18.10.2021 - 12:57
Aggiornamento: 18:14

Il paradosso lungo il confine: fra Covid Pass e rapine

Interrogazione della Lega dei ticinesi al Consiglio di Stato dopo l’ennesima rapina avvenuta nel Mendrisiotto

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Sempre al fronte

L’ennesima rapina in un distributore di benzina situato nel Mendrisiotto. È questa la scintilla che ha spinto i deputati leghisti Massimiliano Robbiani e Boris Bignasca a scrivere al Consiglio di Stato. “Dopo una breve pausa dovuta alle restrizioni della mobilità causa il Covid-19, i turisti delle rapine, provenienti dalla vicina Penisola, si sono nuovamente fatti vivi, passando, come sempre, dai diversi valichi incustoditi – scrivono in un’interrogazione –. Purtroppo l’attuale paradosso è che per bere un caffè al bar bisogna presentare il Covid Pass con carta d’identità o passaporto, ma per passare dall’Italia alla Svizzera basta trovare un valico incustodito e il gioco è fatto”.

I granconsiglieri poi rincarano: “Pure questa volta non c’è scappato il morto, ma non possiamo ogni volta sperare nella buona sorte”. Da qui una serie di domande: “Dopo questa nuova rapina, nei soliti distributori, e guarda caso nella solita regione di confine, il Consiglio di Stato intende nuovamente farsi avanti verso Berna per chiedere che tutti i valichi siano custoditi? Non ritiene opportuno, perlomeno, chiudere i valichi secondari nelle ore serali? Oppure, vista la situazione di criminalità, chiuderli definitivamente? I titolari dei distributori di benzina, dopo le continue rapine, come si sono adoperati per, perlomeno, garantire la sicurezza dei dipendenti?”. La parola a Bellinzona.

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