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Via Odescalchi, il quartiere di Chiasso che ha cambiato vita

Degrado e criminalità hanno lasciato spazio a tranquillità, sicurezza e palazzi completamente rinnovati. Ne abbiamo parlato con gli inquilini

In sintesi:
  • Viaggio nel quartiere protagonista in passato di episodi di criminalità e degrado
  • Un'inquilina: ‘Prima il campanello suonava anche alle tre di notte. Ora non si sente nessuno’
Veduta sul rinnovato quartiere di via Odescalchi
(Ti-Press/Elia Bianchi)
14 agosto 2023
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«Prima mi suonavano anche alle tre di notte. Ora non si sente nessuno e viviamo decisamente meglio». Basterebbero le parole di un’inquilina che ha aperto a ‘laRegione’ le porte del suo appartamento per spiegare cosa è cambiato in via Odescalchi, a Chiasso, quartiere che in passato ha fatto parlare molto di sé soprattutto per episodi di degrado e criminalità. Un investimento pubblico-privato portato avanti negli ultimi anni ha cambiato faccia al quartiere, tornato suo malgrado alla ribalta a inizio luglio per la tragica morte di un giovane (l’inchiesta di polizia avviata subito dopo i fatti è ancora in corso). i siamo recati nel quartiere per parlare con gli inquilini, sia di vecchia data che nuovi. Al nostro arrivo notiamo subito che l’area che fino a pochi anni fa ospitava dei posteggi comunali, è diventata un parco giochi ben curato. Tutto intorno ci sono dei posteggi e anche delle colonnine di ricarica per auto elettriche (a disposizione di tutta la cittadinanza). I palazzi sono stati oggetto di una riqualifica esterna e interna: gli stabili (per un totale di 168 appartamenti) sono stati isolati con un cappotto, le caldaie a olio combustibile sostituite con pompe di calore e sul tetto sono stati posati pannelli fotovoltaici. Non vi è più quindi nessuna emissione di CO2. I lavori hanno interessato anche l’autorimessa, mentre il piazzale è controllato da un impianto di videosorveglianza. Ad accoglierci c’è il custode. «Lavoro qui dalla riqualifica – racconta a ‘laRegione’ –. Ho gestito tutti i lavori, mentre ora mi occupo della portineria. Oggi la situazione è tranquilla perché le persone che causavano problemi sono state tutte allontanate: quando vengo chiamato è per ‘normali’ problemi quotidiani che possono succedere in tutti gli appartamenti». Appartamenti che «sono tutti occupati – aggiunge –. Il proprietario ha scelto di mantenere i prezzi bassi in modo da poter scegliere gli inquilini». Il custode non ha dubbi. «Ho visto tanti progressi e tante cose che miglioravano in tutto il quartiere, e non solo dei palazzi. Oggi non manca nulla per poter dire che via Odescalchi sia diversa dal centro di Chiasso o da qualsiasi altro posto».

Parola agli inquilini ‘storici’

Incontriamo chi, per scelta, non ha mai voluto allontanarsi dal quartiere. «Vivo qui da 40 anni – racconta un inquilino che incontriamo sul piazzale –. Questo palazzo l’ho visto crescere e da quando lo hanno costruito ci sono stati alti e bassi, ma sono rimasto. Prima c’era più casino e girava anche gentaglia, mentre dalla riqualifica si sta davvero bene e non si vede più in giro nessuno. E anche la vicinanza del locale notturno non disturba». Un’inquilina di vecchia data ci apre le porte del suo appartamento e ce lo mostra con orgoglio. «Prima non si viveva bene: ne abbiamo passate tante e avevo anche paura a uscire dalla porta – spiega –. Quando abbiamo incontrato il nuovo proprietario gli abbiamo chiesto con che coraggio si è lanciato in questo investimento. Ci ha detto che ha visto del potenziale... Oltre a un bel palazzo, con questi lavori ci ha ridato la vita: prima era quasi troppo, adesso c’è quasi troppo silenzio». Un ricordo degli anni passati? «Non potevamo dormire: chi viveva sotto di noi faceva traffici illeciti e chi sbagliava piano suonava da noi e non se ne andava nemmeno con la minaccia di chiamare la Polizia. La famiglia voleva portarci via, ma a noi piace stare qui: durante i lavori il proprietario ci ha permesso di spostarci nell’appartamento accanto». Torniamo sul piazzale, dove incontriamo un’altra signora. «Sono almeno 42 anni che abito qui, nello stesso appartamento – racconta –. Ho sempre avuto problemi con la gentaglia che girava prima: volevo andare via ma il nuovo amministratore ci ha decisamente salvato».

