19.08.2022 - 15:19
Aggiornamento: 17:43

Truffa alle assicurazioni sociali, condannata una 47enne

Inflitta una pena di 24 mesi sospesi condizionalmente. La donna ha truffato per quasi 600’000 franchi. Ora sogna l’indipendenza finanziaria

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Ti-Press/Archivio
Una truffa lunga 13 anni

24 mesi sospesi condizionalmente per due anni. La pena inflitta a una donna di 47 anni per aver truffato più di mezzo milione alla Cassa cantonale di compensazione (Avs, Ai, Ipg), alla Cassa cantonale di compensazione per gli assegni familiari, all’Ufficio Ai e all’Ufficio del sostegno sociale dell’inserimento. L’imputata, originaria del Mendrisiotto, è stata chiamata oggi, venerdì, alla sbarra dal procuratore pubblico Daniele Galliano. L’accusa, mossa nei suoi confronti, e poi accolta dalla Corte delle Assise correzionali di Lugano presieduta dal giudice Marco Villa, era appunto di truffa aggravata. Reato commesso sull’arco di 13 anni, dal 2008 all’aprile 2021.

La donna, rappresentata dall’avvocata Nicoletta Amendolara, avrebbe agito con astuzia procacciando a sé e alla propria progenie (composta da tre figli) profitti indebiti per un totale di quasi 600mila franchi. In che modo? Sottacendo alla Cassa cantonale di compensazione e a quella degli assegni familiari l’acquisto di due immobili (uno dei quali del valore di 115’000 euro) in Italia, ingannando sulla propria residenza in Svizzera e richiedendo la riduzione dei premi della cassa malati (Ripam) e gli assegni integrativi e di prima infanzia.

Per riuscire nell’intento di arricchirsi indebitamente, la 47enne ha preso fittiziamente in locazione (in periodi separati) una stanza e un appartamento in alcune località del Mendrisiotto, soggiornandoci solo in maniera sporadica o lasciando accese le luci per tutto il giorno, ingannando così le assicurazioni sociali sulla propria residenza, che era in realtà all’estero, oltre confine, dove viveva con il compagno di allora. Nel corso degli anni ha quindi continuato a richiedere e percepire la riduzione dei premi e altri tipi di assegni per sé e per i figli.

Il desiderio della donna, oggi, è quello di «ricominciare una vita tranquilla ed essere finanziariamente indipendente».

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