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Ihc Capolago Flyers
‘Stagione e società sono a rischio’
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laR
 
21.04.2022 - 15:09
Aggiornamento: 17:53

Pista skater ‘impraticabile’. E il Club presenta il conto

La superficie di gioco è scivolosa e pericolosa: l’Ihc Capolago Flyers denuncia il problema. La Città sta cercando una soluzione

Nel Quartiere di Mendrisio l‘hanno ribattezzata Capolago Arena. Non immaginavano certo che i ragazzi dell’Inline Hockey Club Capolago Flyers si sarebbero trovati in pista a pattinare (su rotelle) come se fossero su una lastra di ghiaccio. Rinnovato il luglio scorso il fondo dell’impianto comunale, ormai ventennale, si è presto capito che la pavimentazione posata in sostituzione del vecchio asfalto non era all’altezza delle aspettative. È bastata un po’ di pioggia per rivelare tutti i difetti agli occhi della società. La superficie non solo è scivolosa, ma persino «pericolosa e inutilizzabile» e nello spazio di meno di un anno ha mostrato crepe e fessure. Va dritto al punto il presidente del sodalizio Mattia Pedetti. Anche perché, segnalato il problema nove mesi or sono, a oggi una soluzione ancora non c’è. È sua la firma in calce alla raccomandata recapitata ieri al Municipio di Mendrisio. Una missiva che suona, scrive, come "un atto di denuncia" davanti a una "situazione diventata insostenibile". Oggi a farne le spese, chiarisce a ‘laRegione’ Pedetti, sono i circa 120 tesserati del Club – soci fra i 5 e i 60 anni –, che temono di veder compromessa la stagione, ormai al via. Quanto alla società è preoccupata per la sua stessa sorte: «Senza incassi, che rappresentano il 60% dei nostri introiti, mettiamo a rischio la fonte principale di finanziamento».

‘Trasferte’ messe in conto al Comune

Delusione e rabbia: i sentimenti dalle parti di Capolago sono questi. «Pensavamo di poter godere del primo anno di libertà dopo il Covid e ci ritroviamo in completa difficoltà – lamenta Pedetti –. Tant’è che abbiamo dovuto fare in modo di ritardare le partite casalinghe e di spostarci in altre piste – quella locale è l’unica del Distretto, ndr – per ospitare gli incontri di Campionato in programma il 23 e il 24 aprile prossimi. Incontri che giocheremo a porte chiuse». ‘Trasferte’, quelle verso gli impianti di Paradiso e Pregassona, dettate dall’impraticabilità del terreno e che, in effetti, hanno un costo: una fattura di 3mila franchi che la società ha girato al Comune rivendicando un "risarcimento danni". E senza una risposta adeguata da parte della Città il conto, si annota, potrebbe allungarsi.

‘Il punto? Nove mesi e non c’è un rimedio’

Il punto è proprio questo: urge un rimedio. Al Dicastero sport e tempo libero della Città confidavano di averlo trovato grazie alla nuova lacca suggerita dalla ditta che ha effettuato i lavori e alla quale è stato chiesto di proporre una alternativa valida. Tanto da sollecitare l’impresa a presentare un prototipo da sottoporre al Club prima di realizzare l’intervento attingendo al credito residuo dei 280mila franchi votati con l’obiettivo di apportare delle migliorie alla pista di skater e al rifugio di Protezione civile sottostante. Consegnata a mo’ di modello una tavoletta in legno in formato A4, l’incontro ha avuto luogo martedì, senza però sortire il risultato sperato. «Le dimensioni del campione non ci hanno permesso di valutare l’idoneità del materiale», ci conferma il presidente. Che non nasconde di puntare l’indice verso l’Ufficio tecnico («assente a sopralluoghi e riunioni») e al contempo rilancia: «Noi una proposta l’abbiamo avanzata: grattare via lo strato di resina e tornare al vecchio asfalto, in uso ovunque in Svizzera. Sarebbe una opzione temporanea che darebbe modo a noi di giocare e al Comune di studiare una soluzione efficace e sicura». Insomma, una sistemazione definitiva come nelle intenzioni originarie.

Danielli: ‘Abbiamo fatto di tutto’

Alla guida del dicastero, Paolo Danielli è rammaricato per quanto accaduto e anche per la piega che ha preso la vicenda. «Ci siamo attivati in tutti i modi non solo per ultimare i lavori ma anche per gestire la situazione e ovviare ai disagi – tiene a ribadire Danielli –. Purtroppo ci sono aspetti che esulano dalle nostre competenze e che non siamo riusciti a controllare». Il capodicastero riconosce che nel valutare la nuova copertura è stata sottovalutata la sua scivolosità, anche se «ci era stata garantita la tenuta». Ora Danielli spera, comunque, di risolvere la situazione «al massimo nel giro di un paio di settimane». Certo, se la nuova lacca non funzionerà, servirà un intervento radicale.

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