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12.10.2021 - 17:34
Aggiornamento: 19:31

A Stabio in piazza, latte fresco, anzi freschissimo

L’iniziativa, abbinata a una mostra, è del Museo della civiltà contadina. La direttrice, Monica Rusconi: ‘Idea ecologica e a chilometro zero’

di Guido Grilli
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Ti-Press
Comodo, sano e vicino

Si noterà la differenza, tra l’avvicinare un litro di latte dallo scaffale o da un gelido frigorifero di un supermercato e il potersi invece riempire la bottiglia assicurandosi il genuino prodotto direttamente da un erogatore da dove sgorga, appena munto, fresco, anzi freschissimo. E per di più nel cuore del paese, in Piazza Maggiore a Stabio. L’iniziativa – decisamente unica, una scintilla in un mondo sempre più votato al consumismo – arriva dal locale Museo della civiltà contadina, in collaborazione con il dicastero cultura. Come nasce l’idea? La direttrice, Monica Rusconi: «L‘iniziativa è sorta in relazione con la mostra temporanea, intitolata ‘Porca vacca. Maiali e vacche dal passato al presente’, di qui l’idea di portare il latte crudo direttamente in piazza. I messaggi sono sia quelli di legare l’attività all’esposizione sia di proporre un discorso di tipo ecologico e a chilometro zero. Il latte lo acquistiamo a Mezzana, a 6 chilometri da noi e poi c’è il discorso che attraverso l’erogatore ognuno porta la propria bottiglia, dunque si evitano imballaggi. Il servizio è in corso da una settimana e finora abbiamo distribuito 250 litri di latte. Questo significa 250 confezioni in meno di ‘Tetra Pak’, non riciclabile. In media abbiamo finora venduto dai 30 ai 40 litri di latte fresco al giorno. L’iniziativa attira giovani, anziani e famiglie».

Consigli per il consumo: riscaldare a 72 gradi, riporre in frigo e bere entro due giorni

A Stabio, comune di circa 4mila abitanti, il distributore di latte si dimostra anche economico: 1 franco al litro, che può anche essere acquistato in decilitri a 10 centesimi l’uno. Il consiglio è in ogni caso che prima del consumo il latte sia scaldato ad almeno 72 gradi centigradi per almeno 15 secondi e che, dopo questo procedimento, sia conservato in frigo e consumato entro due giorni. In Piazza Maggiore il latte freschissimo può essere acquistato 23 ore su 24, sette giorni su sette. Dalle 7.45 alle 8.45 il servizio viene sospeso per assicurare la manutenzione giornaliera, pulizia della macchina e per consentire la riconsegna in fattoria del latte del giorno precedente e il ritiro del latte del giorno (appena munto). La prova della freschezza è che il latte venduto è quello di giornata appena munto e non sottoposto a trattamenti termici ad alte temperature – assicurano i promotori. Il latte è fornito dall’Azienda agraria cantonale di Mezzana e quello invenduto viene riconsegnato alla fattoria e destinato all’alimentazione dei vitelli. L’iniziativa proseguirà fino al 23 dicembre e rappresenta una fase del progetto pilota. È destinata a continuare nel tempo, vista la buona partenza? «Valuteremo», risponde Monica Rusconi, che prosegue: «Gestire l’erogatore e il rifornimento del latte ci impegna comunque un’ora-un’ora e mezzo al giorno. Inoltre, non credo che ne usciremo in pari con i costi. Il servizio non è certo redditizio. Io il latte crudo lo compravo a Mezzana, ma poi questa iniziativa, anche qui con l’erogatore di latte, si è conclusa cinque o sei anni fa. Proporlo come noi direttamente in piazza e con la loro collaborazione è comunque una esperienza notevole. Più avanti abbiamo comunque altre idee: faremo i formaggini, laboratori per bambini e per adulti a Mezzana. Ogni nostra mostra ha il suo cerchio di relazioni». “Porca vacca. Maiali e vacche dal passato al presente” titolo che, evidenziano i promotori del Museo della civiltà contadina a Stabio, si affida a un’espressione orale di uso corrente che ha perso la sua connotazione originale per farsi anche esternazione di meraviglia. Nell’introduzione all’esposizione permanente viene evidenziato quanto tra gli intenti della proposta culturale vi sia la volontà di sensibilizzare il pubblico, in particolare giovanissimo, a tornare ad attribuire “il giusto peso alla fatica, ai processi, agli sprechi, alla indiscutibile riconoscenza per le vite e le morti che giungono nel nostro piatto (...)” e per scongiurare il falso convincimento di un bambino del nostro tempo, per cui “il latte lo fa la fabbrica”.

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