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27.09.2022 - 11:54
Aggiornamento: 14:51

Morbio Inferiore, tra incubi del vetro e turismo del rifiuto

L’ecopunto in via Pascuritt è molto gettonato, tanto che, secondo un residente della zona, ogni giorno ci sarebbero 20 contravvenzioni

morbio-inferiore-tra-incubi-del-vetro-e-turismo-del-rifiuto
Le campane della discordia

Sono otto gli ecopunti distribuiti sul comune di Morbio Inferiore, ma è uno in particolare, quello in via Pascuritt, a far discutere (e infuriare). Protagonista indiscusso delle lamentele è il raccoglitore del vetro, il più rumoroso e soprattutto il più ‘abusato’. La problematica dei rifiuti non è sconosciuta alle orecchie dei municipali e dei residenti del comune. Al contrario è stata ampiamente discussa. Il Municipio aveva proposto la costruzione di un ecocentro, che, secondo i favorevoli avrebbe risolto il problema dello smaltimento, ma un referendum lanciato dal gruppo Morbio 2030 ne ha bocciato il progetto.

Nel 2021 il Municipio aveva già modificato le ordinanze sui rumori molesti e la gestione dei rifiuti, uniformando così gli orari per le attività che sono fonte di inquinamento fonico per limitare i disagi. C’è chi però questo sembra non averlo (volontariamente o meno) compreso. «C’è rumore a ogni ora del giorno e della notte, festivi inclusi – ci ha raccontato un abitante della zona –. Le telecamere non sono sufficienti a registrare tutte le contravvenzioni. Inserire qui le campane del vetro non è stata una scelta ponderata». Da noi interpellato, il vicesindaco Matteo Mombelli, ci ha spiegato che «l’esecutivo di Morbio sta valutando quali soluzioni adottare per risolvere il problema».

‘Una fabbrica a cielo aperto’

Dal lunedì al venerdì dalle 7 alle 12 e dalle 13 alle 20. Il sabato dalle 8 alle 12 e dalle 13 alle 19. Mentre la domenica è vietato. Sono questi gli orari e i giorni in cui è consentito buttare il vetro nei vari ecopunti. Ma, come ci spiega lo stesso residente, non tutti rispettano le regole. «Quello che accade sotto le nostre finestre è totalmente fuori controllo. È una fabbrica a cielo aperto che genera rumore quotidianamente e costantemente. Per non parlare – aggiunge –, delle mosche, api, vespe e calabroni che ormai condividono i nostri appartamenti, odori nauseabondi e schiamazzi, latrati, portiere e motori accessi».

E questa pare non essere l’unica fonte di inquinamento fonico: «Da poco hanno anche inserito un compattatore per la carta, l’unico rifiuto ‘discreto‘, che talvolta si inceppa e va avanti a suonare per ore. Alcuni, addirittura, causa inadeguata manutenzione, emettono lo stesso rumore di un motorino senza terminale di scarico. Mi è capitato – confessa –, di essermi alzato nel bel mezzo della notte e andare a spegnerlo, altrimenti avrebbe continuato fino all’arrivo dei tecnici. Altre volte, invece, ho gli incubi del vetro».

Oltre il danno, anche la beffa

L’ecopunto di via Pascuritt pare essere molto gettonato anche dai non residenti a Morbio Inferiore. «Sarebbe necessaria la presenza di un controllore del traffico tanto è alta l’affluenza di esterni e perfino di ditte, che dovrebbero occuparsi del proprio smaltimento rifiuti. E oltre il disturbo che ci arrecano, dobbiamo anche pagare lo smaltimento dei loro rifiuti. Le telecamere che sono posizionate non sono sufficienti, e in più non credo che qualcuno stia lì tutto il giorno a visionarle, quindi è impossibile sensibilizzare la gente se le multe sono così poche».

Per questo, il nostro interlocutore è intervenuto direttamente sul luogo: «A inizio luglio ho iniziato a far notare, dalla finestra, a tutti i trasgressori gli orari e i giorni in cui è vietato gettare il vetro. Ho ricevuto insulti di qualsiasi tipo, questo unicamente per aver fatto notare che anche noi abitanti di via Pascuritt abbiamo il sacrosanto diritto di passare notti, domeniche e festività in pace». Non è mancato neanche l’intervento del vicesindaco che ci ha raccontato: «Io stesso sono intervenuto segnalando che buttare il vetro di domenica è vietato».

Macchine e multe a go go

«Comprendiamo le lamentele e abbiamo ascoltato le rimostranze pervenuteci – ci ha spiegato Mombelli –. Quando sono stati cambiati gli orari e l’ordinanza, abbiamo trasmesso a tutta la popolazione dei volantini informativi e su ogni contenitore per la raccolta del vetro abbiamo messo un cartello con gli orari. Su un altro tabellone abbiamo indicato tutti i problemi che vengono riscontrati, così da evitare che si ripetano. Eppure la gente non sempre rispetta le regole».

Da gennaio, ci ha indicato il vicesindaco, le contravvenzioni in totale sono state una settantina. Ma secondo il residente in via Pascuritt, «In un solo giorno potrei segnalare alla polizia almeno una ventina di contravvenzioni. Bisognerebbe almeno chiudere l’area la domenica e nei festivi». L’obiettivo del Municipio, ha però garantito il vicesindaco, «è di intervenire maggiormente con le multe. Chiudere? Si potrebbe fare, ma poi c’è il rischio che succeda come a Vacallo dove, quando veniva chiusa l’area di raccolta rifiuti con delle transenne, la gente lasciava comunque i sacchi, o davanti alle ramine, o lanciati attraverso di esse».

Bocciato l’ecocentro

Come detto, il Comune aveva provato a risolvere la problematica dei rifiuti proponendo la costruzione di un ecocentro in via Lischée, in una zona artigianale. Lo scorso maggio però la proposta è stata bocciata dal referendum. Le alternative sono quindi rimaste le otto piazze dei rifiuti Vignacampo, Funtì, Ghitello, Via Vela, Balbio, Fontanella e la gettonatissima Pascuritt. Accesa è stata la discussione tra i favorevoli e contrari e promotori del referendum. Per questi ultimi una delle ragioni principali per rifiutare il progetto era che avrebbe causato un grande aumento del traffico in una zona che comprende da una parte il campo sportivo e il riale Müfeta (che sarà rinaturato per restituire alla popolazione una zona verde di svago) e dall’altra l’area scolastica.

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