Un'interrogazione di Us/I Verdi indaga su numero di denunce e segnalazioni e propone maggiore sensibilizzazione

A seguito dell’aumento dell’attenzione pubblica sul tema della violenza domestica, sessuale e di genere, le consigliere comunali Francesca Bernasconi Bedulli e Patrizia Baumgartner (Us/I Verdi) hanno presentato un’interrogazione al Municipio di Chiasso chiedendo chiarimenti sulle misure adottate e sulle strategie di prevenzione presenti sul territorio comunale.
L’atto parlamentare prende spunto dalla situazione a livello nazionale, dove i femminicidi continuano a rappresentare la forma più estrema della violenza di genere, e richiama l’introduzione del nuovo numero nazionale 142, attivo in tutta la Svizzera per offrire consulenza e sostegno alle vittime e ai loro familiari 24 ore su 24. Le firmatarie sottolineano anche l’importanza della campagna nazionale contro la violenza domestica, sessuale e di genere, promossa dalla Confederazione, che mira a sensibilizzare la popolazione su comportamenti violenti spesso meno visibili, come il controllo, l’isolamento, la denigrazione e l’abuso di potere.
Nell’interrogazione viene evidenziato come i dati cantonali mostrino una presenza significativa del fenomeno anche in Ticino, con numerosi interventi della polizia e richieste di sostegno ai servizi specializzati. Secondo le consigliere comunali, la mancanza di dati suddivisi per singolo Comune rende però difficile valutare con precisione la situazione locale. Per questo motivo Bernasconi Bedulli e Baumgartner chiedono al Municipio se siano disponibili dati specifici riguardanti Chiasso: dal numero di denunce e segnalazioni fino agli eventuali allontanamenti coatti o provvedimenti di protezione adottati.
Tra le domande poste figurano inoltre le iniziative comunali per contrastare la violenza e proteggere le vittime, anche minorenni, la valutazione della campagna nazionale e le modalità con cui il Comune intende promuovere il numero 142 e gli strumenti informativi messi a disposizione dalla Confederazione. Le interroganti chiedono infine se Chiasso abbia valutato l’adesione a progetti di prevenzione già avviati in altri Comuni, come Vido+, oppure lo sviluppo di interventi analoghi sul proprio territorio. Secondo le firmatarie, la prevenzione della violenza di genere richiede non solo servizi di aiuto adeguati, ma anche una sensibilizzazione capillare della popolazione e un impegno concreto delle istituzioni locali.