Tre consiglieri comunali del Centro interrogano il Municipio su stipendi e trasparenza retributiva

Qual è la situazione nell’amministrazione comunale di Chiasso per parità salariale e trasparenza retributiva? A chiederlo, con un'interrogazione al Municipio, sono i consiglieri comunali Amedeo Mapelli, Mara Medici e Salvatore Giallongo (Centro). Dall'autorità comunale si vuole sapere quante donne e quanti uomini sono attualmente impiegati in Comune; quante donne e quanti uomini sono stati assunti negli ultimi cinque anni; qual è il salario medio e mediano nell'amministrazione comunale; qual è la distribuzione di donne e uomini nelle posizioni dirigenziali e di responsabilità; se il Comune ha mai effettuato un'analisi interna sul divario salariale e con quali risultati; se esistono procedure formali per segnalare casi di mobbing, molestie e discriminazioni e se vengono svolte indagini regolari su clima lavorativo e sul benessere dei dipendenti.
Nell'interrogazione si ricorda che, per quanto concerne l'aspetto salariale, sussistono differenze significative. Le donne guadagnano mediamente il 16,2% in meno (equivalenti a 1'364 franchi mensili) rispetto agli uomini. Una differenza “spiegabile solo in parte con fattori oggettivi”. Il 51% dei 1'364 franchi di scarto è dovuto a una disparità riconducibile a fattori come il tipo di occupazione, il settore, l'istruzione o la posizione professionale. “La restante differenza di 657 franchi costituisce la parte non spiegabile, che nel settore pubblico e privato ammonta rispettivamente a 623 e 653 franchi al mese”. La parità salariale “non può rimanere un principio teorico ma deve tradursi in pratiche concrete, trasparenti e verificabili”. A mente dei consiglieri comunali, gli enti pubblici “hanno il dovere di garantire equità, responsabilità e valorizzazione del merito” perché “solo attraverso dati chiari e un'assunzione piena di responsabilità istituzionale sarà possibile rafforzare la fiducia dei cittadini e costruire un'amministrazione realmente giusta, credibile ed efficiente”.