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laR
 
30.11.2022 - 05:10
Aggiornamento: 19:13

Basso Mendrisiotto, depositata una istanza di aggregazione

I tre promotori di Balerna alle intenzioni hanno fatto seguire i fatti. Ora avranno tre mesi di tempo per raccogliere 350 firme

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Ti-Press
La prospettiva potrebbe cambiare

L’emozione c’è. È inutile fare finta di niente. E i tre promotori di Balerna sentono che questo è un momento importante e carico di responsabilità. In effetti, non capita tutti i giorni di presentare un’istanza decisa a chiedere al Consiglio di Stato di aprire una porta all’aggregazione; e poi farlo proprio qui, nel Basso Mendrisiotto, dove basta la parola a dividere le istituzioni del comprensorio. In verità, in Ticino è la prima volta che succede. Sin qui, infatti, le alleanze strette dai Comuni sul territorio del cantone sono sempre nate dalla volontà dei rispettivi Municipi, mai dal basso, direttamente dalla popolazione locale. Stavolta, invece, è diverso. E, forse, non è un caso che ad avventurarsi su questa strada ancora non battuta siano dei cittadini di Balerna, pronti a guardare fuori dai confini del paese e ad allargare lo sguardo a Chiasso, Morbio Inferiore e Vacallo (senza peraltro escludere di spaziare pure sino a Novazzano d’un lato, e a Breggia dall’altro).

‘Adesso abbiamo 90 giorni di tempo’

Del resto, prima di agire Edy Muscionico, Fabio Canevascini e Andrea Zaramella ci hanno ragionato sopra bene e hanno soppesato persino ogni parola scritta nell’istanza; faro l’articolo 4 della Legge sulle aggregazioni e separazioni dei Comuni del dicembre 2003, che consegna, appunto, agli esecutivi e con loro ai legislativi e ai cittadini la facoltà di perorare la causa della ‘fusione’. Lanciata la proposta, si è quindi messa in pratica la norma. «Adesso è fatta», ci conferma il portavoce, Muscionico. Come dire che indietro non si torna. Martedì pomeriggio la richiesta è stata depositata in veste ufficiale alla Cancelleria di Balerna e mercoledì comparirà all’albo comunale. Da quel momento si avranno 90 giorni a disposizione per raccogliere le 350 firme necessarie, ovvero il 15 per cento degli aventi diritto di voto del Comune. L’obiettivo sarà centrato? A dar man forte un Comitato di sostegno di otto persone, rappresentativo delle diverse sensibilità politiche, i fautori si dicono «fiduciosi».

‘L’abbiamo visto: c’è attesa’

Il cammino è ancora lungo e la strada in salita, ne sono tutti consapevoli. Ma il bisogno di tenere vivo il dibattito sul processo aggregativo non manca tra la popolazione e i tre balernitani (nonché consiglieri comunali) non se la sono sentita di soffocarlo. E lo spirito resta propositivo nonostante le nuove battute d’arresto, giunte dallo stesso Municipio di Balerna prima e di Novazzano poi, che hanno deciso di lasciare il tavolo avviato nell’estate del 2021 da Vacallo, coinvolgendo anche Breggia, Chiasso e Morbio. «Dai riscontri che ho nel mio Comune – ci conferma Muscionico – ho potuto constatare che ci sono persone pronte ad aderire alla nostra iniziative. Anche nei Comuni vicini c’è attesa». E non è un segnale trascurabile.

Nella regione, insomma, vi è ‘fame’ di sapere. La motivazione data dall’esecutivo di Balerna sull’assenza delle condizioni base per procedere con una istanza, dunque con uno studio di aggregazione, a molti è parsa insufficiente. «Anche perché – ci fa notare ancora il portavoce – nulla di più si è saputo sullo studio di opportunità condotto nei mesi scorsi, preceduto a primavera da una serie di incontri a Mezzana – presente pure la Sezione enti locali, ndr – e di approfondimenti. In tanti a Balerna ritengono che si debba andare a fondo della questione».

La priorità? ‘Saperne di più’

Il messaggio che promotori e Comitato di sostegno portano con sé e che hanno messo nero su bianco in una sorta di ‘memorandum’, d’altro canto, è chiaro. In loro non vi è nessuna velleità di essere divisivi, anzi. «È importante ribadirlo – rilancia Muscionico –, il nostro agire non è pro o contro il tema dell’aggregazione, ma piuttosto lo strumento che permette alla popolazione di essere informata compiutamente sul tema, venendo a conoscenza di ciò che è scaturito sin qui dall’iniziativa di Vacallo e dal confronto dei sei Comuni. In questo modo le persone potranno farsi una idea precisa, avere tutti gli argomenti per decidere e andare a votare con maggiore cognizione di causa».

Nessuno, d’altra parte, fra promotori e sostenitori crede di avere la verità in tasca, neppure sul tema dell’aggregazione. «Il nostro approccio è trasparente – ribadisce il portavoce –: tra di noi non mancano gli scettici. Non si vedono solo i vantaggi, trascurando i possibili e diversi lati negativi. In tutti, però, esiste la convinzione che occorra sviscerare il dossier in tutti i suoi aspetti, consegnando ai cittadini l’opportunità di esprimersi, come abbiamo già detto, su una tematica delicata e importante. E firmare l’istanza significa attivare la procedura che passa da uno studio e sfocia nella consultazione popolare».

L’iter tra determinazione e incognite

L’iter è cristallino. Formuliamo, quindi, una ipotesi: la raccolta firme va a buon fine. Quale sarà il passo successivo? «Innanzitutto – ci risponde Muscionico –, consegneremo l’istanza al Consiglio di Stato a Bellinzona. Il quale a quel punto informerà i Comuni parte dello scenario tratteggiato – di base a quattro Comuni, ndr – sul deposito della richiesta e li solleciterà a pronunciarsi in merito. Toccherà a loro, infatti, decidere in seguito sul da farsi». E qui i promotori sanno bene che un rischio resiste. I Municipi potrebbero valutare di presentare a loro volta una istanza o rinunciare. E in quel momento sull’aggregazione calerebbe il sipario. Il drappello di cittadini di Balerna, in ogni caso, vuole restare ottimista. A ta punto da lasciare il portone socchiuso anche per Novazzano e Breggia, che potranno ancora partecipare qualora l’esecutivo, il Consiglio comunale o la popolazione (sempre tramite una petizione) riconsiderassero l’eventualità di estendere il comprensorio aggregativo.

Ecco che la raccolta firme potrebbe rivelarsi una cartina di tornasole sul nodo dell’aggregazione, soprattutto a otto anni di distanza dal sondaggio promosso dallo stesso Comune di Balerna che mostrava, in ogni caso, un interesse verso una diversa organizzazione del territorio (Basso Mendrisiotto incluso). Di questo i promotori sono coscienti, tanto da essere pronti ad accettare qualsiasi verdetto. E chissà che il lancio dell’istanza non riesca altresì ad alimentare di nuovo le speranze nei fautori di una intensa intercomunale capace di andare al di là delle collaborazioni. Come nel caso del sindaco di Chiasso Bruno Arrigoni, il quale nella cornice del Nebiopoli, sollecitato sulla Città del Carnevale, martedì se ne uscito dicendo che l’aggregazione ormai è una «missione impossibile». Alla fine del febbraio prossimo nel Basso Mendrisiotto se ne saprà di più.

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