ULTIME NOTIZIE Cantone
Luganese
2 ore

Ferite di media gravità per centauro finito fuori strada

L’incidente è avvenuto sul mezzogiorno di sabato lungo la strada cantonale che da Carabietta conduce ad Agnuzzo
Bellinzonese
3 ore

Scontro fra due auto a Cadenazzo: un ferito

Il tratto di via Ala Campagna è stato chiuso per oltre un’ora per consentire le operazioni di soccorso e il recupero dei veicoli accidentati
Video
Ticino
8 ore

La Chiesa si mette in attesa ‘un po’ particolare’ del Natale

Messaggio alla Diocesi ticinese del vescovo Alain de Raemy in occasione domenica dell’inizio del cammino d’Avvento
Luganese
11 ore

A2, PoLuMe anche da Gentilino alla Vedeggio-Cassarate

L’Ustra conferma: in autostrada si potrà usare la terza corsia d’emergenza come ‘dinamica’ in caso di necessità fino a Lugano nord
Ticino
11 ore

Cantonali ’23, Andrea Giudici torna in pista. E lo fa con l’Udc

Deputato liberale radicale dal 2003 al 2019, l‘avvocato locarnese proverà a tornare in Gran Consiglio: ’I democentristi rappresentano meglio le mie idee’
VIDEO
Locarnese
11 ore

‘Non si può ammazzare una donna per un ciuffo di capelli’

Tre 18enni che frequentano il Liceo Papio hanno deciso di compiere un gesto simbolico a sostegno delle donne iraniane che lottano per i propri diritti
Bellinzonese
20 ore

‘Hanno dato il massimo ma sono stati travolti da una tempesta’

La difesa dei vertici della casa anziani di Sementina chiede l’assoluzione contestando anche le direttive di Merlani. Morisoli: ‘Fatto il possibile’
Ticino
20 ore

Targhe, il governo rilancia con 2 proposte. Dal Centro nuovo No

Il Consiglio di Stato tende la mano con delle alternative di calcolo. Gli iniziativisti non ci stanno, la sinistra sì. Ognuno per la sua strada, ancora
Ticino
21 ore

‘Polizia unica? Sfruttiamo le potenzialità del sistema attuale’

Fsfp in assemblea. E sul delicato e controverso dossier si attende che la politica decida.‘Venga però sentita anche la nostra Federazione’
Luganese
21 ore

La proposta: due vie a senso unico a Cassarate

In un’interrogazione, la consigliera comunale Lara Olgiati (Plr) ritiene che la modifica viaria delle vie Pico e Vicari migliorerebbe traffico e sicurezza
Gallery
Mendrisiotto
21 ore

Boffalora: al posto della villetta arrivano due palazzine

Altro cantiere residenziale in vista alla porta nord di Chiasso. L’operazione annuncia un investimento di oltre 6 milioni di franchi
Luganese
21 ore

Il 46° parallelo a Lugano? ‘Lo promuoverà l’ente turistico’

Non sarà il Comune, se non indirettamente, ad assumersi la promozione della latitudine geografica che attraversa la città
Locarnese
22 ore

Picchiò un ragazzo in Piazza Grande, 3 anni di carcere

Un 19enne di origini siriane residente nel Luganese colpevole anche di rapina, infrazione e contravvenzione alla Legge federale sugli stupefacenti
Luganese
22 ore

Lugano, viadotto del Brentino: ‘Progetto in pausa’

Slitta qualsiasi ipotesi di riqualifica del comparto, in attesa che si completino gli approfondimenti su altri temi (PoLuMe e svincolo Lugano Sud)
Ticino
22 ore

Il salario minimo legale non sarà adeguato al rincaro

Il Consiglio di Stato boccia la mozione di Ivo Durisch (Ps): ‘Un adeguamento sarebbe contrario alla volontà del legislatore e alla legge’
Locarnese
23 ore

Incendio di Loco, militi ed elicottero impegnati tutto il giorno

Ripresi venerdì mattina i lavori di spegnimento degli ultimi focolai e bonifica delle zone toccate dal rogo boschivo scoppiato giovedì al Monte Cortascio
Luganese
23 ore

Tesserete, aperture festive della Bottega del Mondo

Orari di lavoro straordinari dall’8 dicembre all’8 gennaio per il negozio capriaschese specializzato in commercio equo e solidale
Locarnese
23 ore

