Per i deputati Sirica e Riget ‘viola la Legge sulla parità’. Ad attirare l'attenzione le caratteristiche richieste

Non solo dumping salariale. Sui portali online non ci si imbatte solo in annunci di lavoro che, a prima vista, fanno a pugni con i diritti dei lavoratori. I granconsiglieri socialisti Fabrizio Sirica e Laura Riget attirano, infatti, l'attenzione su un'altra richiesta di personale pubblicata di recente su una piattaforma dedicata da un’azienda di Chiasso, la Seca Security Cash. A risultare, ai loro occhi, "estremamente problematico" è il carattere dell'annuncio, che "viola apertamente la Legge sulla parità", tanto da portare il caso – a quanto pare, annotano, non isolato – davanti al Consiglio di Stato attraverso un atto parlamentare. A far sobbalzare i due deputati sono state, in effetti, alcune caratteristiche del profilo cercato, declinato al femminile: età compresa tra i 19 e i 40 anni, “assolutamente libera da impegni familiari, disponibile a esperienze nuove fuori dalle regole comuni, capace di trasformare il lavoro in una piacevole esperienza, capace di sostenere un Ceo di alto valore umano e professionale, desiderosa di crescere sia a livello personale che professionale a stretto contatto con la Direzione”, ma anche flessibile sugli orari e disponibile a viaggiare e ad accompagnare il dirigente. Un contenuto che il responsabile della società, Adriano Filippi, contattato dal CdT, da parte sua ha difeso, confermando di non essere intenzionato a cancellare l'annuncio di lavoro.
L'interrogazione di controcanto richiama l'intervento dell'avvocata specialista in diritto del lavoro Valerie Debernardi su ‘Area’, la quale davanti a una situazione analoga ricordava come «porre come requisito la libertà da impegni od obblighi familiari denota una chiara discriminazione. Se una persona con degli obblighi familiari si presentasse a un colloquio, le cui premesse sono queste, e se poi questa stessa persona non venisse assunta, potrebbe intraprendere un’azione per discriminazione all’impiego. È infatti contrario alla Legge sulla parità non assumere qualcuno solo perché ha dei figli, e questo vale ovviamente sia per le donne sia per gli uomini». In altre parole, ribadiscono Sirica e Riget, "in ambito lavorativo la sfera privata non può essere oggetto di discussione o di trattativa, né costituire un elemento di valutazione, tantomeno durante il colloquio d’assunzione". Là dove vi è un rapporto di lavoro discriminatorio, ricordava ancora l'avvocata, si potrebbe creare «un terreno fertile per il concretizzarsi di molestie». Un fenomeno, quest'ultimo, che, dati alla mano, fa "suonare l’allarme e la necessità di una strategia proattiva e di un sostegno concreto per chi decide di denunciare e non accettare lo stato delle cose" a fronte di quella che rappresenta "una piaga".