sfera privata, si fa passare per un nipote, un parente lontano, un amico fino alla "nuova" veste riscontrata recentemente. Il truffatore si presenta infatti quale ufficiale di polizia, in particolare di polizie comunali, richiedendo insistentemente un'importante somma di denaro a copertura delle spese per la cauzione di un congiunto, responsabile di un grave incidente della circolazione. 

«Solamente nella giornata di ieri abbiamo avuto 16 tentativi di truffa – ha spiegato ai microfoni della Rsi il Sergente maggiore capo Claudio Ferrari –. Il fatto che gli autori si spaccino per un ufficiale di polizia è semplicemente perché il motivo di questa truffa diventa un famigliare coinvolto in un incidente della circolazione, il quale rischia di finire in prigione. Quindi i truffatori vogliono dai 50 ai 90mila franchi per evitare che il parente vada in carcare». Una strategia in contrapposizione rispetto all'operato della 'vera' Polizia, che non chiede mai una cauzione in situazioni di questo genere. 

Per aumentare la pressione sulla vittima i truffatori fanno sentire in sottofondo il pianto del presunto congiunto. Tutto questo con l'aggiunta dello scarso tempo a disposizione (poche ore per ottenere la scarcerazione) mirando a spingere la vittima ad effettuare immediatamente un prelevamento che è sempre di una certa entità (diverse decine di migliaia di franchi). Si precisa che le telefonate giungono principalmente su telefoni fissi e, laddove è presente un display sull'apparecchio telefonico, il numero chiamante appare come "sconosciuto".

Per evitare sgradite sorprese, la Polizia cantonale invita la popolazione a prestare molta attenzione e a diffidare d'improvvisate telefoniche. Non farsi mettere fretta nel prendere decisioni e valutare attentamente la situazione. Non bisogna farsi scrupoli a palesare dubbi sulla situazione con l'interlocutore e non si deve accettare che siano terze persone a ritirare il denaro. È importante avvisare tempestivamente la Polizia cantonale al 117.

Di seguito i consigli della Polizia cantonale per non incappare in questo genere di truffe:

  • Siate sempre diffidenti quando ricevete chiamate con richieste di denaro.
  • Non citate mai il nome dei vostri parenti al telefono. Specificate che in casi d'emergenza dovete dapprima consultarvi con qualcun altro e interrompete subito la conversazione telefonica. Poi contattate un parente che conoscete bene e di cui vi fidate e con lui/lei verificate le informazioni.
  • Non consegnate mai denaro o oggetti di valore a sconosciuti!
  • Non date a nessuno informazioni sui vostri averi, né su quelli che tenete in casa né su quelli che avete in banca.
  • Se una chiamata vi sembra sospetta, informate subito la polizia, telefonando al 117 (numero d'emergenza).
  • Informate i vostri parenti e conoscenti dell'esistenza di questo tipo di truffa.

 

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