30.11.2022 - 14:32
Aggiornamento: 18:40

Contrabbandavano abbigliamento dal FoxTown: condannati in tre

Il valore della merce era di oltre un milione di euro. In parte era stata spedita in Cina, mentre altri capi venivano rivenduti in una boutique a Legnano

di Marco Marelli
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archivio Ti-Press

Si è concluso con condanne nel limite della sospensione condizionale della pena e una salatissima multa, poco meno di mezzo milione di euro, il processo nei confronti di tre cinesi accusati di contrabbando aggravato di capi di abbigliamento griffati, per un valore di oltre un milione di euro, auto-riciclaggio ed evasione di diritti doganali e Iva per 320mila euro.

La merce acquistata da un cinese residente a Legnano nei negozi del FoxTown di Mendrisio, in parte era stata spedita in Cina, passando da Montebelluna (Treviso) e Gamberalla (Vicenza), dove abitavano gli altri due orientali. Tre anni e mezzo la pena inflitta al cinese residente a Legnano chiamato a pagare la salatissima multa, due anni per gli altri due imputati. L’inchiesta della Guardia di finanza di Como nell’autunno del 2018 aveva preso lo spunto da una soffiata al ‘117’, numero di pubblica utilità. ‘C’è un cinese che vende abbigliamento griffato acquistato in Ticino’.

Gli accertamenti documentali hanno consentito di appurare che il cinese di Legnano, fra il 2017 e il 2018, aveva contrabbandato capi di abbigliamento per oltre un milione di euro. I baschi verdi, appostati ai valichi di Bizzarone e Brogeda, avevano documentato che il cinese, al volante delle sua autovettura, quasi con cadenza quotidiana si recava in Ticino. L’uomo, bloccato a Brogeda, nel baule aveva numerosi capi di abbigliamento acquistati a Mendrisio. A Legnano la scoperta di una boutique del lusso, oltre 300 capi d’abbigliamento e accessori dei più noti marchi di moda internazionali (Gucci, Burberry, Prada, Ferragamo, Saint Laurent, Dolce & Gabbana, Valentino, Armani, Versace) per un valore di 400mila euro. I documenti sequestrati a Legnano avevano consentito di stabilire che nel 2017 il cinese a Mendrisio aveva fatto acquisti per 600mila euro. La merce sequestrata a Legnano dopo la sentenza di condanna è stata confiscata, per cui sarà messa all’asta.

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