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laR
 
25.10.2021 - 05:30
Aggiornamento: 07:38

Chiasso, niente più Sette e 48. Chiude il bar della stazione

Il ritrovo cede il passo al cantiere per la ristrutturazione dell’edificio dello scalo ferroviario. Previsto oltre un anno di lavoro

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A fine mese si chiude dopo vent’anni (Ti-Press/P. Gianinazzi)

‘Ci vediamo al Sette e 48’. Quante volte e a quante persone è capitato negli ultimi vent’anni? Il bar d’angolo nell’atrio della stazione ferroviaria di Chiasso per molti è stato un punto di incontro e persino un riferimento ‘geografico’ per i viaggiatori in arrivo e in partenza. E di viavai dalle pareti vetrate del ritrovo in questi due decenni ne hanno visto e parecchio. In fondo lo scalo chiassese è davvero un po’ un mondo a parte – lo era soprattutto prima della pandemia da Covid-19 – con la frontiera a una manciata di metri. Ha sorpreso tanti, quindi, leggere il cartello apposto negli ultimi giorni all’entrata dell’esercizio pubblico. Il 30 ottobre il caffè (e non solo) chiuderà – c’è anche l’ora, alle 14 in punto: siamo pur sempre in una stazione – e con lui se ne andrà un pezzetto di storia della Chiasso con vista sui binari.

Dal Buffet al bar d’angolo

Presto, in effetti, l’edificio diventerà un cantiere: le Ffs infatti ristrutturano, dopo le infrastrutture lungo la strada ferrata ora tocca all’immobile vero e proprio. «E tra i muri che vengono giù ci sono anche i nostri», la prende con filosofia Angela, la gerente. Al Sette e 48 ci lavora fin dal primo giorno: era il 1999 quando si decise di aprire i battenti. Da almeno tre anni, all’epoca, mancava un luogo di ristoro allo scalo ferroviario dopo la scomparsa del Buffet storico – che con la sua prima e seconda classe ha incrociato le vite di tanti chiassesi e no –; così l’arrivo del Sette e 48 era stato salutato con gioia. Angela se lo ricorda bene. Altri tempi verrebbe da dire. Le prossime scadenze dopo due decenni di lavoro adesso segnano sul calendario la chiusura a fine mese e la consegna delle chiavi ai primi di novembre. In vista le opere di riqualifica dello stabile della stazione, non si poteva fare altro, ci fa capire. «Non sarebbe possibile convivere con i lavori, la polvere», ci spiega.

Si guarda all’orizzonte del 2023

D’altro canto, non si tratta di un intervento da poco: la trasformazione durerà tra i 12 e i 14 mesi. Periodo durante il quale con tutta probabilità ‘resisterà’ solo il chiosco, un ritorno in stazione a ben vedere dopo una assenza prolungata di una edicola. Riaprirà anche il bar? Il cartello annuncia l’intenzione di sviluppare un altro concetto di ristorazione. «Si parla di un nuovo locale sull’altro lato dell’atrio. L’orizzonte temporale? Il febbraio del 2023», ci dice la gerente. Quindi dalle Ffs è giunta la garanzia che riaprirete. «La speranza – confida – è che il programma di cantiere venga rispettato». Stare senza lavorare non è semplice di questi tempi, soprattutto dopo aver attraversato una crisi sanitaria. Anche al Sette e 48 ci si è dovuti confrontare con le chiusure e le restrizioni: non sono stati mesi facili, lascia intendere Angela. Poi appena si è potuto ci si è reinventati con il servizio d’asporto, una forma di resistenza. Anche se la resa non è stata certo pari all’impegno profuso.

‘Ne abbiamo viste di persone, da tutti i Paesi’

Come è stato, però, stare dietro al bancone di un bar della stazione? «Ci si accorge dei cambiamenti – un tempo c’era un gran traffico a Chiasso, oggi invece non più – e si vede passare tanta gente, di tutte le nazionalità e provenienze. Si può dire che si toccano da vicino le vicende di Paesi lontani attraverso i flussi migratori, le persone in fuga dalle guerre – ci racconta Angela –. Ma posso dire che non abbiamo mai avuto problemi di convivenza». Dopo averne viste tante, insomma, l’importante è guardare sempre avanti.

C’è un cantiere in stazione

Sette anni per un piano di rifacimento

Nel prossimo futuro di Chiasso c’è la ristrutturazione della stazione. Una operazione che aggiunge un’altra tessera a un mosaico di interventi iniziato nel 2016 e ancora in corso. Sono sette gli anni che le Ferrovie si sono date per attuare i lavori di rifacimento dello scalo ferroviario: opere di carattere infrastrutturale che interessano tanto il servizio merci che quello passeggeri e che si concluderanno nel 2023. Per le Ffs si tratta di un investimento di ampliamento e ammodernamento che vale 245 milioni di franchi. Da una parte il progetto ha interessato dai marciapiedi ai binari, dalla sostituzione delle pensiline al nuovo sottopassaggio – sottopasso con accesso da via Dunant che mette in collegamento il Quartiere Soldini e il centro della città –; dall’altra si è accresciuta la capacità dell’impianto – allungando anche le rotaie – per fronteggiare il traffico delle merci e il varo di AlpTransit. Non si trascureranno, comunque, neppure il sistema informativo a vantaggio dei passeggeri e l’arredo degli spazi. E per quanto riguarda la ristrutturazione dello stabile? Per ora le Ferrovie non forniscono dettagli. Se ne saprà di più tra qualche settimana, a metà novembre. È previsto infatti un incontro con la stampa nel corso del quale saranno illustrati i lavori in programma. Non resta che attendere.

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