‘Il passato non mi interessa’

Gli appartamenti del complesso, come detto, sono tutti affittati. Fermiamo un giovane che sta rientrando dal vicino supermercato con la spesa. Vive in via Odescalchi da poche ore: è arrivato da Zurigo, ci dice, per questioni di lavoro. «Ho trovato interessanti sia gli appartamenti che la posizione, comoda per l’autostrada. Si vede che è stato fatto un bell’investimento e che la zona è stata riqualificata bene. Intorno ci sono dei locali, ma questo fa anche parte del gioco». L’ultima inquilina che incontriamo ci racconta di aver lasciato il Basso Ceresio due anni fa. «Per prima cosa gli affitti sono accessibili, mi trovo bene, si vive tranquilli e nella zona, comunque tranquilla, si vede molto spesso la polizia». Conosceva la fama del quartiere? «Sì – ci risponde –. Ma quello che è successo prima non mi interessa: l’importante è come è adesso. Se non si dà la possibilità di cambiare, chiudiamo tutto e ce ne andiamo in alta montagna».

‘Un esempio perfetto di collaborazione’

La rinascita di via Odescalchi è «un esempio perfetto di collaborazione fra pubblico e privato – commenta Sonia Colombo-Regazzoni, capodicastero SIcurezza pubblica di Chiasso –. Non posso che ringraziare il nuovo proprietario che, convinto di raggiungere l’obiettivo, è riuscito a fare un mezzo miracolo. Vado regolarmente nella zona, conosco le persone che ci abitano ed è veramente un piacere frequentare un quartiere oggi assolutamente innovativo e che offre un’ottima qualità di vita dal punto di vista della sicurezza». Quello di via Odescalchi «è un agglomerato di 500 persone dove ci possono essere richieste di intervento per schiamazzi o problemi di posteggio ma anche per casi gravi che possono succedere anche altrove». L’appello va quindi «agli amministratori e ai proprietari di case» invitati a «vagliare gli inquilini: se gli appartamenti non vengono messi a disposizione delle persone conosciute per essere problematiche, la situazione si risolve da sola».

‘Il problema si è spostato altrove’

A confermare le parole degli inquilini di via Odescalchi c’è anche Daniele Martini, presidente della Commissione di quartiere Centro, che vive nel quartiere. «Da quando i due palazzoni sono stati rifatti, sono state posate le telecamere e le porte d’accesso ai palazzi sono chiuse, la situazione è cambiata – sottolinea –. Non c’è più gente problematica in giro e all’esterno non ci sono più disagi. Se prima ci venivano segnalati i problemi causati dai casi sociali che ci abitavano, dopo il loro allontanamento di segnalazioni in via Odescalchi non ce ne sono praticamente più e sembra di essere tornati a 10-15 anni fa quando nel quartiere popoloso vivevano tanti figli di ferrovieri e doganieri». Il lavoro della Commissione, sottolinea Martini, è oggi concentrato soprattutto sulle persone che trascorrono le loro giornate in piazza Indipendenza. «Non possiamo più tollerare che siano tutti con la birra in mano: abbiamo chiesto più volte l’intervento della polizia e del Municipio e anche il divieto di bere alcol in piazza (divieto bocciato dal Municipio per assenza di una base legale, ndr): a queste persone vanno dati dei limiti».

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