Mendrisiotto

Capitale culturale svizzera, minoranza di Mendrisio contraria

Alcuni commissari della Gestione invitano a bocciare il credito da mezzo milione: ‘Vantaggi vaghi per la città e sbilanciati verso Lugano e Locarno’

La casa comunale
(Ti-Press)
22 aprile 2026
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“Benefici per Mendrisio vaghi, non verificabili e geograficamente sbilanciati verso Lugano e Locarno”. Una minoranza della Commissione della gestione di Mendrisio – Massimiliano Robbiani, Lucio Lorenzon e Roberto Pellegrini – si definisce contraria al messaggio municipale contenente la richiesta di credito (mezzo milione di franchi) per la partecipazione finanziaria della Città alla candidatura congiunta con Lugano e Locarno a Capitale culturale svizzera del 2030 e pertanto è stato preparato un rapporto di minoranza con relatore il consigliere comunale leghista.

Il parere contrario, si precisa, non riguarda il valore della cultura in sé ma “l’opportunità strategica e la sostenibilità finanziaria dell’operazione per la Città di Mendrisio”. Il credito, ricordiamo, è subordinato alla vittoria al concorso, l’esito si saprà a giugno, ed è spalmato sul quinquennio 2027-31. I commissari riassumono le proprie perplessità in cinque punti. A cominciare da tempistiche e criticità finanziarie: si ritiene infatti che l’investimento non sia prioritario e che l’attuale contesto di crisi dovrebbe comportare una politica di risparmio. Secondariamente, è contestato quello che è ritenuto un ruolo marginale di Mendrisio, rispetto alla capofila Lugano e a Locarno. Preoccupa anche la frammentazione cantonale, con Bellinzona che ha presentato una candidatura singola andando a indebolire la coesione in Ticino.

Punto terzo, la debolezza delle argomentazioni strategiche. Il confronto tra i riconoscimenti Unesco di Mendrisio da una parte e il Lac e il Film Festival Locarno dall’altra, sarebbe a sfavore del primo e anche il richiamo al comparto industriale locale è ritenuto improprio. Dubbi poi anche sull’indotto, le cui promesse si baserebbero su studi riferiti a contesti nazionali o europei non paragonabili al Mendrisiotto, la variabilità delle proiezioni inoltre è molto elevata e si ritiene che il focus sulla cultura indipendente difficilmente potrà generare flussi turistici tali da giustificare l’investimento. Infine, i commissari ritengono che il messaggio manchi di una strategia definita su obiettivi e modalità operative e vi è anche il timore che ci possano essere dei costi supplementari, sebbene il credito sia presentato come definitivo.

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