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I promotori del referendum: ‘L’ecocentro non è indispensabile’
21.12.2021 - 15:03
Aggiornamento: 17:33

Morbio Inferiore, è referendum contro l’ecocentro

Dopo il voto del Consiglio comunale, il gruppo Morbio 2030 avvia la raccolta firme contro il progetto di via Lischée. ‘Le alternative ci sono’

Poco più di una settimana fa il Consiglio comunale di Morbio Inferiore ha stanziato – con 17 voti favorevoli, 9 contrari e 2 astensioni – il credito di 2’260’000 franchi per l’edificazione di un nuovo ecocentro comunale in via Lischée. Contro questa decisione, il gruppo Morbio 2030 ha annunciato il lancio del referendum che vuole permettere alla popolazione di “esprimersi su questo controverso progetto, che non risponde alle esigenze della popolazione di Morbio Inferiore”. È stato creato anche un sito internet – www.noecocentromorbio.ch – dove è possibile scaricare il volantino informativo e i formulari per la raccolta delle firme.

Per i promotori, “l’ecocentro non è indispensabile” e “non è nemmeno l’unica soluzione possibile”. Il Municipio “ha presentato il progetto come se non vi fossero alternative, invece queste esistono”. Per gli ingombranti, per esempio, “vi è la possibilità di una collaborazione con il Comune di Chiasso”, mentre per le altre tipologie di rifiuti “è già disponibile un progetto per la sistemazione di interrati nelle attuali piazze di raccolta”. Fatto che porta i promotori del referendum a sostenere che “il Municipio non ha esplorato a fondo queste soluzioni e le ha escluse basandosi su valutazioni superficiali e insufficienti”. Raccolte di carta, Pet e plastica saranno “centralizzate presso l’ecocentro”. Questo “causerà un grande aumento del traffico in una zona che comprende da una parte il campo sportivo e il riale Müfeta (che sarà rinaturato per restituire alla popolazione una zona verde di svago) e dall’altra l’area scolastica”.

Il terreno su cui sorgerà la struttura è di proprietà della parrocchia, “con cui viene stipulata una convenzione della durata di 30 anni che prevede un affitto annuo di 20’000 franchi e la riconsegna del terreno sgombro alla scadenza”. Per questo, “invece di essere una soluzione definitiva, l’ecocentro è quindi una struttura a orologeria che sarà da demolire”. Gli oppositori sollevano anche l’aspetto finanziario. “Il credito per l’edificazione è uno dei più cari in Ticino (2’260’000 franchi). Aggiunto ai costi per l’affitto, per la gestione, per interessi e ammortamenti, comporterà un aumento della tassa base di 50-60 franchi per una famiglia di 4 persone”.

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