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09.05.2022 - 18:18

Passatori disertano l’aula, il processo deve attendere

Un cittadino iracheno e uno siriano accusati di aver fatto transitare in Svizzera illegalmente diverse persone. Entrambi assenti per ‘problemi di salute’

Uno ha avuto un infarto pochi giorni fa ed è ora ricoverato in un ospedale tedesco. L’altro ha recentemente accusato un ascesso a un rene. Nessuno dei due, un cittadino iracheno 56enne e un cittadino siriano 58enne – accusati di incitazione all’entrata, alla partenza o al soggiorno illegale aggravati – si è quindi presentato quest’oggi davanti alla Corte delle Assise correzionali di Mendrisio (giudice Marco Villa), inviando la copia di un certificato via posta elettronica. I fatti risalgono al periodo compreso tra la fine di ottobre e la metà di novembre del 2021 quando i due, un 44enne e un 46enne entrambi attualmente residenti in Germania, facilitarono l’entrata illegale in Svizzera (direzione Germania) di almeno 34 clandestini, provenienti per la maggior parte dalla Siria. Insieme a loro anche altri complici, che agivano all’interno di un sistema ben organizzato, come si può leggere nei due atti d’accusa firmati dalla procuratrice pubblica Pamela Pedretti. I due processi si sarebbero dovuti svolgere con la procedura del rito abbreviato. Prossimamente verranno però agendati con la procedura del rito ordinario, così da poter procedere successivamente, in caso di nuova assenza degli imputati, in contumacia.

Ma come agivano i passatori? La prassi è stata la stessa in quasi tutte le 12 occasioni delle quali gli inquirenti sono venuti a conoscenza: un primo complice transitava dal valico incustodito (a Brusino Arsizio o Porto Ceresio) durante la notte, assicurandosi che non ci fosse un presidio delle Guardie di confine. Poco dopo transitava il mezzo con a bordo i clandestini, generalmente almeno due. Ma si è arrivati anche a viaggi con a bordo fino a 12 passeggeri, in alcune circostanze anche bambini. Lo stesso procedimento veniva poi ripetuto alla frontiera con la Germania. In alcuni casi, per evitare il passaggio dalla dogana, ai clandestini veniva fatto attraversare il confine con il treno. Salivano a Ponte Tresa per poi scendere alla stazione di Agno. Ai migranti veniva richiesto il pagamento di 1’000 euro ciascuno, cifra che poi veniva divisa tra i passatori. Le pene contenute negli atti d’accusa sono: 17 mesi sospesi (e 5 anni di espulsione) per il 46enne iracheno difeso dall’avvocato Marco Morelli e 14 mesi sospesi (e 5 anni di espulsione) per il 48enne siriano patrocinato da Michele Sisini.

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