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2 set
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Mark Bertogliati insieme ai frutti del suo lavoro (Ti-Press/D.Agosta)
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19.11.2021 - 18:280
Aggiornamento : 21.11.2021 - 17:59

Grappa in botti ticinesi, ‘opportunità per il Mendrisiotto’

Presentati i risultati di un progetto che punta a un prodotto a chilometro zero in tutte le sue fasi. ‘Incontro tra mondo del legno e del vino’

Insieme al caffè o dopo cena come digestivo, la grappa è uno di quei prodotti radicati da tempo nella cultura ticinese. Si stima che nel nostro cantone siano oltre 7mila le persone che la producono, per un volume complessivo di circa 140mila litri. Un movimento importante, che presto potrà godere anche di un ulteriore elemento legato al nostro territorio. È infatti giunto al termine un progetto legato alla produzione di grappa barricata in botti realizzate con legno esclusivamente ticinese. «Sono secoli che alle nostre latitudini viene prodotto non solo in vino, ma anche la grappa», ha spiegato il direttore di Ticinowine Andrea Conconi durante una conferenza stampa tenuta alla Corte del vino di Morbio Inferiore. «Quello che siamo riusciti a dimostrare è la qualità della grappa invecchiata in botti di robinia ticinese. È stato un percorso lungo, dalla produzione delle botti fino all’invecchiamento del prodotto», ha illustrato il responsabile del progetto Mark Bertogliati. «Il legname di robinia solitamente è utilizzato per ardere nei caminetti. Dal profilo tecnico risulta però perfetto per la produzione di botti dove affinare distillati».

‘Un grande potenziale per il distretto’

Tra le regioni dove si trova il maggior numero di alberi di robinia c’è proprio il Mendrisiotto. «Il nostro progetto vuole far incontrare il mondo del legname ticinese con quello della vinificazione. Il risultato potrebbe essere un’economia locale di nicchia che, anche se con volumi contenuti, può proporsi in tutte le sue fasi come ‘chilometro zero’», ha affermato con orgoglio Bertogliati. Spetterà ora ai produttori cogliere la possibilità e proporre sul mercato quanto realizzato dal progetto. «Non possiamo fare previsioni e sapere se e quanta grappa verrà barricata in futuro in botti di robinia ticinese. Si tratta in fin dei conti di un libero mercato, regolato dalla domanda e dall’offerta». I produttori potrebbero però vedere in questo nuovo processo una possibilità per identificare maggiormente il loro prodotto con il territorio. Un aspetto al quale i consumatori stanno dimostrando un sempre maggior interesse. Dal canto suo la grappa, una volta terminato il lungo periodo nelle ‘barrique’, risulta «fruttata con i tipici tratti dati dal legno di robinia. Ha grande potenzialità come prodotto d’eccellenza».

‘Riconoscimento Dop per difendere il nome’

Utilizzata in passato anche come medicina contro la febbre spagnola, la grappa è da secoli presente in Ticino. «Un prodotto invidiato e apprezzato anche nel resto della Svizzera, dove non è possibile chiamare grappa l’acquavite di vinaccia. Solo nella vicina penisola e nella Svizzera italiana può infatti essere etichettata con questo nome», ha spiegato Andrea Conconi. Per evitare che l’Italia possa rivendicare l’unicità sul nominativo è quindi stata avviata la procedura per etichettare come Dop (Denominazione di origine protetta) la grappa ticinese. «Una procedura che richiederà però ancora 2 o 3 anni», ha concluso Conconi.

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