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11.02.2022 - 16:31
Aggiornamento: 17:56

Antenne di telefonia: ‘La collina di Pedrinate non si tocca’

La Commissione di quartiere si scaglia contro il progetto del nuovo impianto. ‘La zona è protetta e non va sacrificata’

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Ti-Press
Diverse le opposizioni

Da subito l’intenzione annunciata da Swisscom di issare antenne per la telefonia mobile in aggiunta all’impianto oggi utilizzato per rilanciare la radio digitale, lì sulla collina di Santo Stefano a Pedrinate, aveva messo sul chi va là gli abitanti della frazione di Chiasso. Oggi a opporsi in modo fermo al progetto è anche la Commissione di quartiere di Pedrinate e Seseglio presieduta da Renzo Galfetti. I motivi, come si elenca in una nota, non le mancano di certo.

‘Conflitti paesaggistici e di Pr’

E in cima alla lista c’è la “protezione paesaggistica” del comprensorio, un argomento cardine. In effetti, si fa presente, si vanno a toccare un ‘paesaggio pittoresco’ e una zona di protezione dei prati magri. Così li classifica il decreto cantonale sulle bellezze naturali. Non a caso già nel 2011, ricorda la Commissione, il Municipio aveva negato l’autorizzazione. Un veto motivato dalla presenza di conflitti ambientali. La compagnia non aveva, però, aderito alla richiesta di esaminare e proporre delle alternative.

Sta di fatto che per la Commissione di quartiere non si possono ignorare i vincoli di Piano regolatore, tanto più che l’infrastruttura si trova fuori zona edificabile e al contempo, si ricorda, “a breve distanza da luoghi sensibili” come l’oratorio, il campo giochi e la scuola dell’infanzia.

Il 5G e i ‘veri obiettivi’

Inutile dire che i componenti della Commissione sono preoccupati per le ricadute delle radiazioni legate alla telefonia di ultima generazione. “Diversi Cantoni – si richiama – prudentemente hanno sospeso autorizzazioni simili, stante il rischio della messa in pericolo della salute sinora non debitamente valutato”.

Secondo il progetto prospettato sulla collina di Santo Stefano, si rammenta ancora, sono previste tre antenne “potenti”: la prima rivolta verso nord-est (quindi anche Como), le altre due solo verso l’Italia, una a sud-est e l’altra a sud-ovest. Nella Commissione si è, quindi, fatto strada il sospetto che si guardi ai “lauti guadagni di roaming” che vanno al di là del mandato di servire “le poche centinaia di abitanti di Pedrinate”.

‘Pedrinate non è la vittima sacrificale’

Ebbene, la frazione, si fa sapere a chiare lettere, “non accetta di fungere da vittima sacrificale di qualsivoglia illecita ingordigia” e non asseconda il fatto che “il suo paesaggio protetto e la salute dei suoi abitanti vengano barattati per un avamposto della guerra internazionale fra compagnie telefoniche per aggiudicarsi, sconfinando, collegamenti telefonici”.

La richiesta indirizzata al Municipio di Chiasso e al Cantone è dunque precisa: negare “senza indugio e con determinazione” la licenza, a costo di appellarsi “sino all’ultima istanza giudiziaria”.

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