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11.04.2022 - 18:16
Aggiornamento: 18:52

Pompieri Mendrisiotto, il centro soccorso cantonale ridecolla

Fotografia del bilancio 2021, che allontanato il periodo pandemico ha visto un incremento degli interventi d’urgenza. Quasi pareggio tra fuoco e acqua

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Ti-Press
Il comandante, Corrado Tettamanti, con i suoi militi

«Non siamo ancora alle cifre del periodo prepandemico, ma possiamo comunque parlare di una rinascita». Così Samuel Maffi, presidente della Delegazione consortile del Centro di soccorso cantonale dei pompieri del Mendrisiotto (Cscpm) ha fotografato il bilancio 2021, oggi, nel corso dell’annuale conferenza stampa. Rafforzati i ranghi dei professionisti, che quest’anno saliranno a sei unità. Ma a fornire le cifre relative all’anno scorso è stato l’instancabile comandante, Corrado Tettamanti, in carica da 40 anni, di cui 12 a capo dei vigili del fuoco.

Preoccupano i cambiamenti climatici

Gli interventi d’urgenza sono stati 665 lo scorso anno, con una crescita significativa rispetto al 2020: +115. «E già come è iniziato il 2022, stiamo registrando un’ulteriore crescita nei primi tre mesi, con una media di 45 uscite al mese». Il dettaglio. Dei 665 interventi – che hanno richiesto complessivamente 10 mila 332 ore di lavoro – 238 hanno riguardato gli incendi, 214 gli allagamenti, 28 i salvataggi, 8 gli incidenti, 131 gli inquinamenti, 36 gli interventi naturali e 10 di diverso tipo. Per quanto riguarda i servizi a terzi prestati dal Centro di soccorso cantonale dei pompieri del Mendrisiotto, prevale la formazione (42%) con un totale di 574 persone formate e le disinfestazioni (29%) che indicato 77 casi, fra cui calabroni, vespe e rettili allontananti dalle abitazioni, grazie allo speciale gruppo di intervento. Fuoco e acqua hanno richiesto quasi la stessa allerta. Se infatti gli incendi hanno riguardato il 36% degli interventi, gli allagamenti hanno toccato quota 32%. Ha evidenziato il comandante, Tettamanti: «Il tema dei cambiamenti climatici fa riflettere sia l’ambito tecnico sia quello politico. Alluvioni come quelle avvenute nel 2021 fanno davvero pensare su cosa dover fare nel caso di esondazioni». Il riferimento è andato all’ingrossamento del fiume Breggia avvenuto l’estate scorsa che aveva anche portato alla chiusura del Parco Gole della Breggia per diversi giorni: «Se fosse esondato sarebbe stato un disastro». Ma anche la siccità registrata in questi ultimi periodi, che ha visto diversi Comuni annunciare una penuria d’acqua rappresenta una spia d’allarme. «Anche se ogni Comune ha l’obbligo di mantenere una certa riserva d’acqua per gli interventi dei pompieri, stiamo studiando la questione dal profilo climatico. La richiesta di rinforzi ad altri centri pompieri sono previsti, nel segno della complementarietà cantonale», ha assicurato il comandante.

Intanto, la fascia degli interventi più sollecitata è stata quella diurna (65%), dalle 05.30 alle 18.30. «Abbiamo interventi che si evadono in un’ora – sono sempre le parole del comandante – altri di più ore o di una giornata intera». Gli interventi avvenuti nella fascia notturna ha riguardato il 15%, mentre quelli nei week end il 14%.Tutti i Comuni del Consorzio hanno ricevuto la visita dei pompieri, ma il maggior numero di casi si è registrato a Mendrisio.Tettamanti ha posto l’accento sull’importanza che deve ricoprire, a titolo preventivo, il fronte degli interventi chimici. Tornando al Consorzio Cscpm, che nel 2021 ha raggiunto il terzo anno di attività, vede il Centro di soccorso sempre più consolidato nella sua struttura gestionale e operativa. «Il nostro centro di soccorso – ha sottolineato il comandante – copre una regione non indifferente, con una densità di 57mila abitanti, e richiede una organizzazione gestionale importante». Complessivamente 144 i militi, tra cui 4 donne. Resta il fatto che «se un tempo un milite entrava e restava in servizio 20-25 anni, oggi il trend è diverso, è sceso a 10-15 anni, perché l’attività è aumentata e toglie molto più tempo agli affetti familiari rispetto a prima».

Interventi chimici, grazie alla collaborazione con le aziende

Intanto, oggi in conferenza stampa, sono stati pure riassunti i progetti conseguiti nel 2021: potenziamento e consolidamento delle figure professionali, migliorata operatività, consolidamento della formazione continua, Centro di difesa di primo intervento in ambito chimico, ritenuto «un aspetto essenziale per il Mendrisiotto». Per l’anno in corso si guarda a un ulteriore potenziamento e consolidamento delle figure professionali; dalla seconda metà dell’anno in avanti sarà introdotto un nuovo assetto operativo per il picchetto diurno, combinando ulteriormente la milizia con la struttura permanente. E ancora: è previsto un consolidamento da un punto di vista operativo e formativo del Centro di difesa di primo intervento in ambito chimico. «Grazie alla collaborazione delle ditte, lavoriamo con scenari e prodotti chimici veri», ha evidenziato Tettamanti. Sarà inoltre consolidata e potenziata la formazione continua e le collaborazioni operative con il Servizio ambulanze Mendrisiotto.
E il Centro di soccorso cantonale dei pompieri del Mendrisiotto avrà presto un nuovo vessillo. L’inaugurazione è prevista per sabato 30 aprile. Saranno nel contempo messe a riposo le due vecchie bandiere, datate 1972 e 1967. Un passaggio che rappresenterà «l’ultimo tassello della organizzazione dei Pompieri del Mendrisiotto». Intanto, elemento degno di nota, il Cscpm ha ospitato nell’agosto scorso per la prima volta, oltre a corsi cantonali per la formazione dei pompieri di montagna e altri aggiornamenti, un corso federale di formazione per istruttori di condotta dell’intervento, che ha riscontrato notevole successo e che sarà riproposto per altre cinque edizioni.

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