23.10.2022 - 16:22
Aggiornamento: 16:46

Riva San Vitale, cambia l’assetto viario nel comparto scuole

Al voto in Consiglio comunale un credito di 1,8 milioni per favorire la mobilità lenta e sostituire le infrastrutture pubbliche sotterranee

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archivio Ti-Press
Il cantiere inizierà il prossimo autunno, dopo la ristrutturazione delle scuole

Il comparto scolastico di Riva San Vitale avrà un nuovo assetto viario. È questa l’intenzione del Municipio, che ha presentato una richiesta di credito di 1’887’500 franchi per incentivare la mobilità lenta, privilegiando un carattere pedonale e ciclabile, e sostituire le infrastrutture pubbliche sotterranee. Il voto del Consiglio comunale è atteso lunedì 24 ottobre. L’obiettivo principale, spiega il Municipio nel messaggio, "è quello di concentrare il traffico veicolare sull’asse compreso tra la strada cantonale di via Giuseppe Motta e il posteggio del centro scolastico, senza più far capo al passaggio che costeggia viale San Rocco e interseca la strada cantonale in corrispondenza dell’oratorio". Questo spazio pubblico "sarà infatti destinato a pedoni e ciclisti a titolo di privilegio, mantenendo il suo utilizzo carrabile unicamente ai confinanti autorizzati". I lavori inzieranno verosimilmente il prossimo autunno, quando "sarà concluso il cantiere riguardante le opere di ristrutturazione degli edifici scolastici (agosto 2023)".

Per garantire la necessaria distinzione visiva in rapporto alla sua fruibilità, "sarà rimossa parte della pavimentazione attuale e determinato un camminamento in pavimentazione pregiata in pietra naturale". La rimanenza "verrà ripavimentata in asfalto e delimitata con paletti flessibili che garantiranno al pedone una maggior percezione di sicurezza. Per questo tracciato il limite di velocità sarà di 30 km/H". Il calibro stradale di via Monsignor Sesti, che resterà destinata al transito veicolare, verrà allargato fino a 5 metri, "con la sua suddivisione in zona carrozzabile (3,5 metri) e in zona prevalentemente destinata ai pedoni (1,5 metri)". Nella procedura di espropriazione definitiva, definita secondo quanto prevede il Piano del traffico, è prevista anche la demolizione di due muri e la loro ricostruzione sui nuovi confini.

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