Servizi culturali locarnesi: oltre 50 candidati alla Direzione

Scaduto il concorso per l’assunzione della nuova figura dirigenziale, che sarà scelta da una commissione ad hoc formata da 8 membri (di cui 5 ‘tecnici’)
Mendrisiotto
1 gior

A Vacallo un’azione contro la violenza sulle donne

Per tutta la giornata del 25 novembre sono esposte sulle scale della chiesa di Santa Croce 13 paia di scarpe, quanti i femminicidi in Svizzera nel 2022
Ticino
1 gior

Oggi è il Black Friday ma i radar non fanno sconti

Tutti i flash da evitare fra il 28 novembre e il 4 dicembre: da Blenio alla Leventina, da Bellinzona a Chiasso, da Lugano a Locarno
laR
 
19.10.2021 - 21:56

‘Cresciuti fra i binari’, la vita ai Domus di Chiasso

Un libro racconta l’emozionante vissuto di chi ha abitato i tre palazzi accanto alla ferrovia ai margini della cittadina di confine di allora

cresciuti-fra-i-binari-la-vita-ai-domus-di-chiasso
Giuseppe Valli e Luca Bontà (Ti-Press)

Una generazione felice, come si legge nella prefazione del libro: “Nata negli anni Cinquanta, in pieno boom economico e in una Chiasso centro pulsante con stazione internazionale e attività economiche che generavano lavoro per tutti", scrive nel perché della pubblicazione Giuseppe Valli, già insegnante di italiano alla scuola media con la passione per la scrittura e per questo curatore del progetto editoriale insieme a Yolanda Moser. Titolo "Domus”, ovvero i tre palazzi (fra i numeri civici 3, 5 e 7 di via Pasquale Lucchini) allora abitati da famiglie di ferrovieri. Un testo (Edizioni Progetto Stampa) che sente sua «creatura» Luca Bontà, fisioterapista e agopuntore con studio a Mendrisio, e un passato di bambino e adolescente in uno di quei 36 appartamenti pieni di storia e di ricordi, in quella “comunità ben definita” vicina al pian Faloppia.

«Il progetto – ci racconta con gli occhi vivaci e soddisfatti di chi sta per condividere una bella testimonianza – nasce nel 2016 dopo un incontro casuale con Giuseppe, mio compagno di giochi di quei tempi. Lui figlio unico, era per me una presenza fraterna. Nel rincontrarci il pensiero è andato subito alla nostra infanzia trascorsa ai Domus. A me, del resto, mancava solo un input, l‘avevo già tutto in testa... Abbiamo così organizzato un aperitivo con quegli ’ex bambini’, oggi quasi tutti pensionati, in molti nonni! Ne sono nati dieci racconti. Il tutto, va detto, ha preso vita dalle emozioni piuttosto che da una volontà di divulgazione... quello è venuto dopo. È stato, quindi, tutto quel vissuto che ci è rimasto a tutti nel cuore a far sì che il libro nascesse. Personalmente, infatti, avevo spesso la sensazione di poter perdere una parte di passato, di non poterci ritornare sopra e condividerlo con quelli che eravamo stati. Volevo perciò recuperare questo passato e con questo libro ci siamo davvero riusciti».


I Domus (Ti-Press)

Da quel primo incontro il passo, seppur non semplice, è stato breve. Creato il gruppo Whatsapp, si sono via via aggiunti i contatti già noti e, con il passaparola, recuperati gli altri, fino al secondo incontro allargato: «Quando abbiamo optato per il libro era come se il maestro ci avesse dato un compito. In molti eravamo perplessi, refrattari, intimoriti dalla pagina bianca. Poi qualcuno ha cominciato a buttare giù i suoi pensieri, come Leonilde Calzascia (a più riprese campionessa di volano ai tornei di via Lucchini), che il racconto lo ha scritto addirittura a mano. Dopo di lei diversi si sono ‘sciolti’ e ne è uscito questo originale testo».

