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laR
 
24.08.2022 - 09:06
Aggiornamento: 10:34

Il cantiere sotto casa. E la notte diventa un incubo

L‘odissea degli abitanti di Salorino alle prese da due mesi con i lavori di pavimentazione e sottostruttura. ’Mancata una comunicazione adeguata’

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Ti-Press
Solo nel Sottoceneri oggi sono aperti quasi 50 cantieri

«Senta qui. Questo è stato il nostro tormentone dell’estate». La registrazione sonora restituisce il vociare degli operai, i macchinari, i tipici rumori da cantiere. Con la differenza che da fine giugno a oggi, per quasi due mesi, sono stati il sottofondo notturno ininterrotto degli abitanti di Salorino: dalle 20 di sera alle 5 della mattina. Insomma, altro che pace, tranquillità e meritato riposo all’ombra del Generoso. Nel Quartiere di Mendrisio c’è chi ha da tempo i nervi a fior di pelle. Ironia della sorte (peraltro comune a diverse comunità di questi tempi), per assicurarsi strade più silenziose, tocca sopportare i classici disagi da lavori in corso. Sulla tratta Mendrisio-Salorino-via Stradone, come altrove, si è dovuto posare, infatti, il manto fonoassorbente: ancora un paio di notti e la missione sarà compiuta.

‘Nessuno ci ha informato compiutamente’

«Sì, pochi giorni alla fine del dolore». Paolo Spalluto non ha mai perso l’amplomb, ma arrabbiato lo è eccome: anche lui è tra i residenti che hanno convissuto con il cantiere sotto casa. «Il punto – chiarisce – non è la necessità di realizzare certe opere in notturna, tanto più su una strada come quella di Salorino: lo capiamo bene. Ciò che irrita è la mancanza di attenzione verso i cittadini e di gestione della comunicazione. A livello comunale nessuno ci ha informato o preparato a quello che ci attendeva questa estate, altrimenti ci saremmo organizzati diversamente».

A dirla tutta, ci fa capire, la popolazione si sarebbe aspettata una serata informativa e degli aggiornamenti puntuali, visto che oltre alla pavimentazione di competenza cantonale, per mano della Città si è intervenuti sulle sottostrutture. «Invece – ribadisce Spalluto –, abbiamo ricevuto solo una circolare generica nella buca delle lettere quattro giorni prima dell’avvio dei lavori». Troppo poco a parere suo e dei suoi vicini. Così dal 29 giugno sono iniziate le notti da incubo. Senza trascurare, enumera, i problemi di segnaletica, le buche davanti al posteggio, la chiusura della rete idrica e altri disagi.

Abitanti insonni e arrabbiati

«Immaginatevi vivere con un caldo tropicale dentro casa e i rumori fuori, costretti a tenere chiuse le finestre – la descrizione è evocativa –. Il risultato? Gli abitanti più anziani in giro la notte per strada; persone obbligate ad andare a dormire altrove per riuscire a recarsi al lavoro il giorno dopo; altre che inveivano, esasperate, contro gli operai – ci racconta ancora l’abitante di Salorino –. Io? Sono arrivato a minacciare un sit-in pacifico. Mi era venuta l’idea di organizzare una cena collettiva per bloccare il cantiere». Come è andata a finire? «Che mi sono limitato a scrivere alle istituzioni – dagli amministratori locali al direttore del Dipartimento del territorio Claudio Zali, ndr – e a pubblicare il mio racconto sui social». Traccia della disputa, però, c’è anche nella corrispondenza intercorsa con il Centro di manutenzione stradale.

‘Esperienza da non ripetere’

In effetti, Spalluto non ce l’ha con i tecnici che in questi giorni hanno cercato di rimediare all’assenza di informazioni, ma piuttosto con i politici. «Dai quali – sottolinea – adesso mi aspetto due righe di scuse. E non mollo di un centimetro». Anche perché, rimarca, i cantieri si moltiplicheranno ancora in Ticino, con la speranza che le disavventure della gente di Salorino almeno servissero a qualcosa. «L’auspicio è che ci si adoperi affinché altri non subiscano lo stesso trattamento e si gestiscano queste operazioni in maniera diversa».

Addetti ai lavori

La dura vita del cantiere

Il messaggio che giunge da questo cittadino è forte e chiaro. E i primi a raccoglierlo sono gli addetti ai lavori (di cantiere), che si ritrovano tra l’incudine e il martello: da una parte la necessità di procedere con le migliorie stradali, dall’altro il diritto dei cittadini a dormire. «Mi trovo in imbarazzo – riconosce in tutta onestà l’ingegner Giovanni Simona, a capo dell’Uffiico dei servizi di manutenzione stradale del Dipartimento del territorio –, anche se i lavori vanno fatti». E la lista degli interventi pianificati sul territorio ticinese, ci conferma, è «lunghissima». «Nel solo Sottoceneri questa settimana contiamo dai 45 ai 50 cantieri. E non sono certo pochi». Aree di lavoro dove occorre procedere con il buio.

‘Il cittadino di Salorino non è il solo’

«A reclamare e farsi avanti non è stato solo il cittadino di Salorino – ammette l’ingegnere –. In questo periodo infatti stiamo lavorando di notte in tante zone del cantone: abbiamo diverse opere di pavimentazione aperte». Del resto, il risanamento fonico della rete stradale - pavimentazione inclusa - è oggi un obbligo dettato dalla Confederazione. «E il lavoro notturno è, purtroppo, una esigenza determinata anche da certe situazioni viarie - ci illustra Simona -. A Salorino, ad esempio, siamo obbligati a chiudere la strada durante il cantiere, e possiamo farlo solo di notte. In caso contrario isoleremmo una intera frazione. Ma non è l’unico caso. Lo sappiamo, quello dei lavori notturni è un grosso problema. Da un lato non crei disturbo alla circolazione, dall’altro ne causi un altro, e grosso, ai confinanti: è noto».

‘Cerchiamo di contenere i disagi’

Come se ne esce? «Nel limite del possibile cerchiamo di organizzare il lavoro in modo che le attività più rumorose vengano fatte nelle prime ore della serata. Ma un cantiere fa rumore, soprattutto d’estate. Sono il primo a capire queste situazioni, anch’io abito lungo una strada e di recente mi è capitato di vivere una situazione simile - annota ancora Simona -. Non siamo in una posizione semplice, con il paradosso che interveniamo per posare un manto fonoassorbente. A questo punto non resta che ridurre il più possibile la durata del cantiere sull’arco di poche notti – otto quelle pianificate nel Quartiere di Mendrisio, ndr –. In effetti, a Salorino si è protratto un po’ più del normale».

L’abitante della frazione lamenta anche una scarsa comunicazione. «Da parte nostra cerchiamo la comprensione degli utenti: non possiamo che avvisare la popolazione - come è stato fatto con la circolare a Salorino, ndr - e scusarci per i disagi».

‘Anni intensi’

Quanto ai ticinesi dovranno farsene una ragione. L’operazione ‘strade più silenziose’ non è ancora finita, come lascia intendere l’ingegnere. «Questi tre o quattro anni sono stati intensi – nel Mendrisiotto stiamo lavorando parecchio – e anche nei prossimi anni – preannuncia Simona – sono programmati diversi interventi, in particolare sulle arterie di forte traffico e negli abitati. Non a caso negli ultimi anni questo tema sta diventando importante, perché, appunto, abbiamo vari cantieri notturni. Voglio rassicurare, comunque, il coordinamento non manca».

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