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18.10.2021 - 19:38
Aggiornamento: 21:00

Il nucleo di Ligornetto chiude. E fuori tutti in colonna

Mendrisio difende la misura, Stabio la contesta e chiede un tavolo di discussione. Intanto, c’è chi pensa di riportare al voto la popolazione

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Mattina e sera da qui non si passa (Ti-Press/F. Agosta)

Alle 5 di questa mattina, lunedì, alle tre ‘porte’ d’entrata al nucleo di Ligornetto è scattato il divieto. Annunciata da un volantino alla cittadinanza, comunicata ‘porta a porta’ alle aziende del comprensorio, la chiusura al traffico di transito è tornata, insomma, a essere una realtà, seppur a fasce orarie. Forte della decisione giunta il mese scorso dal Tribunale cantonale amministrativo (Tram), la Città di Mendrisio ha messo in pratica ciò che teneva nel cassetto da tempo. ‘Sfrattato’ dal ‘cuore’ del Quartiere - almeno dalle 5 alle 8 e dalle 16.30 alle 19.30 dei giorni feriali -, il viavai dei pendolari si è riversato, però, sui percorsi alternativi, allungando le colonne di auto. Ne è consapevole l’autorità del capoluogo; se l’aspettavano i vicini di Stabio. E il sindaco Simone Castelletti sin dal mattino non ha perso l’occasione di farlo notare, postando sul suo profilo Facebook una immagine dei veicoli in fila: “Oggi qualcuno sorride ma altri quartieri piangono...”, è stato il suo commento. La Città, però, va dritta per la sua strada. «Davanti a 850 veicoli l’ora che attraversano il nucleo nelle ore di punta è legittimo chiudere», richiama subito alla realtà il capodicastero Sicurezza pubblica Samuel Maffi. Non è un caso, del resto, se i due Municipi a distanza di anni - della misura si parla dal 2012 - si ritrovano ancora davanti a un giudice. Stabio non si è assoggettato al verdetto del Tram e si è appellato al Tribunale federale.

Dalla petizione all’iniziativa

La querelle sullo sbarramento (o meno) del nucleo a Ligornetto non sembra, in ogni caso, destinata a esaurirsi qui. A essere sul piede di guerra, in effetti, non c’è solo Stabio. Gli stessi cittadini che, dai Quartieri della Città confinanti con Ligornetto, negli anni scorsi avevano raccolto 2’256 firme contro la chiusura, oggi non sono intenzionati a restare a guardare. «L’idea - ammette Ivan Belloni, primo firmatario della petizione del 2019 - è quella di costituire un Comitato rappresentativo dei Quartieri interessati - oltre a Ligornetto, Genestrerio, Arzo e Besazio, ndr - e promuovere una iniziativa popolare. L’obiettivo? Riportare la popolazione a votare». A decidere per il blocco orario del nucleo, a suo tempo, erano stati di fatto i cittadini dell’allora Comune di Ligornetto: una scelta lasciata poi in eredità alla Mendrisio aggregata. C’è margine per rimettere in discussione quel responso? «Stiamo vedendo se sia fattibile - precisa Belloni -. In ogni caso sono quasi convinto che adesso il voto verrebbe ribaltato. Nella stessa zona rossa di Ligornetto ora vi è chi non è più così convinto della bontà del provvedimento». A essere sul chi va là ci sono, in effetti, alcuni commercianti da una parte - preoccupati per l’andamento dei loro affari - e alcuni abitanti del Quartiere dall’altra. E qui torna a galla la questione del bollino - concesso a chi vive e lavora nel nucleo -, che già aveva diviso in passato e che, alla vigilia dell’introduzione della segnaletica, ha spinto quattro consiglieri comunali del gruppo Ppd-Verdi liberali - primo firmatario Marco Battaglia - a presentare una interrogazione al Municipio di Mendrisio. Consiglieri pronti a perorare la causa di chi rimane tagliato fuori e a chiedere una “soluzione che permetta a tutti - gli abitanti del Quartiere, ndr - di spostarsi liberamente”.

Maffi: ‘Ci vorrà un periodo di assestamento’

A rincuorare l’autorità mendrisiense, d’altro canto, c’è l’esito della prima giornata di blocco parziale. «A tutti gli effetti per noi, fin dalla mattina, le cose sono andate abbastanza bene», annota Samuel Maffi. Per i primi tre giorni, va detto, ci sarà un margine di tolleranza: a gestire la situazione e a dare le informazioni del caso ci sono sei agenti della sicurezza privata (due a ogni accesso). «A parte qualche piccolo episodio sporadico - spiega ancora il capodicastero Sicurezza pubblica -, tutti hanno accolto bene la chiusura oraria». La campagna di comunicazione, ci fa sapere ancora Maffi, è stata condotta a tappeto per quanto riguarda le aziende. Anche se il rischio di cogliere qualcuno impreparato resta. Inevitabile, quindi, veder riversare il traffico su altre direttrici, in particolare a Stabio e San Pietro di Stabio. «I disagi li prendiamo per quelli che sono e di sicuro ci vorrà un breve periodo di adattamento - ribadisce -. Va ricordato, comunque, che nell’iter ricorsuale le istanze precedenti avevano riconosciuto la misura di Mendrisio come sopportabile e proporzionata per tutte le parti in gioco». Maffi fa leva altresì sul fatto che la strada che passa per il nucleo è comunale, mentre quella del valico di San Pietro è cantonale: «È da decenni che sono state definite gerarchie stradali diverse. Di conseguenza una strada cantonale che conduce a un valico ha un po’ più di traffico. Non dico che le cose siano semplici, ma è così. Del resto - richiama ancora Maffi -, Stabio ha chiuso al traffico di transito, essendo una via comunale. Perché non dovremmo farlo a Ligornetto?».

Castelletti: ‘Queste decisioni vanno discusse tutti assieme’

Il sindaco di Stabio Simone Castelletti sa solo che un altro nucleo, quello di San Pietro di Stabio, «non è in grado di sopportare un’auto di più», ci dice. «Il traffico che si riversa su quella zona del comune è troppo, a scapito anche della sicurezza». Il punto è che il Distretto - ne sono coscienti a Stabio come a Mendrisio - è regione di transito di una parte dell’andirivieni di pendolari che lavora nel Luganese. Sta di fatto che il Municipio di Stabio non intende digerire la chiusura a Ligornetto. «È una misura che abbiamo sempre criticato - fa memoria Castelletti -. E che ci preoccupa, a maggior ragione oggi che la pandemia sembra aver accresciuto il problema del traffico». Agli occhi del sindaco la crisi sanitaria ha avuto degli effetti pure sulla scelta delle persone di tornare al volante del proprio veicolo. Morale, nel Mendrisiotto ci si ritrova nel caos del traffico.

L’Alta Corte di Losanna dirà la sua, ma da questa quotidianità come se ne esce? «La decisione giuridica arriverà, ma non è la soluzione finale - rimarca il sindaco -. Occorre affrontare il tema sul piano della politica. In altre parole, è opportuno e doveroso, come avevamo già chiesto, che si discuta di ciò che sta avvenendo con tutti gli attori in campo. E penso al Cantone, alle Commissioni regionali dei trasporti e ai Comuni». L’invito al dialogo (allargato) è (ri)lanciato.

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