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01.04.2022 - 11:38
Aggiornamento: 14:53

Comparto Segoma a Riva San Vitale, convocati i proprietari

Il Municipio intende tenere sotto controllo la situazione e far rispettare l’applicazione della zona di pianificazione

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Ti-Press
Occhi puntati

Oggi, venerdì, il Municipio di Riva San Vitale si aspetta di trovare sul suo tavolo la distinta delle attività che in questo momento, lì in zona Segoma, ruotano attorno al comparto. L’esecutivo non può più attendere: adesso vuole sapere in modo esatto quali e quante ditte operano su quei terreni privati, ma soprattutto in cosa consiste la loro attività e, di conseguenza, se occorre presentare una notifica per il cambio di destinazione. In effetti, il vincolo della zona di pianificazione mette dei paletti chiari che la ventina di imprese presenti potrebbe non rispettare. Per mettere le carte in tavola l’autorità comunale, infatti, ha convocato di recente proprietari e aziende. Il capodicastero Sergio Bedulli è perentorio: «La situazione va sanata o potranno essere prese le misure del caso». Provvedimenti di contravvenzione ma che non escludono, si lascia intendere anche in una nota ufficiale, procedure che richiamano il codice penale. Come dire che, come estrema ratio, si potrebbe pure ordinare uno sgombero.

‘Si è chiesto di sistemare le cose’

L’azione municipale, sin qui, in ogni caso, è animata dalla volontà di trovare un punto di incontro. «Abbiamo proposto ai nostri interlocutori di sistemare le varie superfici e dato un lasso di tempo per farlo – conferma ancora Bedulli –. In base a come evolveranno le cose, l’esecutivo deciderà come muoversi». Sta di fatto che in quello stesso comparto ha pensato di insediarsi pure la Pm Ecorecycling, trasferendo lì la sua attività di recupero e commercio di pneumatici usati (dopo aver lasciato Mendrisio), e suscitando subito una petizione che ha raccolto oltre 700 firme. «La sua domanda di costruzione sta seguendo la procedura di prassi, a sé stante – assicura Bedulli –. Infatti, è dall’anno scorso che ci stiamo adoperando per armonizzare l’uso dell’area con le linee guida della variante di Piano regolatore, che in quel luogo iscrive una zona di lavoro».

Su quella stessa porzione di territorio gli occhi dell’autorità locale si erano già posati cinque anni or sono. All’epoca ad attirare l’attenzione era stato il prospettato arrivo di una attività di lavorazione degli inerti (poi mai giunta sulle rive del Ceresio). Codificate le regole, il Municipio intende quindi procedere con "fermezza" e tenere sotto controllo la situazione sull’intera zona. Un messaggio chiaro, indirettamente, anche nei confronti dei vicini di Mendrisio. La Città rispondendo a una interrogazione del gruppo Lega-Udc-Udf ha fatto sapere che è determinata a monitorare la situazione affinché "siano date le necessarie garanzie alla popolazione".

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