Il confine a sud rimane il più sollecitato con 560 casi registrati dall'Ufficio federale della dogana e della sicurezza dei confini

Anche nel mese di marzo si conferma una tendenza all'aumento sul versante dei soggiorni irregolari alle frontiere svizzere. E ancora una volta il fronte ‘caldo’ è quello a sud. In Ticino il mese scorso l'Ufficio federale della dogana e della sicurezza dei confini (Udsc) ha registrato 560 casi rispetto ai 456 di febbraio. Allargando lo sguardo, a livello globale si sono intercettate poco meno di un migliaio – 996 per la precisione – di situazioni rilevate come illegali lungo le rotte migratorie. Erano 845 il mese precedente e 799 nello stesso periodo del 2025. Ciò che segnala sul piano dei dati una doppia crescita, seppur leggera. Tra i migranti entrati in modo irregolare in Svizzera a marzo, fa sapere ancora l'Udsc, "i cittadini afghani sono stati i più rappresentati". Dall'inizio dell'anno si è arrivati a quota 2'653.
Non ci si discosta di molto dai numeri del passato recente, invece, per quanto riguarda le persone sospettate di svolgere un'attività di passatori, comunque in calo: dai 12 di febbraio si è scesi a 11, mentre l'anno scorso si parlava di 16 sospettati. Nei primi tre mesi del 2026 si contano così 38 casi.
Infine, la statistica restituisce una sostanziale stabilità in merito ai migranti riconsegnati alle autorità estere: 131 il mese scorso a fronte dei 130 di febbraio. L'andamento risulta, per contro, in diminuzione se paragonato al 2025, quando vi erano state 147 riammissioni. Da gennaio ve ne sono state 359.