Non solo però ricordi, il libro porta in sé una chiara eredità, quella del cambiamento di una cittadina di confine confrontata successivamente con il progresso economico e la globalizzazione: «Il quartiere dei Domus con gli anni è stato urbanizzato e massacrato – non manca di ricordarci Bontà –. Se da una parte è stata una invidiabile idea, con la creazione di spazi abitativi dove l’inquilino è partecipe tramite l’acquisto di azioni della struttura e dunque anche responsabile, dall’altra poi quel territorio, vissuto come infanzia di giochi, e quella natura, ci sono stati letteralmente portati via da sotto i piedi. La ferrovia ci è ‘entrata’ in casa, tanto che qualcuno, senza esito, aveva anche ricorso, infastidito giorno e notte dalle manovre dei treni. La fortuna stava nel fatto che i Domus offrivano un giardino, mentre gli altri palazzi intorno non avevano neppure quello... lati positivi e negativi che ad ogni modo hanno lasciato un ricordo e, soprattutto, il piacere di quel ricordo che continua a essere presente» annota Bontà.

Opera del noto architetto ticinese Augusto Jäggli (i cui progetti sono conservati all’Archivio di Stato), i Domus avevano un chiaro ruolo geografico, appena ai margini della Chiasso di allora: «Siamo cresciuti fra i binari. Quando è arrivata la ferrovia di Chiasso noi l’attraversavamo. Erano 25, 30 binari con i treni che facevano manovra e noi avanti e indietro come quegli animali che attraversano ai giorni nostri pericolosamente l’autostrada. Lo abbiamo fatto fino a quando hanno messo le reti perché fino ad allora non c’erano protezioni... Ho vissuto lì una quindicina di anni, dalla prima infanzia fino a quando, a 16 anni, ho cominciato a lavorare all’ospedale di Bellinzona come aiuto fisioterapista. I miei genitori invece sono rimasti fino alla loro morte. Con gli anni il quartiere è cambiato. Quando siamo arrivati noi tutti gli appartamenti erano occupati, vi era un gran movimento di bambini, di giochi e di realtà. Quando sono andato via era già in fase di cambiamento... tanto che bambini non se ne vedevano quasi più...».

I Domus, viene fuori anche dai racconti presenti nel libro, erano considerati veri e propri esempi abitativi: «Avevano i servizi, una terrazza, l’acqua calda. Pensiamo che allora non era proprio una cosa comune, c’erano del resto bambini che vivano altrove e che venendo a scuola odoravano di camino, di stufa. Noi invece avevamo già il riscaldamento, eravamo all’avanguardia. Anche se questo vantaggio ora non c’è più restano appartamenti luminosi e vivibili. Un’altra grande opportunità era l’orto che significava avere sempre verdure fresche. Essendo mio papà originario della Leventina ho vissuto quella coda di civiltà contadina, spesso aspra e scomoda, e ho dunque condiviso con i miei genitori il ‘lusso’ di trovarci a Chiasso in un appartamento. L’unica cosa che legava i due mondi erano le castagne arrosto che in città anziché sulla stufa mettevamo a cuocere nel forno».

Per Luca Bontà e per chi ha contributo a questo prezioso testo più che la nostalgia sono le emozioni ad aver guidato la loro penna: «Se dentro è rimasta una cicatrice, il libro ha avuto un importante valore terapeutico. Perché come diceva Gabriel Garcia Marquez “la vita non è quella che si è vissuta ma quella che si ricorda e come la si ricorda per raccontarla". Oppure come spiegava Rigoni Stern "i ricordi sono come il vino che decanta dentro la bottiglia: rimangono limpidi e il torpido resta sul fondo, per questo non bisogna agitare troppo la bottiglia”. In quello che è stato il nostro giardino pubblico anarchico, abbiamo giocato tanto, facendo anche qualche cavolata, ma siamo stati pienamente liberi. I nostri genitori ci mandavano fuori con la chiave al collo e potevamo rientrare quando volevamo. Purtroppo, spesso, ti accorgi dopo di quello aveva un valore prima. Sul momento, in quegli anni, eravamo dei semplici figli di impiegati della ferrovia, ci insegnavano la disciplina e il rispetto del prossimo. Oggi quegli anni sono parte del nostro vissuto, restano dentro noi stessi e hanno un loro valore. Le nostre famiglie probabilmente avrebbero preferito abitare in case di loro proprietà, ma il fatto che abbiano dovuto condividere questa esperienza con altre famiglie ha fatto sì che poi noi, bambini, condividessimo a nostra volta un’esperienza che non abbiamo mai dimenticato e che ora finalmente è riaffiorata».

Potrebbe interessarti anche
© Regiopress, All rights reserved