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Aveva intimato alle vittime di farsi consegnare i soldi prelevando dal bancomat
02.03.2022 - 16:30

Ripetute rapine a Chiasso, l’autore rinviato alle Criminali

A processo un 42enne accusato di un colpo armato e due tentati. La sua fuga terminata a Zurigo

Rischia fino a cinque anni di carcere il 42enne cittadino croato senza fissa dimora, in detenzione preventiva dallo scorso 18 giugno, autore reo confesso di una rapina con sequestro di persona avvenuta a Chiasso il 2 giugno e di due tentati colpi il 5 giugno. La vicenda giudiziaria approderà a processo il 14 marzo davanti alle Assise criminali di Mendrisio, riunita a Lugano. L’uomo dovrà rispondere di una lunga serie di reati, in particolare di: ripetuta rapina aggravata, consumata e tentata, "siccome commessa con un’arma pericolosa e in maniera particolarmente pericolosa", subordinatamente di rapina semplice e in subordine di ripetuto furto, ripetuto sequestro di persona e rapimento, consumato e tentato, infrazione alla legge federale sulle armi, gli accessori di armi e le munizioni, entrata e soggiorno illegali ripetuti.

Clienti indotti a prelevare dai bancomat sotto la minaccia di una pistola

La Corte, presieduta dal giudice Mauro Ermani (giudici a latere, Carlo Luigi Caimi e Monica Sartori-Lombardi) dovrà ricostruire i gravi episodi compiuti dal 42enne. Il 2 giugno dello scorso anno, il rapinatore ha dapprima minacciato con una pistola un uomo della regione, costringendolo poi a prelevare del denaro da due bancomat. Nonostante privo di patente si è poi messo al volante dell’auto della vittima obbligandolo, sempre sotto la minaccia dell’arma, a salire sulla vettura e a seguirlo fino a Milano dove, dopo averlo scaricato, è fuggito con il veicolo rubato. Il 42enne, difeso dall’avvocato Felicita Soldati, è stato fermato il 18 giugno a Zurigo dalla polizia locale per soggiorno illegale e successivamente identificato, grazie agli accertamenti d’indagine dagli inquirenti. All’autore gli investigatori sono giunti grazie alla stretta collaborazione con la Sezione Volanti della Questura di Milano, il Centro di cooperazione di polizia e doganale di Chiasso e la Polizia comunale di Chiasso. L’accusa sarà sostenuta dal procuratore pubblico capo, Arturo Garzoni.

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