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07.02.2022 - 18:15
Aggiornamento: 19:03

Precarietà lavorativa, Mendrisio ha la sua strategia

Individuate le fasce di popolazione più a rischio: si va dai ragazzi senza un diploma agli over 50 ‘fuori mercato’, alle mamme sole

precarieta-lavorativa-mendrisio-ha-la-sua-strategia
Il reinserimento professionale è la chiave di volta

Essere dei lavoratori precari. Oggi il rischio esiste, anche dalle nostre parti. Lo sta toccando con mano la Città di Mendrisio che, forte pure di consulenze esterne, ha messo in campo tutta una serie di azioni a sostegno di un reinserimento professionale mirato. Sono diverse, del resto, le fasce di popolazione che in questo momento mostrano il fianco a un mercato del lavoro che non fa sconti e che penalizza chi non ha ultimato una formazione. Lo spettro sociale interessato, in ogni caso, è ampio e non risparmia nessuno: si va dai giovani (persino giovanissimi) agli over 50, dalle persone in assistenza da tempo o sottooccupate alle famiglie monoparentali.

Ce n’è quanto basta, insomma, per mettere i servizi sociali locali sul chi va là. Soprattutto a fronte di una pandemia che ha fiaccato in particolare alcune categorie di cittadini. Lo si segnala, come richiama lo stesso Municipio cittadino, in uno studio condotto a livello nazionale l’ottobre scorso. La conclusione è presto tirata: nel quadro attuale “il tema dell’occupazione diventerà sempre più il tema centrale per favorire sia l’autonomia finanziaria e l’integrazione sociale, sia la riduzione dei costi dell’assistenza sociale”. Senza perdere di vista quella parte di popolazione che può sfuggire alle antenne sul territorio, ma che vive già in un contesto di fragilità.

E allora bastano gli strumenti a disposizione? Se lo sono chiesto anche tre consiglieri del gruppo Lega-Udc-Udf. E in effetti vi è un modello virtuoso al quale Mendrisio guarda, quello di Lugano che ha potenziato la sua strategia grazie a due servizi - LuganoMetwork e Spazio Lavoro - complementari alla rete esistente. Il punto è che in questo momento Mendrisio non ha i fondi da destinare a un investimento, finanziario e di risorse umane, che si prospetta “ingente”. D’altro canto, il mandato consegnato dal Consiglio comunale all’esecutivo, si richiama nella risposta all’interrogazione del dicembre scorso, non lascia margini di manovra: ora la priorità è “il contenimento della spesa”. E il modello luganese, per ora, risulterebbe “in contrasto” con la missione di procedere alla revisione dei costi della Città.

‘Il Municipio è sensibile al tema del lavoro’

«L’interrogazione di Massimiliano Robbiani, Simona Rossini e Nicholas Robbiani ci ha dato l’opportunità di illustrare la sensibilità del Municipio sul tema del lavoro – chiarisce subito Françoise Gehring, a capo del Dicastero politiche sociali e politiche di genere –. Il lavoro rappresenta indubbiamente un elemento importante nella vita delle persone. Limitatamente ai compiti istituzionali attribuiti al Comune, su questa tematica Mendrisio cerca di fare la sua parte nel perimetro delle risorse attualmente disponibili. Certo si può sempre fare meglio, anzi si deve. Per questo seguiamo con attenzione i progetti di altre realtà che possono rappresentare una fonte di ispirazione per i compiti che possiamo assumerci come Comune. Un passo concreto è stato per esempio il progetto ‘Lavoro XMe’, destinato ad accompagnare il personale avventizio in un percorso di bilancio di competenze».

Tra fattori di rischio e risposte

Proprio questo progetto, varato nel 2020, rappresenta un punto di ripartenza. «‘LavoroXMe’ ci ha permesso di avviare importanti collaborazioni nei confronti di cittadini a rischio di vulnerabilità lavorativa», ci conferma Tiziana Madella, responsabile dell’Antenna sociale. Dal vostro osservatorio qual è la situazione? «A oggi troviamo alcuni fattori di rischio in diverse tipologie di cittadini, a cominciare dagli alunni della scuola media e fino agli ultracinquantenni con poche possibilità di reinserimento in un mercato di lavoro sempre più selettivo».

Quali sono i punti deboli? «Per fattori di rischio – spiega ancora la responsabile – intendiamo situazioni familiari e sociali connotate da fragilità, basso rendimento scolastico che preclude molte scelte formative per i più giovani, formazioni non più spendibili nel mercato del lavoro o professioni non più attuali a fronte di progresso e modernizzazione. I percorsi di bilancio di competenze avviati nel 2021, in collaborazione con Equi-Lab – associazione di consulenza nel campo della conciliabilità famiglia-lavoro e delle pari opportunità, ndr –, in modo specifico per gli avventizi ma anche per alcune cittadine, hanno permesso di sottolineare l’importanza nel ricostruire il proprio percorso di vita e professionale, riconoscendo e valorizzando competenze e attitudini personali sviluppate negli anni, che potrebbero essere ancora spendibili».

Dai ragazzi agli over 50

Non ci si fermerà comunque qui. «Un’attenzione particolare – annota ancora Tiziana Madella – andrà data al supporto delle competenze traversabili e al rafforzamento della motivazione e dell’autostima. Proprio a sostegno di un’attitudine proattiva al cambiamento la Città collabora con Pro Senectute – lavoro sociale comunitario – per l’inserimento di persone in assistenza e attualmente abbiamo diverse misure in diversi dicasteri per cittadini proprio a rischio di vulnerabilità lavorativa. Un’altra importante sinergia è quella con il Servizio del Case Management della Formazione professionale per inserire ragazzi delle scuole medie in stage e favorire piccole esperienze formative e di orientamento professionale. Si tratta di giovani a cui è precluso un inserimento in aziende private, da qui l’importanza di un ente pubblico aperto e inclusivo».

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