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Nel futuro si vede rosso
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24.09.2021 - 18:340

Sarà un quadriennio in salita per le finanze di Chiasso

A pesare da qui al 2024 introiti fiscali in discesa e indebitamento in crescita. E il Municipio è preoccupato per i possibili disavanzi

Il Municipio di Chiasso rischia di non dormire più sonni tanto tranquilli. Ad agitare le notti ci sono le previsioni finanziarie a corto termine. Da qui al 2024, infatti, la relativa stabilità conquistata negli ultimi tempi – non senza dei sacrifici – potrebbe essere turbata dalle turbolenze fiscali e dalle controindicazioni economiche della pandemia da Covid-19. Una crisi sanitaria che ha già mostrato i primi effetti, ad esempio sulla flessione evidente delle imposte alla fonte, ovvero le tasse sul reddito dei lavoratori frontalieri. Deciso a mantenere la barra dritta, oggi l’esecutivo della cittadina non nasconde quindi le sue preoccupazioni. Timori fondati dopo i risultati restituiti dall’analisi del Piano finanziario sul prossimo quadriennio. Tant’è che, una volta noti i dati del preventivo 2023, si riprenderanno in mano le previsioni per proiettarsi sino al 2026. A quel punto, in effetti, se ne saprà di più pure sulle conseguenze dell’emergenza da Covid.

Chiasso è a ‘un punto di svolta’

Il documento è ancora fresco di stampa, ma i numeri e le tabelle cristallizzano già gli scenari che si stagliano all’orizzonte. L’autorità comunale è già sul chi va là, consapevole che questo Piano rappresenta, come scritto nero su bianco, un “punto di svolta“. In effetti, annota il Municipio, “da un’evoluzione delle finanze positiva e al rialzo si va passando a una situazione di riduzione delle entrate fiscali”. Ecco che, tirate le somme, potrebbe – ancora si coniuga al condizionale – essere arduo chiudere i conti in pareggio. Sin qui, del resto, ad aiutare la gestione del Comune sono venute in soccorso le riserve accantonate in passato, ma in un periodo di "intensi mutamenti ed evoluzioni contrastanti”, rende attenti l’esecutivo, il futuro prossimo “potrebbe presentarsi meno roseo”. In ogni caso non si rinuncerà a mettere in cantiere gli investimenti cospicui voluti anche per aiutare il tessuto economico e sociale a risollevarsi proprio dalla pandemia. E questo, lo si fa capire fra le righe del dossier, anche se potrà costare alcuni punti di moltiplicatore quanto a deficit.

Preoccupano le cifre rosse

D’altro canto, non si sfugge alla realtà. “La situazione finanziaria attuale – si spiega nel Piano finanziario appena recapitato ai consiglieri comunali – ha assunto una connotazione sfavorevole e l’evoluzione positiva registrata negli anni 2019 e 2020 e nei primi mesi del 2021 non è confermata”. E qui il lessico dell’esecutivo guidato da Bruno Arrigoni è chiaro: “Cominciano, in effetti, a manifestarsi dei fattori di preoccupazione quali conseguenze della pandemia e la stabilità dei conti viene rimessa in discussione, seppure in modo relativo e attenuato, in considerazione delle riserve fiscali create negli anni scorsi, del grado del moltiplicatore, nonché dei servizi offerti dal Comune e rimasti invariati”. Certo non si nasconde che a dare da pensare sono le cifre rosse e il previsto ulteriore aumento dell’indebitamento. Le prime mostrano disavanzi di gestione di 3,4 milioni spalmati sul quadriennio (2 milioni dei quali fra 2021 e 2022); il secondo segnala la crescita costante del debito pubblico (fino a 70,4 milioni) e pro capite (sino a oltre 9mila franchi). Sta di fatto che questo andamento andrà a erodere il capitale proprio, che nel corso del quadriennio scenderà dai 14,7 milioni di quest’anno ai 12,5 milioni del 2024.

Si guarda con speranza a Ticino2020

Le autorità della cittadina hanno, quindi, chiara la loro missione. Sanno che adesso è “indispensabile operare in modo da mantenere la situazione relativamente positiva, evitando di registrare un peggioramento troppo marcato della stessa”. Chiasso, però, si aspetta di ricevere, seppur in modo indiretto, una mano anche dal Cantone. Quindi si guarda con trepidazione al progetto definitivo di Ticino2020, per il quale, conferma il Municipio, “si nutre qualche ragionevole speranza di diminuzione delle spese in relazione all’onere per gli assistiti” e sul fatto, si ribadisce, che vengano assunte integralmente dall’ente superiore.

Il gettito, ‘nodo gordiano’

Nel frattempo il Comune dovrà barcamenarsi tra le oscillazioni annue dei vari indicatori. Una cosa è sicura: “La previsione dei gettiti d’imposta futuri – osserva l’autorità locale – è il nodo gordiano delle finanze comunali”. L’esecutivo, per sua stessa ammissione, ha cercato di assecondare le richieste della Commissione della gestione e, ove possibile, “non sono state effettuate svalutazioni prudenziali”, mettendo in conto possibili contraccolpi. Andando al sodo, le stime restituiscono un gettito di 14,3 milioni per le persone fisiche e di 8,1 milioni per le persone giuridiche. Entrambi si mostrano, però, in ripresa a partire dal 2022: le valutazioni indicano mezzo milione l’anno. La risalita sarà, invece, più lenta sul fronte delle imposte alla fonte, che registrano un crollo, passando dai 9,4 milioni del 2019 ai 7 milioni e mezzo dell’anno scorso. Tanto da rivedere al ribasso (a 7 milioni) le previsioni a Piano finanziario. In calo, comunque, ci sono anche altre voci, come i redditi della sostanza e i ricavi per prestazioni, vendite, tasse e multe. Si parla di 400mila franchi per 2021 e 2022 in ambedue i casi.

Investimenti: 30 milioni in 4 anni

A dare la scossa ci penseranno gli investimenti, importanti nell’economia cittadina, messi in cantiere: circa 30 milioni (al netto) sul quadriennio. “Si tratta – si riconosce – di un piano abbastanza oneroso, per la maggior parte relativo alla manutenzione dell’attuale patrimonio immobiliare, che si estende a molti settori e le cui costruzioni risalgono a 25-50 anni fa, nel cui contesto sono previsti anche nuovi investimenti”. Un impegno al quale vanno aggiunte spese per oltre 6,7 milioni a vantaggio dell’Azienda acqua potabile, destinate alla realizzazione dell’acquedotto a lago e all’aggiornamento dei serbatoi.

Nella lista delle opere in programma si iscrivono il risanamento delle scuole dell’infanzia e della palestra di via Balestra come il nuovo centro tessile, la nuova sede dell’Ufficio tecnico come la passerella sul Faloppia, il risanamento dello stand di rito alla Rovagina come la ristrutturazione del Palapenz, fino alla creazione di un’area di svago alla ‘Piccola velocità’ sull’area ferroviaria. Progetti, in alcuni casi, ancora da ufficializzare ma nelle dichiarate intenzioni dell’esecutivo chiassese. Insomma, si è pronti a rimboccarsi le maniche.

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